
di Giusy Cirillo. Uno dei profumi più iconici nel panorama mondiale: “Miss Dior”. In esso è possibile rintracciare non solo Storia, creatività, dignità, umanità, ma tanto coraggio innato che ha contribuito a rendere una fragranza una vera leggenda. Protagonista è Ginette Dior, detta Catherine Dior (Francia – Granville, 2 agosto 1917 – Callian, 17 giugno 2008), figlia di una famiglia benestante francese e molto più giovane delfratello di Christian, entrambi educati dalla propria madre alla passione per i fiori. La situazione pr ecipita per varie cause: scomparsa della madre, crollo finanziario del padre, dovuto alla Grande Depressione. Rimasta in Provenza, a differenza di Christian a Parigi, scoppia la guerra e nel 1941 a Cannes incontra Hervé des Charbonneries, membro della Resistenza francese, con cui condividerà passare informazioni su spostamenti e posizioni delle truppe tedesche, finalizzate allo sbarco in l’amore e la difesa della Patria, attivandosi nella clandestina F2, all’interno della quale ricopre con il nome in codice di “Caro” un suo ruolo rischioso di alta responsabilità per la difesa di vite umane, ossia Normandia. Nel luglio del 1944, Parigi è occupata dai tedeschi e conosce il loro orrore perpetuato su di lei, che però non sortisce alcun effetto o risultato. Suo luogo delle riunioni segrete è l’appartamento parigino del fratello. Il 6 luglio un incontro falso in Place du Trocadéro le valse la cattura. La Gestapo la trasferisce al civico 180 di Rue de la Pompe, dove ha sede un edificio in cui si praticano feroci torture da parte dei collaborazionisti francesi che operano per la Gestapo. Qui, Catherine viene torturata per 45 minuti, picchiata, spogliata e con le mani legate immersa più volte nell’acqua gelida, provocandole danni ai polmoni soprattutto. Lei si rifiuta sempre di rispondere alle domane e fare i nomi dei suoi compagni, sceglie il silenzio che salva la vita, dimostrando un coraggio straordinario di una donna. Il 15 agosto decidono di deportarla nel campo di concentramento tedesco di Ravensbrück con il numero stampato sulla pelle 57813, ciononostante non si arrende al lavoro forzato, alle torture, alla fame, sopravvive. Nell’aprile del 1945, ottiene grazie alle truppe americane la liberazione a Dresda. Dopo alcune settimane, incontra il fratello che stenta a riconoscerla. Libera, dà corso alla sua nuova vita, ritorna con Hervé e viene eletta prima donna di Francia perché dedita alla coltivazione dei fiori in modo professionale ed anche alla loro commercializzazione, dimostrando non solo voglia di vivere, ma forte volontà di ricominciare.
Poi accade un fatto che la renderà famosa grazie alla collaborazione del fratello, che nel 1947 dopo aver raggiunto già la fama come stilista produce il suo primo profumo a cui insieme ai suoi collaboratori non trova un nome da attribuirgli. Durante una riunione per tale scopo, Catherine si trova ad entrare in quella stanza, e qualcuno esclama: “Ah, ecco Miss Dior”, subito al fratello venne la geniale idea di dare come nome al profumo Miss Dior, dopo poco diventa una fragranza di lusso e ben riconosciuta. Nel 1957, in seguito alla dipartita del fratello, Ella decide di assumere la guida dell’Impero Dior e farsi degna erede di un marchio di eleganza, di stile, di alta sartorialità, soprattutto manifesto mondiale di quel profumo, che diventa il simbolo di una donna che lotta con tutta se stessa per il trionfo della vita, che nega ogni forma di imbarbarimento dell’animo, in quanto decide di non piegarsi a comportamenti brutali, che ha suo malgrado conosciuto, di profonda volontà di resilienza, di una donna, che insegna al mondo il valore della memoria, del coraggio valoroso, costruito nel silenzio e nella solitudine, che deve essere un vero monito per trasformare la sofferenza, il dolore, la paura in possibilità di reazione anche in assenza di margini di salvezza.
Il profumo “Miss Dior”, ottenuto anche dai suoi amati fiori, diventa ciò che vuole celebrare la bellezza, il coraggio, la vita!
Giusy Cirillo
Fonte Foto: DF Diario Femminista.




