NAPOLI – Ci sono ritorni che valgono molto più di una partita e campionati che non si misurano soltanto in gol o classifiche, ma nei sacrifici affrontati e nella determinazione di chi non ha mai smesso di crederci.
Dopo anni lontano dalle competizioni ufficiali, per il Napoli Powerchair Football (ASD Liberi Di Sognare) scatta l’ora del riscatto: il 31 ottobre 2026, alle ore 12:00, la squadra esordirà nel campionato nazionale contro i propri avversari sul parquet del PalaWojtyla. Un impianto scelto eccezionalmente a causa dell’indisponibilità della struttura abituale, ma che accoglierà i tifosi a ingresso gratuito.
A raccontare il significato profondo di questa stagione è il capitano Salvatore Mone, conosciuto da tutti come “Mas Aniello”:
«Indossare questi colori significa rappresentare la mia città, la mia squadra e tutte le persone che ogni giorno si sacrificano per noi. La squadra non la vivo soltanto nei 40 minuti di gara, la vivo 24 ore su 24».
Oltre lo sport “minore”: i costi e il valore delle famiglie
Il Powerchair Football è una disciplina giocata su carrozzine elettriche sportive ad alte prestazioni che richiede tecnica, strategia e grande preparazione. Tuttavia, il peso economico per portare avanti una stagione è imponente.
«Una stagione può arrivare a costare circa 20.000 euro tra manutenzione e trasferte. Quando una carrozzina si rompe, non si ferma solo un mezzo: si ferma un atleta, un allenamento, un sogno», spiega il capitano, rivolgendo un pensiero speciale alle famiglie. «Spesso si parla solo degli atleti, ma dietro ciascuno di noi ci sono genitori e familiari che mettono tempo e risorse per farci giocare. Senza di loro non saremmo qui».
L’appello alle istituzioni e il sogno nell’hinterland. Se da un lato la squadra esprime profonda gratitudine al Pala Cercola per la concessione gratuita degli spazi di allenamento e del deposito attrezzature, dall’altro lancia un appello chiaro alle amministrazioni pubbliche:
«A volte le istituzioni le sentiamo lontane. Non chiediamo privilegi o scorciatoie, ma opportunità e attenzione. Il mio sogno è creare una sinergia con i Comuni dell’hinterland napoletano: portare il Powerchair Football nei loro palazzetti con dimostrazioni e amichevoli. In particolare, vorrei giocare una partita ad Arzano, la città che porto stampata sul petto».
Un invito aperto alla comunità
In vista del debutto al PalaWojtyla, la squadra invita cittadini, aziende ed enti locali a conoscere da vicino questo sport. Gli allenamenti si tengono ogni venerdì dalle 14:00 alle 16:00 al Pala Cercola (via Matilde Serao 17).
«Venite a vedere un allenamento, guardate la determinazione che ci mettiamo. Dietro ogni carrozzina c’è un atleta, dietro ogni atleta c’è una famiglia e dietro ogni squadra c’è un sogno che merita di essere sostenuto».
Il racconto e le parole del capitano Salvatore Mone aprono una riflessione fondamentale che va ben oltre la cronaca sportiva.
La sostenibilità dello sport integrato: Il punto sollevato sui costi di gestione (circa 20.000 euro a stagione) evidenzia una barriera economica reale che spesso rischia di soffocare lo sport paralimpico/inclusivo. La mancanza di sponsorizzazioni strutturate o di contributi pubblici costringe le famiglie a farsi carico di spese che dovrebbero rientrare nel diritto allo sport e all’inclusione sociale.
Il valore sociale sul territorio: L’idea di portare esibizioni e amichevoli nei Comuni dell’hinterland napoletano (come ad esempio Arzano) dimostra una visione lungimirante: lo sport non è solo prestazione agonistica, ma strumento culturale di sensibilizzazione e abbattimento dei pregiudizi sulle disabilità fisiche.
Il ruolo della rete locale: La gratitudine espressa verso realtà virtuose come il Pala Cercola dimostra che la sinergia tra strutture territoriali e associazioni sportive è concretamente fattibile ed efficace, rappresentando un modello da replicare anche per gli altri Comuni della città metropolitana.





