ARZANO, SANTA GIUSTINA, UNA MESSA INTENSA PER RITROVARE LA COMUNITA’

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La chiesa di Sant’Agrippino, ieri sera, era bellissima. Non soltanto per gli altari, le immagini e la storia custodita tra quelle mura, ma per l’atmosfera che si respirava: un silenzioso e raccolto spirito di pace. Nonostante il caldo intenso, tanti fedeli hanno scelto di esserci. Le voci del coro, il silenzio della preghiera, i sacerdoti riuniti attorno all’altare e le parole del Vangelo hanno restituito alla Festa di Santa Giustina la sua dimensione più autentica: mistica, spirituale e comunitaria.
Particolarmente significative sono state le parole di don Carmine Caponnetto, Vicario Episcopale per la Zona Nord della Diocesi di Napoli, che ha presieduto la solenne concelebrazione. Nella sua omelia ha richiamato la figura di Santa Giustina come esempio di fedeltà, coraggio e coerenza, ricordando che la riscoperta delle tradizioni non può essere separata dalle virtù testimoniate dai santi. Santa Giustina è stata esempio di coraggio estremo e coerenza: ricorda a noi che ci ritroviamo nella sua testimonianza di fede che nessun sacrificio è troppo grande quando in gioco ci sono l’unità, il dialogo e la capacità di ritrovarsi.
Un messaggio che dovrebbe interrogare tutti.
Accanto a don Pasquale Muto, che anche quest’anno ha sostenuto l’organizzazione della Festa, dedicandovi tempo, energie e passione, ha assunto un significato particolare la presenza di don Davide Trapani, amatissimo parroco della Chiesa di Cristo Redentore. Un segno concreto di vicinanza e comunione ecclesiale che merita di essere sottolineato. Santa Giustina, ComPatrona della città, non può essere sentita come la Santa di una sola parrocchia. L’auspicio è che tutti i parroci di Arzano possano sentire sempre più questa Festa come propria e accompagnare le rispettive comunità in un cammino condiviso:
«Perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21).
Parrocchie, associazioni, istituzioni, commercianti, cittadini e realtà culturali devono tornare a parlarsi, nessuno deve considerarsi escluso. Santa Giustina appartiene alla storia religiosa e civile di Arzano e la sua Festa potrà crescere soltanto attraverso la collaborazione, le competenze e la partecipazione.
Anche le critiche hanno diritto di cittadinanza. Discutere delle scelte organizzative, valutare la partecipazione e proporre modelli differenti non significa essere contro la Festa, contro la Chiesa o contro chi si è impegnato.
Allo stesso modo, non si può trasformare ogni osservazione critica in un attacco personale. Né il confronto può degenerare in insinuazioni, offese o tentativi di attribuire secondi fini a chi esprime opinioni differenti.
«Nessuna parola cattiva esca dalla vostra bocca, ma piuttosto parole buone che possano servire per un’opportuna edificazione» (Ef 4,29).
Le divergenze possono essere anche profonde, ma devono restare sul terreno delle idee, dei risultati e delle proposte.
Il prossimo anno dovrebbe cominciare adesso: con il dialogo tra le parrocchie, una programmazione condivisa, responsabilità chiare, competenze riconosciute e la capacità di coinvolgere le migliori energie della città.
«Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme!» (Sal 133,1).
Che la conclusione dei festeggiamenti diventi l’inizio di un cammino nuovo. Arzano ne ha bisogno. La comunità cristiana può esserne protagonista. Santa Giustina lo merita.