Arzano, Un miracolo con le tasche vuote !

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Il

classico scontro tra l’entusiasmo del volontariato e il muro della realtà economica.

Organizzare una rievocazione storica e una festa patronale dignitosa con un budget di 10 mila euro è, a tutti gli effetti, un’impresa titanica. Chi gestisce eventi sa che tra permessi, sicurezza (normative safety & security sempre più stringenti), service audio/luci e costumi, quella cifra evapora in un attimo.
Il plauso a don Pasquale Muto parroco della parrocchia Sant’Agrippino e a Luigi Del Prete presidente della Pro Loco è sacrosanto. Senza la loro ostinazione, probabilmente quest’anno Arzano non avrebbe avuto nemmeno quel barlume di sfilata. Metterci la faccia quando le risorse sono al lumicino richiede coraggio.
Rispetto ai fasti delle prime edizione in villa — con cavalli, bighe e un paese intero mobilitato in abiti d’epoca — il contrasto visivo e d’atmosfera è stato inevitabilmente impietoso.
Il mancato supporto tramite i canali regionali (come quello storicamente legato all’On. Mensorio) ha tolto l’ossigeno finanziario principale. Quando saltano i fondi sovracomunali, l’evento si svuota.
Se la kermesse è considerata un pilastro dell’identità locale, l’ente locale non può limitarsi al compitino. Deve farsi promotore attivo o quantomeno principale co-finanziatore
Il tessuto privato latitante: Gli sponsor locali (imprese, commercianti, artigiani della zona) vanno coinvolti mesi prima con un progetto di marketing territoriale serio, non con la semplice “colletta” dell’ultimo minuto.
L’ “Arzanesità” è davvero perduta?
“Non ci sono più le persone di un tempo?”
Forse non è l’arzanesità a essere svanita, ma è cambiato il modo di vivere la piazza. Le persone si lasciano coinvolgere se l’evento è immersivo, se c’è un forte battage pubblicitario e se percepiscono la grandiosità dell’appuntamento. Se lo spettacolo si rimpicciolisce, il pubblico si allontana, innescando un circolo vizioso. Un flop è stato il mercato straordinario con posteggi temporanei dedicati ad artigianato, prodotti locali, street food, paninoteche mobili, friggitorie e generi non alimentari. Insomma la piazza oltre il Bar Lanzillo nessuno aderito all’ iniziativa. Il resto lo hanno visto tutti. Noi abbiamo fatto una critica costruttiva. La festa di Santa Giustina deve qualcosa di eccezionale. In piazza Cimmino è stato un flop: Il mercato straordinario con posteggi temporanei dedicati ad artigianato, prodotti locali, street food, paninoteche mobili, friggitorie e generi non alimentari ha fallito completamente. Per il futuro serve un cambio di passo: se l’evento deve campare di sola austerità, rischia di spegnersi definitivamente. Bisogna muoversi d’anticipo, fare rete e pretendere che la cultura e l’identità di Arzano tornino a essere una priorità di bilancio, e non una nota a piè di pagina.
Stasera godiamoci sul sagrato della parrocchia di sant’ Agrippino alle ore 20:30: l’esibizione degli artisti di “Una voce in Campania” diretto dal maestro Rino Quattromani. Poi domani e venerdi’ alle ore 20:30 la Rappresentazione sacra “ Tragedia di Santa Giustina” regia di Maria Cuccurullo, con la partecipazione straordinaria della “Corale di Sant’Agrippino” diretta dal maestro Antonio Guida. Maestro Rachele Parisi nella chiesa di Sant’Agrippino. Gli eventi termineranno Mercoledì con una solenne celebrazione eucaristica presieduta dal Vicario Episcopale di Napoli Nord Don Carmine Caponetto nella chiesa di Sant’Agrippino.
Avanti Tutta: con l’obiettivo di migliorare e di creare una festa della Compatrona Santa Giustina che coinvolge tutta la città, ad iniziare da tutte le parrocchie e gli studenti arzanesi.