Arzano 2031, le linee programmatiche e il dibattito in Consiglio: Borreale, De Rosa, Aruta, Maisto, Efficie.

ARZANO – Le linee programmatiche 2026-2031 presentate dal sindaco Giuseppe Vitagliano disegnano un campo d’azione molto ampio per i prossimi cinque anni. Tra gli interventi più articolati quello del consigliere Salvatore Borreale, eletto nella lista Efficie Sindaco. Borreale ha annunciato l’astensione ricordando la diversa collocazione politica: «Noi ci siamo candidati all’opposizione della vostra coalizione. Primo tema il sito istituzionale, giudicato ormai datato nella grafica e nei contenuti. Borreale ha condiviso l’obiettivo del potenziamento, chiedendo però che venga realizzato già nel primo anno e non rinviato alla parte finale del mandato. Sulle politiche sociali ha sollecitato un maggiore peso di Arzano all’interno dell’Ambito territoriale, chiedendo di riequilibrare i rapporti con il Comune capofila e restituire alla città maggiore forza politica e amministrativa. Ampio il passaggio sul futuro di Piazza Cimmino. Rispetto all’ipotesi di destinare alcuni locali dell’attuale Casa comunale ad associazioni dopo il trasferimento nella nuova sede, ha chiesto una riflessione nelle Commissioni e tra i capigruppo: eliminare completamente la presenza istituzionale, secondo il consigliere, potrebbe contribuire all’ulteriore impoverimento sociale e commerciale della piazza. Sul campo sportivo Sabatino De Rosa, invece, ha osservato che prima di parlare di “completamento” della riqualificazione occorrerebbe innanzitutto far partire lavori attesi da anni. Per le attività produttive, Borreale ha proposto l’aggiornamento del SIAD e la ripresa dei rapporti con il Consorzio ASI, anche per trasformare l’area industriale in un’opportunità occupazionale per i giovani. Sui rifiuti ha suggerito progetti di educazione alla differenziata nelle scuole, mentre su mobilità e urbanistica ha indicato la necessità di aggiornare il Piano urbano del traffico, rafforzare la Polizia municipale e intervenire sulla sosta selvaggia. Altro punto centrale i parcheggi, da realizzare, secondo Borreale, nelle aree dove esiste una reale domanda di sosta. Infine la ricerca di finanziamenti regionali, nazionali ed europei, terreno sul quale ha offerto la disponibilità dell’opposizione a collaborare.
Una disponibilità raccolta dal sindaco Giuseppe Vitagliano, che ha scelto di non leggere l’intervento come una critica, ma come un insieme di suggerimenti. «Dal punto di vista dell’impegno, della proposizione e degli obiettivi per me non esiste maggioranza e minoranza», ha affermato, facendo proprio il principio di una collaborazione sulle questioni utili alla città. Ed è proprio qui che il sindaco ha assegnato un ruolo centrale alle Commissioni consiliari: «Acceleriamo sul discorso delle commissioni perché poi dobbiamo portare il risultato a casa e dobbiamo essere operativi». Per Vitagliano dovranno fornire alla Giunta un supporto consultivo qualificato, approfondendo i problemi e traducendo le linee programmatiche in proposte e indicazioni operative.
Di segno diverso, ma altrettanto articolato, l’intervento di Luigi De Rosa, consigliere di Cambiamo Arzano. De Rosa ha scelto di esplicitare immediatamente la propria posizione: «Intervengo in quest’Aula come consigliere di maggioranza per esprimere il mio convinto sostegno alle linee programmatiche 2026-2031». E ha aggiunto: «Non siamo di fronte a una semplice dichiarazione di intenti, ma a una direzione politica chiara», indicando come obiettivo un Comune «più efficiente, più vicino alle persone e capace di migliorare concretamente la qualità della vita di Arzano».
De Rosa ha richiamato servizi comunali, famiglie fragili, giovani, cultura, sport, commercio, igiene urbana, strade, spazi pubblici, verde e mobilità, chiedendo anche «un serio piano parcheggi». Ma ha contemporaneamente posto una condizione alla stessa maggioranza: «Questi impegni dovranno tradursi in risultati verificabili». Per farlo, ha sostenuto, sarà necessario trasformare le linee programmatiche in obiettivi chiari, programmare rigorosamente le risorse e verificare periodicamente il lavoro svolto. «La fiducia si costruisce con gli impegni, ma si consolida soltanto attraverso il lavoro e la capacità di mantenere la parola data».
Nella seconda parte dell’intervento De Rosa ha dato una connotazione ancora più esplicitamente politica al proprio sostegno. Il consigliere ha scelto come esempio gli eventi organizzati nella Villa Comunale, ringraziando «a nome del gruppo e dell’intera maggioranza» l’assessore con delega ai grandi eventi, avv. Santina Iodice (ndr), per il lavoro svolto e il sindaco per le decisioni assunte nell’organizzazione. «Il successo di questa iniziativa è un risultato visibile e concreto e dimostra che un cambio di rotta è possibile», ha sostenuto. De Rosa ha anche effettuato un confronto con il passato: «In passato eventi organizzati in modo poco efficace non avevano ottenuto lo stesso riscontro. Questa volta invece la partecipazione e l’apprezzamento del pubblico sono stati straordinari». Ha inoltre richiamato la scelta degli artisti e lo street food, indicando quest’ultimo come una novità che, secondo la sua valutazione, avrebbe riscosso «un successo inaspettato». «Tutto questo è un esempio di come attenzione, confronto e capacità organizzativa possono trasformarsi in risultati», ha concluso, annunciando voto favorevole e impegno alla piena attuazione del programma.
