Il bivio di Arzano: Tra memoria storica e sfide moderne

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Negli anni ’80 e ai primi anni 2000 evidenzia una forte nostalgia per una stagione in cui la politica non era solo gestione, ma passione, coinvolgimento popolare e visione.
Franco Vitagliano rappresenta quella scuola democristiana fatta di radicamento sul territorio e fili diretti con i palazzi romani (come il legame con l’onorevole Michele Viscardi).
Nicola De Mare ha segnato un’epoca successiva, legata a realizzazioni concrete rimaste nella memoria cittadina, come la ristrutturazione dello stadio “Sabatino De Rosa”.
Per loro conta il valore del lavoro. Sia il padre che lo zio del nuovo sindaco hanno mantenuto una loro identità professionale ben definita (in Alitalia/Atitech il primo, nel suo percorso il secondo funzionario della Agenzia delle Entrate ), intendendo la politica come un servizio e non come un mestiere a vita.
Arzano viene da anni difficili, ferita da ben tre scioglimenti. Questa “eredità pesante” è il vero banco di prova per il nuovo sindaco. Se da un lato il passato familiare garantisce a Giuseppe Vitagliano una profonda conoscenza dei meccanismi della macchina pubblica e una “scuola” alle spalle, dall’altro lo carica della responsabilità di dover dimostrare una netta discontinuità con le dinamiche che hanno portato al declino degli ultimi anni.
In questo scenario, la figura di Giuseppe Vitagliano si inserisce con elementi di novità:
La laurea in Economia e l’esperienza come professionista in ambito tributario e societario sono strumenti fondamentali oggi, in un’epoca in cui i bilanci comunali sono complessi e spesso asfittici.
Sembra aver ereditato quella concretezza pragmatica che serve per ripianare i conti e far ripartire la macchina amministrativa.
La speranza, come giustamente auspichi, è che questo mix di “memoria storica familiare” e “competenze tecniche moderne” permetta alla nuova maggioranza di ridare dignità, stabilità e quella passione perduta a una città che ha un disperato bisogno di normalità e sviluppo.