SENTIMENTO DELL’ANIMO OPERA PRIMA DI GIOVANNI SALZANO DIAMO IL BENVENUTO A QUESTA ORIGINALE SILLOGE

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È con infinita gioia che salutiamo “Sentimento dell’animo”, silloge poetica e opera prima di Giovanni Salzano. Giovanni, promettente studente di medicina, ha sincero interesse per la letteratura, passione per la lettura e amore oltre che attitudine per la scrittura e la poesia. In seguito, infatti, a un concorso di scrittura, cui aveva partecipato come studente, precisamente il X Certamen Tassianum, (2019), i suoi versi sono stati pubblicati nella rivista Studi Tassiani Sorrentini.
“Sentimento dell’animo” è stata pubblicata da “La valle del tempo”, nella collana “Frontiere della poesia contemporanea”, con prefazione di Vittoria Caso (mia) e postfazione di Antonio Spagnuolo.
Cogliere le attitudini dei giovani e incoraggiarli nel realizzarle è sicuramente parte della professione docente, pertanto, leggere in anteprima i versi di questo giovane talento è stato per me motivo di orgoglio e di emozione.
In “Sentimento dell’animo” l’autore realizza un interessante percorso poetico, originale e significativo.
La raccolta si divide in 4 parti: ACANTI FRASTAGLIATI, NOTTURNE, SONETTI, TRUCIOLI; il tutto è preceduto da una poesia introduttiva “Memoria”, un vero e proprio invito dell’autore a leggere i suoi versi, aperto al confronto, alla critica positiva o negativa che sia, ma altresì deciso a lasciare una traccia di sé e del suo passaggio.
La prima parte, “ACANTI FRASTAGLIATI”, si apre con “Sentimento dell’animo” una sorta di manifesto poetico, intenso e struggente “ho fatto l’amore con le parole…ho ubriacato l’animo di momenti, /e nel silenzio sperso della notte/ simile al riverbero dei ciprei, /ho scritto il sentimento” e ancora dichiara che il demone romantico gli ha dettato i versi, un demone che in qualche modo ha governato i suoi pensieri. Seguono componimenti curati con attenzione nel contenuto e nella forma, dal tono classicheggiante in cui quesiti esistenziali, natura, cuore, ragione, illusioni, certezze si rincorrono, illuminate da un evidente amore per la classicità.
Il senso del tempo “che corrode il termine”, i ricordi amari, l’attesa, l’angoscia dettano versi ammantati di un lieve velo di tristezza, rischiarata tuttavia dalla luce di momenti gioiosi che si affacciano alla memoria, contribuendo ad arricchire i componimenti di un’aura chiaroscurale.
I testi che seguono sono un vero e proprio concentrato di emozioni, di tensioni dai riflessi cangianti e crepuscolari che arricchiscono di ulteriori tonalità l’universo letterario e il variegato mondo della poesia.
In “NOTTURNE” prevale l’inquietudine, ma non mancano versi giocosi che attraverso una battuta sagace o suoni onomatopeici stemperano l’atmosfera e la colorano di speranza.
Nei “SONETTI” l’autore si cimenta con la non facile metrica classica, giocando con la luna e con il sole, con Apollo e con Eros, con l’essere e l’apparire, oltre che con aspetti formali abbastanza inusuali per la poesia contemporanea.
I “TRUCIOLI” sono distici, guizzi, brevi pillolette di poesia paragonabili a lievi pennellate che danno un tocco di colore e calore a una bianca tela.
Se la poesia è quella “magia che brucia la pesantezza delle parole, che risveglia le emozioni e dà colori nuovi”, come affermava la grande Alda Merini, la magia del processo creativo che accompagna questo percorso si palesa in versi che lasciano un segno indelebile nel lettore.
Il poeta si immerge in alcuni versi “in una trascendenza che dal palpabile giunge alle dimensioni elegiache per quell’afflato lirico che riesce a stemperare nelle pagine”, osserva Antonio Spagnuolo nella postfazione e sottolinea la musicalità del ritmo, elemento indispensabile alla poesia, che non è da tutti saper gestire ma il nostro autore vi riesce con maestria. Non solo, ritengo opportuno aggiungere che Giovanni Salzano utilizza metafore e analogie, rime e assonanze con intelligenza oltre che con ironia per entrare lui e far entrare il lettore tra le pieghe delle sensazioni e dei sentimenti.
Una poesia incisiva che suscita emozioni è il risultato di un processo attraverso il quale l’io poetante ritrova sé stesso e nel contempo consente ai fruitori di specchiarsi in quei medesimi versi come il sole nel mare al tramonto. Non possiamo non soffermarci sulla splendida e significativa opera scultorea che impreziosisce la copertina; si tratta di “Persecuzione”, un bel bronzo realizzato nel 1976 da Vincenzo Gaetaniello.
Complimenti, dunque, a Giovanni Salzano per questo suo bel lavoro poetico e complimenti anche alla casa editrice La Valle del Tempo per la veste grafica accurata ed elegante che conferisce classe e stile alle opere pubblicate, valorizzandole.
A giugno si terrà la prima presentazione della silloge e noi saremo felici di esserci per augurare grande successo al caro Giovanni.

Vittoria Caso