(Giusy Cirillo) Grande partecipazione ha registrato l’inaugurazione dell’evento, dedicato a Luigi Aversano, dal titolo “Mostra in retrospettiva delle opere inedite dell’illustre concittadino”, che rientra nelle iniziative del progetto “Per non dimenticare…”, volto al recupero e alla valorizzazione delle grandi personalità grumesi. Tenutasi il 04/09/2026 e ospitata nei locali dell’ex Centro Polivalente Anziani “Niccolò Capasso”, sito in Grumo Nevano (Na), è stata promossa dalla Pro Loco della Città con il patrocinio morale del Comune della stessa e dall’UNPLI Napoli, in collaborazione con le Associazioni “Mani Tese”, “Futura”, “Rinascita Grumese”.
L’iniziativa, grazie anche agli ospiti intervenuti, ha offerto l’occasione per una più approfondita riflessione su questa straordinaria figura, sconosciuta ai più e non solo alla sua città natale. Infatti, tale allestimento è nato, come già detto in altri articoli, quale monito alla cittadinanza perché tutta fosse riconoscente all’Aversano e si adoperasse per recuperare la sua memoria storico-artistica con l’augurio che il suo operato sia di insegnamento civico e morale per le nuove generazioni.
Tra gli ospiti convenuti, viene data la parola al Consigliere della Regione Campania, Giovanni Mensorio, che ringrazia per il gradito invito la suddetta Pro Loco, rappresentata dal presidente onorario, l’avvocato Carlo Capuano, si complimenta per questa celebrazione del Nostro, pone l’accento sull’importanza per i giovani di conoscere la propria tradizione di appartenenza e, non ultimo, essendo Egli animato sempre da un forte legame al territorio, manifesta la sua vicinanza e quella della stessa Regione, a queste iniziative, dichiarandosi pronti ad offrire il loro contributo in forma sinergica.
Segue il proprietario del locale che ospita la Mostra, l’avvocato Leonzio Landolfo, che vuole ringraziare e salutare tutti a suo modo, infatti, dopo aver espresso la propria opinione sull’Eroe, definendolo “Uomo d’ore”, per aver “imbevuto” la vita di questo nobile Sentimento, allieta l’uditorio, recitando una poesia che ha composto, intitolata “ʼAmmor”, scritta in lingua napoletana perché, a suo dire, essa rende più pregnante il significato delle parole.

Poi Alfredo Lombardi, medico e registra teatrale amatoriale, che tiene ad evidenziare la natura pura ed eterea della concezione dell’Amore del Bersagliere e, di questi, legge con trasporto alcune poesie tra cui “Chiudimi gli occhi”, seguita da un’altra in cui la poesia raggiunge toni più elevati, intitolata “La fanciulla d’Ischia”.
Durante la declinazione degli eventi biografici dell’Eroe, portata avanti dal professore Mimmo Nocera, nel bel mezzo del susseguirsi delle sentite considerazioni degli ospiti, si eleva la voce della nipote diretta dell’Aversano, Signora Antonietta Aversano (accompagnata dal figlio, l’avvocato Carmine Caserta), seduta in seconda fila tra il pubblico, che desidera raccontare qualche aneddoto sullo Zio; a tal desiderio, la Scrivente, che le sedie accanto, la invita a raggiungere il tavolo degli ospiti. Qui, forse anche ispirata dall’avere di fronte la Basilica Pontificia di San Tammaro, presso cui si stanno svolgendo le celebrazioni religiose per la Festa del Santo Patrono, racconta come Egli fosse molto devoto al Santo e quanto grande fosse la sua generosità economica verso di Lui. Aggiunge, che Egli disponeva di un appartamento, dove aveva raccolto e conservato più di duemila libri su svariati argomenti che, purtroppo, dopo la sua dipartita, la moglie ha venduto. Inoltre, a testimonianza della sua importante e lungimirante carriera di Preside della Scuola d’Arte in Marino (Roma), dal 1942 al 1965, è possibile ammirare un suo busto all’interno della sede centrale, oggi, dell’Istituto “P. Mercurio”, situato nello storico Collegio Gregoriano, in Corso Vittoria Colonna e tra le sue numerose iniziative, Ella sottolinea che spronava i suoi allievi a raffigurare il Vero e l’integrità della Natura. In merito all’interesse dello Zio per la Musica, ci ricorda della sua passione nel suonare il mandolino, anche in trincea, e, a tal proposito, interviene il suddetto figlio di Lei, che avendo tra le mani un testo originale di famiglia, legge appassionato la poesia intitolata “ʼO mandulino”, dove Aversano nobilita lo strumento e lo rende simbolo della tradizione e dell’anima napoletana.
Ospite graditissimo è il Corpo dei Bersaglieri, nelle figure di: Vincenzo Silvestro (Presidente Provinciale di Napoli), Aloi Mario (Presidente della Sez. Napoli), Valenzano Mario (Consigliere Sez. Napoli). Il Silvestro, visibilmente emozionato e animato da profonda fedeltà al Corpo, ci comunica, con somma sorpresa che, interfacciandosi con l’Associazione Nazionale Bersaglieri, del nome di Aversano, decorato con Medaglia d’Argento al V.M. e Croce di Ferro, non v’è traccia nell’Archivio Nazionale dei Decorati al V.M. e affida al Valenzano il compito di ricerca. Curioso, ipotizza, visto il talento del Nostro nella prosa anche musicale, che l’Inno “Il Reggimento di Papà”, uno dei più celebri del repertorio della Fanfara dei Bersaglieri, abbia qualche legame con Lui o magari gli sia stato dedicato, essendo il primo con onore ad issare il Tricolore Italiano sulla Torre di San Giusto, in Trieste, durante la I Guerra Mondiale e su ciò si propone di indagare. Esprime anche la forte intenzione, condivisa con i suoi superiori, di voler aprire una sezione Bersaglieri anche in Grumo Nevano (NA) o se non fosse possibile, comunque organizzare in Città una manifestazione dei Bersaglieri per onorare al meglio il loro “Figlio”. A conclusione dell’evento, il Silvestro desidera, come da loro tradizione, far leggere la “Preghiera del Bersagliere” ed invita la Scrivente, che onorata e con trasporto, la recita.
Avrebbe fatto piacere se il Sindaco o un suo delegato culturale avesse presenziato, come pure si fosse ringraziato i giornali “Roma” e “Prospettive”.
Conta aver celebrato la luce dell’animo e l’autenticità vera delle azioni di un uomo che vive d’amore.




