di VINCENZO PISCOPO
La mia esperienza politica nasce un pò di anni fa: sono cresciuto tra la gente, ho portato nei banchi del consiglio comunale le problematiche del territorio Poi ho avuto l’onore di essere eletto sindaco, anche se di misura, ma è stata una grande soddisfazione perché c’erano un insieme di liste civiche contro un carrozzone politico che ha sempre amministrato per trent’anni il territorio. Quindi un cambiamento lo stavamo iniziando a dare. La mia elezione a sindaco mi ha dato l’opportunità di dimostrare, con atti concreti, che volendo le cose si possono fare, soprattutto con una squadra di consiglieri giovani e volenterosi, insieme a un gruppo validissimo di assessori, ma ho dovuto combattere perché mi dicevano che gli assessori, non essendo di Casavatore, erano extracomunitari esterni; sfido chiunque a non ricordare con piacere la validità, la forza, la bravura di quegli assessori che hanno portato tanto alla nostra città e che oggi forse rimpiangiamo. Il nostro territorio è stato umiliato per anni, ha subito tutto dalla politica, e si doveva cominciare da capo. Purtroppo in un periodo come quello della pandemia, dove le difficoltà erano tante, i nostri assessori, ognuno per il proprio ruolo, insieme ai consiglieri di riferimento, hanno gestito il territorio, raggiungendo degli obiettivi che oggi vediamo ancora perché se ci sono delle opere aperte, sono frutto di finanziamenti fatti e chiesti nel nostro breve periodo e la soddisfazione mia fu proprio quella di realizzare un hub vaccini a costo zero, confrontandoci con la Croce Rossa, un hub utilizzato anche dai comuni limitrofi che avevano difficoltà. Questo ha dimostrato che con impegno e volontà si possono ottenere grandi risultati.
Lei attualmente è Consigliere di opposizione al Comune di Casavatore. Come giudica l’attuale amministrazione comunale?
Oggi il mio ruolo di consigliere di opposizione è ancora più impegnativo; il ruolo di controllo per un consigliere comunale d’opposizione è fondamentale. Ci battiamo insieme a tutto il gruppo di minoranza, non molliamo di un centimetro per migliorare il nostro territorio, confrontandoci con non poche difficoltà ma comunque con il massimo impegno: c’è tanto da fare purtroppo. In questo paese si vive quasi di una pausa amministrativa. Io credo che il paese vada amato, vada gestito come un interesse della comunità e tutti insieme bisogna raggiungere gli obiettivi. Ci dobbiamo rendere conto che, al di là del libro delle favole, della campagna elettorale, poi il territorio va vissuto e delle scelte vanno prese, innanzitutto concordate con tutta la parte politica, maggioranza e minoranza, perché tutti siamo stati eletti dai cittadini: ognuno di noi porta la voce del proprio elettorato. Ricordo che nel periodo in cui io ho fatto il sindaco, durante la pandemia, avemmo dei gazebo sotto il comune dove praticamente ci chiedevano le consulte e mi ricordo che ci furono degli attacchi politici forti dimenticando che sarebbe stato molto difficile, c’erano problemi veramente più seri che poi abbiamo dimostrato di saper affrontare. Oggi le consulte sono passate, un’amministrazione, la gestione commissariale, la nuova amministrazione, ma delle consulte non se ne vede nemmeno l’ombra. Dobbiamo renderci conto che la politica non è solo ricoprire degli incarichi; la politica è dare risposta al territorio e non farsi i complimenti da soli; i complimenti li devono fare i cittadini. Bisogna essere più realisti perché poi col tempo la simpatia diminuisce e i danni sul territorio restano.
Può raccontare come ha vissuto l’ultima esperienza di campagna elettorale nel Comune di Casavatore del 2025?
