ARZANO, FESTA DI S. GIUSTINA 2026, UN FLOP: DUEMILA PERSONE NEL 2023, OGGI IL DESERTO.

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In attesa dei prossimi due appuntamenti della Festa di Santa Giustina, stasera e domani, con la rappresentazione della “Tragedia di Santa Giustina”, per la regia di Maria Cuccurullo, alla quale va il nostro sincero in bocca al lupo, riprendiamo quanto già anticipato nel nostro articolo dello scorso 9 giugno, pubblicato a seguito della conferenza stampa della Pro Loco, e con esso tutti i dubbi e gli interrogativi sollevati sull’organizzazione di questa edizione, purtroppo diventati una triste realtà.
Avevamo scelto di non insistere sulla singolare mancata ufficializzazione della direzione artistica. Abbiamo persino accolto l’invito ad attendere, di promuovere gli eventi anziché raccontarne immediatamente le criticità. Siamo stati al gioco nella speranza di tutelare il lavoro degli artisti e dei tanti volontari e nell’illusione che la Festa potesse risollevarsi dopo un avvio in forte sordina, segnato dalla scarsa partecipazione registrata agli eventi del 6 luglio, la Mostra e il Concerto.
Abbiamo aspettato. Abbiamo osservato. Abbiamo sperato in un cambio di passo. Non c’è stato.
Per dovere di cronaca e per la serietà che dobbiamo ai cittadini che ci seguono, alla luce del deserto di pubblico registrato anche ieri sera, duole, ma è doveroso, pronunciare un giudizio severo sulla direzione organizzativa e artistica di quest’anno: una vera tragedia nella Tragedia.
Un risultato deludente, soprattutto se si considera che, a parità di budget, nel 2023 circa duemila persone riempirono la Villa Comunale per assistere alla “Tragedia di Santa Giustina” con la compagnia Arzano in Palcoscenico. Un pubblico affezionato che ha sostenuto anche le successive edizioni del 2024 e del 2025, con l’Associazione Cavea e il coinvolgimento di artisti internazionali, come Francesco Garofalo.
Proprio agli artisti e ai volontari va l’unico plauso sincero. A coloro che, quest’anno come negli anni precedenti, hanno messo a disposizione tempo, talento, passione e impegno in maniera genuina e trasparente.
Ieri sera si è registrato il terzo appuntamento consecutivo caratterizzato da una partecipazione estremamente ridotta. Davanti al palco c’erano quasi esclusivamente i parenti e gli amici dei giovani cantanti esordienti. Il giorno precedente la Statua è rientrata nella Chiesa Madre accompagnata da poche persone. Lunedì, ancora una volta, il pubblico era quasi assente. Più artisti che pubblico. Tre appuntamenti, tre segnali inequivocabili. Un problema che non può più essere nascosto.
Fino a questo momento abbiamo assistito a un programma che ripropone molti elementi delle precedenti edizioni, una location dalla dubbia capacità di accoglienza, ma soprattutto a un’evidente difficoltà nel coinvolgere la città e a troppe assenze, a partire dalla comunità religiosa di Sant’Agrippino e dalle altre parrocchie. Per non parlare dei commercianti, la cui partecipazione allo street food promosso dalla Pro Loco è stata praticamente inesistente.
Una responsabilità organizzativa ancora più grave per una Festa che, all’inizio del suo rilancio nel 2023, ha visto il coinvolgimento delle Università, di responsabili culturali della Curia, delle scuole e del mondo pastorale. Collaborazioni che avevano dato vita a veri laboratori di crescita per alunni e studenti e che oggi appaiono in gran parte ridimensionate. Partnership che, senza una formalizzazione e una strutturazione stabile, sono finite progressivamente su un binario morto. Per non parlare del rapporto disastro con il mondo del commercio.
Quest’anno doveva essere quello della consacrazione del successo e dei partenariati. Con il riconoscimento della Regione Campania, nell’ambito del patrimonio culturale immateriale. C’erano tutte le premesse per realizzare una grande edizione, valorizzando professionalità, competenze e artisti del territorio. Invece si è scelta una forte discontinuità rispetto alle persone, alle professionalità e agli artisti protagonisti delle precedenti edizioni, senza riuscire a costruire un’alternativa capace di ampliare la partecipazione: ecco come è stato possibile disperdere in così poco tempo un patrimonio di partecipazione, entusiasmo e credibilità costruito negli anni precedenti.
