«Visione, ascolto e controllo sul denaro pubblico»: la ricetta di Margherita Aruta per il futuro di Arzano

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Il Centro Storico come cuore della città e la scuola per i giovani: la visione di Margherita Aruta per Arzano

Abbiamo Intervistiamo la dott.ssa Margherita Aruta eletta come consigliere comunale alle ultime amministrative di Arzano (lista civica Cambiamo Arzano) dirigente scolastico e attenta osservatrice delle dinamiche politiche della nostra città. Dott.ssa Aruta, lei fa parte della maggioranza chiamata ad amministrare Arzano, cosa ha riscontrato in questi pochi mesi dall’esito delle elezioni?
Faccio una premessa: Arzano è una città con molte criticità in quanto negli anni gli interventi di chi ha amministrato sono stati piuttosto frammentari per diverse ragioni che molti conoscono: commissariamenti; assenza di dialogo con i cittadini e con le categorie professionali, sociali ed economiche del territorio. Considerato che il Consiglio comunale, per i dovuti tempi previsti dalla normativa, si è insediato solo a luglio possiamo dire che il cammino amministrativo inizia solo ora. In campagna elettorale è emersa fiducia nei confronti dell’attuale maggioranza. Questo ovviamente rappresenta una grande responsabilità e ci impone di lavorare con serietà ed impegno per restituire alla città quello che merita. I numeri sicuramente aiutano ma quello che occorre è la qualità della proposta politica ed amministrativa.
Che cosa intende per qualità della proposta politica ed amministrativa?
La Casa comunale ha due anime: quella dei dirigenti e quella dei politici. Noi siamo chiamati dai cittadini a offrire una visione per la città in quanto politici ed amministratori eletti. I dirigenti, invece, traducono tecnicamente il progetto. Ma questo progetto non può essere una rincorsa alle emergenze quotidiane o un inseguimento ad un “like” sui social. Altrimenti si rischia di fare gli errori del passato. Il mandato che ci è stato affidato è quello di offrire idee per risollevare questa città dal suo stato di immobilismo. Faccio un esempio: il Centro storico per qualcuno potrebbe essere un problema da risolvere, dal mio punto di vista è uno spazio da valorizzare. La priorità oggi è quella di farlo uscire da un perenne stato di emergenza, di pericolo e di isolamento. Non è un ghetto, deve ritornare ad essere il cuore della città dove si trovano le nostre radici e la nostra memoria. Occorre un dialogo con i tecnici arzanesi e con esperti di settore per farlo diventare il Centro storico dove si possano trovare attività commerciali; momenti culturali per tutte le fasce di età.
Lei pensa davvero che questa città possa avere una riqualificazione urbanistica ed economica, uno sviluppo sociale?
Se non lo pensassi non mi sarei candidata. Ne sono convinta. La questione sta nel metodo. Dobbiamo necessariamente creare dei tavoli di interlocuzione con i tecnici; i commercianti; gli imprenditori che vivono e lavorano sul nostro territorio. Se non c’è il coinvolgimento della città non andiamo da nessuna parte e rischiamo di appantanarci nel solito autorefenzialismo che non ci fa guardare lontano. Arzano ha tante potenzialità e dobbiamo valorizzarle. I cittadini con urgenza hanno bisogno di servizi. Dobbiamo dimostrare che abbiamo le idee e sappiamo metterle in atto mostrando progetti a breve, media e lunga durata. Basta con appalti e progetti su cui non c’è controllo. Troppi errori sono stati fatti. Dobbiamo vigilare su tutte le fasi progettuali. Sono rimasta sconcertata per l’approssimazione con cui sono stati effettuati lavori in passato che stanno creando non poche difficoltà ai nostri cittadini.
Dobbiamo fare tesoro di questi errori ereditati per poter dimostrare come si possono realizzare interventi usando con intelligenza il denaro pubblico: gli Arzanesi hanno bisogno di parcheggi, trasporti, aree verdi disseminate in tutti i quartieri. Le aree periferiche sono abbandonate da anni, il centro non è più frequentato. Bisogna avviare una seria politica sociale investendo sulle comunità parrocchiali, giovanili e scolastiche.
Arzano ha una realtà scolastica con ben quattro Istituti comprensivi e due Istituti superiori. E’ una risorsa preziosissima che va valorizzata e tutelata ascoltando i dirigenti, il personale e le famiglie.
Continuerò a mettere la mia esperienza sul campo come dirigente scolastico al servizio di questa maggioranza, con un obiettivo chiaro: progettare e garantire il futuro e le migliori opportunità per i nostri giovani.