Cambiamo Arzano ha fatto registrare anche un secondo intervento articolato, quello della consigliera Margherita Aruta. Aruta ha spiegato di sentire il bisogno di intervenire per «la passione politica e il forte senso di responsabilità» derivante dal proprio ruolo. Ha iniziato dalla progressiva diminuzione della presenza dei cittadini in Consiglio comunale: «Abbiamo delle responsabilità in questo», sottolineando che seguire le sedute attraverso i social non equivale alla partecipazione fisica e al rapporto diretto tra rappresentanti e cittadini.
Aruta ha annunciato voto favorevole ma ha definito le linee una «sintesi», invitando a non fermarsi «alle maglie larghe» e agli intenti. Il passaggio centrale ha riguardato il centro storico: «Un argomento che per molti può essere un problema, dal mio punto di vista è una risorsa fondamentale».
Il passaggio centrale dell’intervento di Margherita Aruta ha riguardato il centro storico, definito non un problema ma «una risorsa fondamentale». La consigliera ha auspicato il coinvolgimento di Commissioni, professionisti e «menti pensanti della nostra città», immaginando «un centro storico che possa ritornare a essere il centro della memoria di questa città» attraverso una progettualità seria e condivisa.
Una riflessione che incontra una proposta già avanzata da Prospettive nella “trilogia della rigenerazione urbana”. Recuperare la memoria di Arzano significa infatti tutelare non soltanto gli edifici, ma anche il patrimonio storico e immateriale: fotografie, documenti, archivi comunali e parrocchiali, tradizioni popolari e religiose, feste, testimonianze e storia associativa.
La stessa Aruta, parlando del futuro della Casa comunale di Piazza Raffaele Cimmino, ha ricordato che Cimmino fu sindaco di Arzano: «Queste cose le dobbiamo sapere, le dobbiamo ricordare. La memoria è importante», chiedendo una riflessione seria e il coinvolgimento della città.
In tal senso ricordiamo la proposta di Prospettive: dopo il trasferimento delle funzioni municipali nella nuova sede, destinare prevalentemente l’attuale Casa comunale a Museo civico di Arzano, mantenendovi gli uffici della cultura e creando spazi condivisi per laboratori artistici, didattici e performativi destinati a scuole, bambini, associazioni e operatori culturali.
Il Museo potrebbe diventare il fulcro di una più ampia rigenerazione di Piazza Cimmino come piazza della cultura, della memoria, della partecipazione e del volontariato, recuperando anche quella funzione civica, politica e associativa che la piazza ha avuto per decenni. Non un luogo rivolto soltanto al passato, dunque, ma uno spazio nel quale conservare la memoria per produrre nuova cultura e nuova partecipazione.
Dall’opposizione, Annunziata Efficie, intervenendo a nome di Fratelli d’Italia, ha annunciato l’astensione ma contemporaneamente una disponibilità alla collaborazione: «Siamo disponibili e disposti a collaborare e cooperare, a supportare l’Amministrazione, il sindaco, l’Amministrazione tutta affinché tutti questi progetti vengano messi in pratica, perché la città ne ha bisogno veramente». Subito dopo ha però ricordato l’altra funzione affidata dall’elettorato all’opposizione: «La città ci ha affidato il compito di controllare tutte queste procedure e quindi ci asterremo».
Merita una riflessione specifica proprio il comportamento assunto dall’opposizione al momento del voto. Prospettive legge la scelta dell’astensione come un segnale di garbo e rispetto istituzionale, soprattutto considerando il momento complesso attraversato dalla città. Borreale aveva dichiarato chiaramente: «Noi ci siamo candidati all’opposizione della vostra coalizione», rivendicando un programma in alcuni casi «completamente diverso». Eppure la scelta finale è stata l’astensione e non il voto contrario.
È in questo equilibrio tra collaborazione e controllo che, secondo Prospettive, può essere letto politicamente il voto. L’opposizione non ha rinunciato alla propria visione alternativa né alla funzione di controllo, ma ha scelto di non trasformare il primo grande documento politico-programmatico del mandato in un voto di contrapposizione frontale. Può essere interpretato come un’apertura di credito istituzionale, senza adesione politica: lasciare alla maggioranza lo spazio per dimostrare concretamente ciò che sarà capace di realizzare, riservandosi di giudicarne successivamente atti e risultati.
Lo stesso sindaco Vitagliano, rispondendo agli interventi, ha sostenuto che sul piano «dell’impegno, della proposizione e degli obiettivi» non dovrebbe prevalere la distinzione tra maggioranza e minoranza e ha rilanciato l’idea di un «patto per Arzano».
Su un documento destinato a tracciare la linea politico-amministrativa dell’intero quinquennio, gli interventi maggiormente articolati hanno finito per concentrarsi in un numero relativamente ristretto di consiglieri.
Come detto dalla consigliera Aruta, “un momento del genere non è consueto in Consiglio comunale”, e anche noi ci aspettavamo una maggiore intensità al dibattito generale.




