A ridosso del 12 luglio, data fissata per la Ballata del Giglio, la festa patronale di San Giovanni Battista arriva quest’anno carica di due notizie che, lette insieme, raccontano bene lo stato dell’arte della macchina organizzativa casavatorese: da un lato un’ordinanza cautelare del TAR Campania che chiude (almeno per ora) la partita giudiziaria su uno dei comitati esclusi dai festeggiamenti; dall’altro una riscrittura del regolamento della festa che allenta proprio quei vincoli temporali e numerici che il Commissario prefettizio aveva introdotto in una fase, come si ricorderà, tutt’altro che tranquilla per l’amministrazione comunale.
Con l’ordinanza n. 1503/2026, pubblicata il 10 giugno, la V Sezione del TAR Campania ha respinto l’istanza cautelare presentata da un comitato escluso dalla partecipazione alla Festa Patronale 2026. Il provvedimento impugnato aveva revocato in autotutela l’autorizzazione all’allestimento del Giglio concessa a fine 2025.
Il punto centrale, per come emerge dal testo dell’ordinanza, non è procedurale ma sostanziale: il Collegio ha ritenuto che gli elementi posti a base della revoca – relativi a un possibile coinvolgimento del soggetto esecutore delle attività in episodi che ne mettono in dubbio l’integrità morale, secondo una valutazione già anticipata da una precedente ordinanza della stessa Sezione – non fossero stati efficacemente contrastati dal ricorrente. In particolare, il TAR ha osservato che la circostanza secondo cui la persona coinvolta non rivestirebbe un ruolo apicale all’interno del comitato non è dirimente, essendo sufficiente un coinvolgimento “anche ad altro titolo” nelle attività dell’ente.
Nel bilanciamento finale, il TAR ha fatto prevalere l’interesse alla sicurezza e all’ordine pubblico sul danno patrimoniale lamentato dal comitato ricorrente, respingendo la cautelare e compensando le spese di fase.
Mentre la giustizia amministrativa confermava, almeno in sede cautelare, l’impianto di controllo sui comitati, sul fronte regolamentare la nuova amministrazione comunale ha scelto una direzione diversa. Il regolamento della festa che era stato adottato durante la gestione commissariale prevedeva limiti più stringenti su due aspetti specifici: l’orario di chiusura della Ballata del Giglio e il numero di comitati ammessi per ciascun rione.
Con le modifiche ora introdotte, la Ballata potrà protrarsi fino a tarda notte, superando i limiti orari fissati in precedenza, e sarà possibile la partecipazione di più di un comitato per quartiere – fino a due comitati per ogni contrada -abbandonando il criterio di un comitato unico per rione su cui si fondava l’impostazione commissariale.
A queste due modifiche se ne aggiunge una terza, forse la più delicata sul piano della sicurezza concreta. In precedenza, al termine del primo percorso che si svolge nella mattinata, tutti i Gigli dovevano essere ricondotti in un’unica area, individuata in piazza e interdetta alla circolazione veicolare, dove sostavano fino alla ripresa della Ballata serale. Con il nuovo regolamento questo obbligo viene meno: i Gigli potranno essere lasciati in sosta ovunque si trovino al termine del percorso mattutino, senza più l’obbligo di concentrazione in un’unica zona protetta: Piazza Di Nocera. Il che rende più difficile garantire la medesima protezione del passato: occorrerebbe infatti recintare con reti catarifrangenti ogni singolo punto di sosta sparso sul territorio comunale, con un evidente aggravio organizzativo che il nuovo testo regolamentare non sembra affrontare.
Si tratta di scelte che, sul piano della politica amministrativa, l’amministrazione può legittimamente compiere. Resta però singolare la coincidenza temporale e di merito tra le due vicende. Il regolamento del Commissario prefettizio nasceva, con ogni evidenza, anche come risposta a criticità di ordine pubblico e di controllo che la stessa gestione straordinaria era stata chiamata ad affrontare.





