RACCOLTA DIFFERENZIATA INTELLIGENTE A CASAVATORE: LA FORNITURA NON RISULTA COMPLETA. E LE RISPOSTE DELL’ASSESSORE ALL’AMBIENTE PURE

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Nell’ultimo Consiglio comunale di venerdì, all’ordine del giorno vi era l’interrogazione della consigliera Nadia Sarnataro, la quale ha chiesto atti e date sul progetto PNRR della raccolta differenziata intelligente, finanziato con circa un milione di euro.

La consigliera ha fatto rilevare che l’intervento, dopo la proroga del Ministero, andava ultimato entro il 31 agosto. Termine scaduto senza che l’impegno assunto dall’amministrazione comunale fosse mantenuto. Segnatamente, ha ricordato che – come emerge da atti ufficiali – il Comune di Casavatore, con l’istanza di proroga trasmessa al Ministero aveva assunto “formale impegno a completare entro il 31 agosto 2026 tutte le attività previste dal progetto finanziato, comprese le forniture, le installazioni, le lavorazioni accessorie e ogni ulteriore adempimento necessario alla piena funzionalità dell’intervento”.

Tuttavia, un imbarazzatissimo assessore Di Tuoro, nel dare lettura alla risposta preparata per l’occasione, ha sostenuto che quella data riguardava l’ultimazione della fornitura e non la messa in esercizio. Diversa ancora la posizione del Sindaco, il quale, in un precedente post pubblicato su Facebook, aveva parlato del 31 luglio per le forniture e del 30 settembre per gli aspetti di dettaglio. Sta di fatto che gli atti che giustificano le diverse versioni non sono stati mostrati. Ad oggi vi è contezza del solo ultimatum del MASE, i cui uffici espressamente confermano quale data ultima quella del 31.08.2026.

Peraltro, ha sottolineato la Sarnataro, anche ammettendo che il 31 agosto riguardasse solo la fornitura, la milestone è rispettata solo se è stato consegnato tutto quanto previsto dal progetto. L’assessore, però, ha parlato di mangiaplastica e isole ecologiche, ma lo schema di fornitura comprende molto altro: il giardinetto del riutilizzo, i cassonetti per i RAEE e per l’olio esausto, i pacchetti “Movida”, i tag elettronici per la tariffa puntuale, i lettori e i software di gestione e di tariffazione. Il progetto prevedeva, invero, oltre 10.900 kit di tag.

Di molte di queste voci non risulta documentata né la consegna né l’installazione: al 1° settembre nessun dispositivo era in funzione; ad inizio ottobre sono comparsi armadi coperti da teli blu, all’interno dei quali non vi era alcuna apparecchiatura, come testimoniato dalle foto esibite dalla Sarnataro in Consiglio comunale.

Una situazione sconcertante, che potrebbe comportare anche responsabilità politiche, poiché, Secondo quanto riferito da Sarnataro, la responsabile dell’Area Ambiente non rileva atti di indirizzo dell’assessore al ramo.

Restano senza risposta anche le domande della Sarnataro su assunzioni nella ditta dei rifiuti, rapporti familiari e partecipazione dell’assessore alla Giunta sulla gara. Domande cui il Di Tuoro, pur avendone la possibilità, non ha replicato in aula.

Oggi è altresì apparso sui social un comunicato della locale sezione del PD, dove si legge che sarebbe in corso uno studio per la premialità TARI. Uno studio che secondo la Sarnataro avrebbe dovuto precedere il progetto, e non essere successivo allo stesso. D’altra parte, l’aspetto più interessante del progetto non è tanto quello di differenziare la raccolta attraverso questi congegni, ma la possibilità di concedere sconti sulla TARI ai cittadini – preventivamente identificati attraverso i kit, che ad oggi neppure hanno ricevuto – ritenuti meritevoli per aver correttamente conferito i rifiuti.

Significativo anche l’invito rivolto dalla Sarnataro ai consiglieri di opposizione, affinché sposassero la sua battaglia di legalità e trasparenza. Nomdimeno, in Consiglio era presente il solo Vito Marino che, abbandonando il suo pervicace interessamento per le zanzare e le scritte sulle scale che immettono agli ufici comunali, pare abbia aderito all’invito.

Quanto ai cittadini, in tanti si chiedono quando potranno finalmente utilizzare questo sistema di raccolta intelligente dei rifiuti. Ma in tanti sono scettici. Anche perché la precedente esperienza si è rivelata del tutto fallimentare: ancora non è chiaro cosa ne è stato del mangiaplastica installato in città, che pure era legato ad un meccanismo di premialità per i virtuosi, ma che mai è entrato in funzione: soldi pubblici cestinati e sconti per i cittadini di cui non vi è traccia alcuna.

Sarà così anche questa volta. Beh, come ebbe a dire Cicerone: “La storia è maestra di vita”. Ma questa testata confida nella possibilità che l’eccezione possa costituire solo una conferma della regola enunciata dal grande oratore.