Piange il cuore nel vedere Arzano ostaggio delle scelte di pochi che hanno ottenuto solo il risultato di non onorare la storia e la memoria della nostra città.
Per questo diciamo basta all’improvvisazione. Basta con una Festa che potrebbe suscitare il sospetto di essere utilizzata come vetrina personale o addirittura politica, invece che come patrimonio collettivo da custodire e valorizzare. Basta con coloro che, invece di avvicinare persone, artisti, associazioni, parrocchie e istituzioni, finiscono per alimentare contrapposizioni, divisioni e allontanamento dalla vita civile e religiosa.
Non si tratta di non voler riconoscere lo sforzo organizzativo compiuto anche quest’anno. Mettere in piedi una manifestazione articolata, coordinare eventi, artisti, volontari e adempimenti richiede tempo, sacrificio e disponibilità personale. A chi si è impegnato in buona fede e ha sottratto tempo alla propria vita e alle proprie famiglie va il nostro rispetto.
Però per il rispetto che si deve alla nostra Festa, occorre avere il coraggio di compiere una distinzione fondamentale: l’impegno volontario è prezioso, ma da solo non basta a governare un progetto culturale di questa dimensione.
La buona volontà non può sostituire la competenza. La disponibilità personale non può sostituire la programmazione. La passione non può sostituire la capacità di costruire reti, coinvolgere il territorio, comunicare un evento e raggiungere gli obiettivi per i quali vengono investite importanti risorse pubbliche.
Quando una manifestazione nasce con l’ambizione di superare i confini di una singola parrocchia, di diventare la Festa di un’intera città e di trasformarsi in un attrattore culturale capace di richiamare visitatori da altri territori, come lo era tanti anni fa, non è più sufficiente affidarsi esclusivamente alla generosità e alla disponibilità di chi si offre di collaborare.
Servono competenze verificabili. Servono responsabilità definite. Servono obiettivi, programmazione, coordinamento e capacità organizzativa. E soprattutto serve che chi finanzia, patrocina e sostiene il progetto verifichi che i ruoli strategici siano affidati sulla base delle competenze necessarie e che i risultati raggiunti siano coerenti con le risorse investite.
Per questo riteniamo che il Sindaco e le istituzioni religiose e culturali debbano riprendere il timone e accendere i fari sulla Festa di Santa Giustina, sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sulle scelte strategiche e organizzative.
Perché quando una Festa nata per unire la città finisce per svuotare le piazze, allontanare le comunità, spegnere la partecipazione e, di conseguenza, mortificare anche il lavoro degli artisti, non siamo più davanti a un semplice errore organizzativo. Siamo davanti al rischio concreto di fallimento totale di un progetto di crescita culturale e al rischio di disperdere un patrimonio di storia, fede e partecipazione costruito nel tempo, tradendo l’eredità dei nostri avi che resero la Festa di Santa Giustina famosa in tutto il circondario.
Non vogliamo questo. Vogliamo che la Festa sia di tutti e soprattutto veda una grande partecipazione. Vogliamo che siano coinvolte tutte le centinaia di volontari che in questi anni hanno lavorato, partecipato e creduto in questo progetto con fede, amore e spirito di servizio meritano rispetto. Il loro lavoro non può essere disperso dall’improvvisazione, dalle divisioni e dalle ambizioni personali.
Tutti meritano rispetto. Santa Giustina merita rispetto. La nostra storia di arzanesi merita rispetto.
E il rispetto, quando si amministrano risorse pubbliche, storia, fede e patrimonio collettivo, significa anche una cosa molto semplice: riconoscere il lavoro svolto, correggere gli errori, verificare le competenze, rendere conto delle scelte, delle risorse spese e dei risultati ottenuti.
Perché una grande Festa non si costruisce soltanto con la buona volontà. Si costruisce unendo passione, partecipazione e soprattutto competenza. Nell’immaginare un futuro radioso per la nostra Festa, invitiamo tutti a partecipare, stasera e domani, alla rappresentazione della Tragedia di Santa Giustina, presso la Parrocchia di Sant’Agrippino. W Santa Giustina!