Non era bastata la vicenda delle cartelle IMU “pazze”. Ora, a distanza di poco, la stessa dinamica si ripete sul fronte del Servizio Idrico Integrato: bollette 2024 che, secondo l’avviso pubblicato dal Sindaco, conterrebbero “dati non corretti” a causa di un “errore di stampa” della società incaricata, INTEGRAA S.r.l.
Il comunicato dice ai cittadini di considerare nulle le fatture ricevute, di non pagarle e di attendere una nuova emissione corretta. Chi ha già pagato dovrà rivolgersi allo sportello, il martedì e il giovedì, per farsi spiegare cosa fare delle somme versate.
Sulla carta è un atto di trasparenza. Nella sostanza, solleva più domande di quante ne risolva.
Si parla di fatturazione relativa all’anno 2024. Se l’errore riguarda bollette di due anni fa, la domanda è semplice: da quanto tempo l’amministrazione ne è a conoscenza, e perché il pubblico avviso arriva solo ora? Un errore di stampa, per definizione, è qualcosa che si individua e si corregge in tempi rapidi, non qualcosa che resta silente per mesi mentre gli utenti pagano.
L’avviso parla genericamente di “dati non corretti”, senza specificare se si tratti di importi, letture dei consumi, intestazioni, codici utenza o altro. Per chi ha già pagato non è un dettaglio da poco: sapere se ha versato una cifra sbagliata per errore di calcolo, o se la bolletta era intestata o riferita a un’utenza non sua, cambia radicalmente la natura del problema e le tutele da attivare.
Il comunicato invita chi ha pagato a rivolgersi allo sportello “per ricevere assistenza e ogni opportuno chiarimento”, ma non dice come e quando avverranno gli eventuali rimborsi o conguagli, né chi ne risponde economicamente: il gestore o il Comune?
Che questo episodio arrivi dopo le cartelle IMU irregolari non è un dettaglio da poco. Non si tratta più di un caso isolato, ma di un secondo episodio nel giro di poco tempo in cui atti impositivi o di fatturazione verso i cittadini risultano viziati da errori sistemici, scoperti (o ammessi pubblicamente) solo a distanza di tempo. Un pattern che dovrebbe portare l’amministrazione a spiegare quali controlli vengono effettuati, a monte, sugli atti prodotti dai soggetti gestori — comunali o esternalizzati — prima che arrivino nelle case dei cittadini.
Perché sia davvero un atto di trasparenza e non solo un comunicato di facciata, servirebbero: il numero delle utenze coinvolte, la natura esatta dell’errore, la data in cui è stato rilevato, i tempi certi per la ristampa, e un impegno scritto sulle modalità di rimborso per chi ha già pagato, non un rinvio generico allo sportello.
Fino ad allora, resta il sospetto che anche questa vicenda, come quella IMU, verrà derubricata a semplice disguido tecnico, senza che nessuno risponda del danno erariale e di quello arrecato ai cittadini.
Opposizione… se ci sei, batti un colpo!





