Riflessioni e spunti dal territorio dopo l’intesa tra CONI e Curia
di Enzo Rega- Casvatore (Napoli) Forse non tutti sono a conoscenza della grande occasione rappresentata da Napoli Capitale Europea dello Sport 2026, oppure, più semplicemente, da parte di alcune amministrazioni dell’hinterland non c’è stata la volontà di inserirsi in progetti concreti di qualificazione e valorizzazione delle diverse discipline sportive. È lecito chiedersi se qualche istituzione locale non ritenga lo sport un pilastro fondamentale per la vita sociale e culturale di una comunità.
In qualità di fiduciario CONI del nostro Paese incarico che ricopro da tempo immemore ho provveduto a rendere edotti gli organi comunali riguardo alle opportunità legate a questo importante appuntamento. Ad oggi non è noto se Casavatore sia stata inclusa in progetti di nuova realizzazione o di riqualificazione delle strutture esistenti: un’incertezza che rammarica, ma che lascia spazio alla speranza di un cambio di passo.
Mentre a livello locale il quadro resta incerto, si registra una brillantissima iniziativa nata dalla sinergia tra l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Domenico Battaglia, e il CONI Regionale, presieduto dal Dott. Sergio Roncelli. Presso lo stadio Collana in occasione del raduno di giovani sportivi e del restyling della storica struttura del Vomero è stato siglato un accordo di valore straordinario: interventi a favore di 277 parrocchie, con la fornitura di attrezzature sportive e la creazione di spazi dedicati alle varie discipline.
Un plauso sincero va al CONI e alla Curia per quanto realizzato. Qualcuno potrebbe pensare che ci vorrebbe un “Mimmo Battaglia” in ogni Comune, ma la realtà è un’altra: a ciascuno il proprio ruolo, purché agisca in sintonia con le reali esigenze del territorio e senza rincorrere fini personalistici.
La speranza è che l’Amministrazione comunale sappia cogliere il treno delle innumerevoli iniziative promosse sul territorio, evitando di ripetere gli errori del passato (come avvenne, ad esempio, in occasione delle Universiadi). L’attuale assenza di sport agonistico a Casavatore è purtroppo anche il frutto di una certa rigidità da parte di alcune figure che gravitano negli ambienti comunali.
Tuttavia, accanto alle note dolenti sul Campo Sportivo e sul Palasport, si notano segnali positivi: ne è un esempio l’ottima iniziativa promossa da Francesco Barretta, degno erede della tradizione dirigenziale del VBF Casavatore. È proprio questa la storia moderna che occorre scrivere e valorizzare, fatta di dati certi, campionati, tornei ed eventi di carattere formativo e sociale.
Un’unica raccomandazione finale resta fondamentale: attenzione ai “cavalli di Troia” della politica, che ha spesso nel proprio DNA il tentativo di mettere le mani sulle realtà associative nate unicamente per la crescita e il bene della comunità.