La mia esperienza politica non è andata come mi aspettavo, pensavo che la gente, quella parte di persone che non mi avevano votato nella prima volta, mi avrebbero dato la loro adesione, per continuare a proseguire quello che era il mio inizio in quell’anno di progetti e per lo sviluppo del territorio. Purtroppo non è andata così, ma io non mollo; purtroppo è difficile abbandonare la vecchia politica, questo lo capisco. Però i cittadini dovrebbero capire che per avere cambiamenti bisogna veramente cambiare. Ho avuto difficoltà anche nelle candidature, molte persone che mi stavano vicine o magari persone che volevano affacciarsi alla politica poi si sono allontanate e questo l’abbiamo pagato, ma mai dire mai perché tutti possono sbagliare ma si può sempre ricominciare.
La disaffezione al voto è ormai un dato strutturale nel nostro Paese, anche alle elezioni amministrative; l’astensionismo elettorale è una spina nel fianco della democrazia. A suo avviso perché molti cittadini non vanno più a votare?
La disaffezione al voto è frutto del fallimento di una politica che ha sempre pensato ad occupare poltrone e mai a coinvolgere i giovani e gli anziani. Oggi qualsiasi manifestazione che si fa mi sembra quasi un incontro per aderire ad un protocollo, non per dare qualcosa in più ai cittadini, qualcosa di vero, qualche stimolo in più a far crescere il nostro territorio. I giovani ormai non credono più alla politica, non credono più a chi li rappresenta, si va a votare semplicemente per un piacere all’amico, mai perché si vuole veramente cambiare. Si dice: “tanto ormai va tutto così, non cambierà mai niente”. Purtroppo è un errore nostro, della politica, perché immediatamente dopo le elezioni ce lo dimentichiamo e iniziamo a dare la colpa a chi c’è stato precedentemente. Oggi dovremmo veramente rimboccarci le maniche ma con atti concreti e soprattutto per migliorare veramente il paese.
Come penserebbe di affrontare, se fosse rieletto Sindaco, le emergenze sociali ed economiche di una realtà così difficile?
Credo che il Comune di Casavatore dovrebbe incrementare e rafforzare quelli che sono gli uffici delle politiche sociali perché il personale che viene a prendere servizio sul territorio lavora sei/otto mesi e poi va via. Cioè ci mette mesi per conoscere la problematica del territorio, o iniziare a conoscerlo, e poi va via; subentra il nuovo che deve ripartire da capo. Quindi io dico, iniziamo a incrementare e a stabilizzare i dipendenti delle politiche sociali e fare in modo che siano preparati sulla problematica del territorio iniziando a scendere per strada e a rendersi conto di quali sono i punti più importanti per poter iniziare a lavorare. Poi basterebbe confrontarsi in una conferenza dei servizi con tutte le aree, confrontarsi con i commercianti, con le associazioni, ecco il confronto che oggi non esiste, con tutte le parti sociali e iniziare ad intervenire; se siamo vicini ai commercianti, se siamo vicini alle imprese, possiamo dare anche un’offerta formativa e lavorativa per i nostri cittadini.
Casoria, da alcuni mesi, sta vivendo un vero e proprio dramma: è crollato un intero edificio nel centro storico e altri edifici sono stati evacuati per il pericolo di nuovi crolli. Se la sente di dare un suggerimento al primo cittadino di Casoria per risolvere la grave problematica nel suo complesso?
Tutti i territori nella nell’area nord, compreso Casoria, hanno centri storici fatiscenti che non si sono ristrutturati, quindi ci troviamo di fronte a palazzi antichi che non hanno eseguito riammodernamenti; sappiamo benissimo che Casavatore e Casoria sono collegati da una rete fognaria sotterranea fatiscente; un bel problema e io di dare consigli al sindaco di Casoria non sono in grado di farlo, né tantomeno sono un tecnico. Però posso dire che, insieme al mio gruppo di minoranza, abbiamo protocollato al comune di Casavatore una richiesta di attenzionare il nostro territorio soprattutto nelle aree che già conosciamo. Sappiamo che ci sono strade di collegamento tra Casavatore e Casoria dove il sottosuolo è totalmente vuoto, dove ci sono strade in condizioni pietose; andrebbero attenzionate con personale qualificato che debba fare molta attenzione sulla staticità delle strutture, creare un piano traffico per alcune strade. Ad esempio, in via Marconi a Casavatore i cittadini e i commercianti lamentano una vibrazione del suolo, a causa del passaggio di mezzi pesanti. Servirebbe un piano traffico deviando o veicolando i camion magari alle uscite dell’asse mediano e della circumvallazione, evitando che passino al centro dei nostri Comuni.
Nella nostra Regione è purtroppo ancora diffuso il fenomeno delle minacce e intimidazioni nei confronti di amministratori e funzionari pubblici locali. Lei ne ha mai subite nel corso della sua carriera politica?
Fortunatamente non ho vissuto questa esperienza; certamente il territorio è difficile ma bisogna essere trasparenti, limpidi, prendere delle decisioni sempre in accordo con tutte le parti politiche. Questo ci blinda e fa capire che non c’è nessun interesse personale ma semplicemente un interesse per la comunità. Io credo che se questo è il criterio del modo di lavorare l’immagine che diamo è proprio quella di essere a disposizione di tutta la cittadinanza e non cedere a pressioni che potrebbero favorire l’uno o l’altro.
Per mantenere in equilibrio il bilancio di un Comune è necessario anche riscuotere i tributi locali dai cittadini. Come pensa si possa risolvere il problema relativo all’alta percentuale di evasori della sua città?
Il fenomeno può essere affrontato avendo un quadro completo sui tributi, facendo un censimento delle aziende, degli abitanti, degli esercizi commerciali e lavorando in sinergia con l’anagrafe, col SUAP, la polizia municipale, con l’acquedotto, in modo da avere un quadro completo di tutta la situazione, così si può prevenire l’evasione. Avendo un quadro completo tutti i cittadini pagano e, se pagano tutti, i tributi scendono. Dovremmo attenzionare molto anche il problema dei rifiuti, che sono il costo maggiore per il nostro territorio. Casavatore non ha un CDR o un’isola ecologica, abbiamo preso finanziamenti sulla raccolta intelligente che, a tutt’oggi, penso siano ancora dormienti o, non vorrei sbagliarmi, forse dobbiamo anche restituire perché non siamo stati capaci di attuare quelli che erano i progetti che sono stati finanziati e che poi non sono stati realizzati.
Quali sono le criticità irrisolte nel Comune di Casavatore?
Le criticità sono tante, partendo soprattutto dagli ambulatori; ancora oggi mancano gli ambulatori per dare il servizio ai nostri cittadini che sono costretti ad andare a Casoria o ad Arzano mentre poi abbiamo gli uffici ASL a Casavatore con una struttura che è del Comune. Abbiamo problemi a Piazza trenta luglio, ultimamente al centro delle polemiche, dove troviamo una zona interdetta sopra ma purtroppo devastata per mancanza di controllo. Voglio segnalare che nel mio breve periodo da Sindaco c’erano dei paletti con le catene, ogni sera mi chiamavano le forze dell’ordine dicendo che le catene erano rotte, io mi mettevo in contatto con la squadretta, ripristinavamo le catene proprio per evitare di far salire i mezzi su quell’area, che è un’area pericolosa, poi c’è il marmo che era distrutto. Ripristinammo anche una fontana; io dicevo che dovevamo educare i cittadini. Oggi tutto questo è in completo abbandono. Le amministrazioni precedenti hanno trovato i finanziamenti, hanno messo mano e hanno fatto peggio di quello che c’era. Quindi attenzione, prima di andare a fare qualcosa di diverso che potrebbe fare altri danni bisogna avere le idee chiare. Il territorio va gestito, così come le aree verdi. Abbiamo degli spazi verdi pubblici che sono completamente abbandonati, campi da bocce abbandonati, al parco delle Acacie il verde attrezzato versa in stato di abbandono. Casavatore merita dignità, noi politici ci dobbiamo rimboccare le maniche; le città crescono nel tempo e migliorano, noi nel tempo stiamo peggiorando. Forse abbiamo paura di crescere??
Può esprimere un giudizio in ordine al Consorzio cimiteriale di Arzano – Casoria – Casavatore?
Io dico solo questo: il mio giudizio sul consorzio cimiteriale, partendo dalla mia consiliatura? Una storia infinita. E non dico altro.






