ARZANO. “Dì basta al falso. Scegli l’originale”: con questo messaggio chiaro e incisivo si è svolto, nell’Aula Magna dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Don Geremia Piscopo” di Arzano, l’incontro-dibattito promosso nell’ambito della XI Settimana Anticontraffazione sotto l’egida del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. L’evento ha rappresentato un prezioso momento di confronto tra studenti, istituzioni civili, forze dell’ordine e mondo dell’impresa per fare il punto su legalità, sicurezza e tutela del lavoro.
Istituzioni, Forze dell’Ordine e Imprese uniti per i giovani.
Ad aprire la giornata sono stati i saluti istituzionali della Prof.ssa Caterina Errichiello, Dirigente Scolastica dell’istituto, e di Antonio Camarca, vice Sindaco di Arzano, che hanno sottolineato la centralità della scuola come presidio di educazione civica e legalità sul territorio.
I lavori, coordinati con maestria dalla Prof.ssa Gianna La Greca, docente dell’istituto, hanno visto una tavola rotonda ricca di spunti e testimonianze: Sono intervenuti il Dott. Biagio Chiariello (Comandante della Polizia Provinciale di Caserta) e il Dott. Antonio Borrelli (Componente del Pool per la Legalità e la Sicurezza Urbana del Comune di Arzano). I loro interventi hanno evidenziato l’impegno costante sul campo contro i mercati illegali e l’importanza del rispetto delle regole per garantire la sicurezza collettiva.
Professionisti ed Economia: Il Dott. Francesco Corbello (Presidente ODCEC Napoli Nord) e il Dott. Francesco Naccarato (Consigliere ODCEC Napoli Nord) hanno illustrato le ripercussioni economiche della contraffazione, dall’evasione fiscale alla concorrenza sleale che danneggia i professionisti e le aziende sane.
Perché la lotta al falso parte dalle aule scolastiche. L’undicesima edizione della Settimana Anticontraffazione ospitata all’IIS “Don Geremia Piscopo” invia un segnale forte e inequivocabile: la lotta al mercato parallelo non si combatte solo nelle aule di tribunale o attraverso i controlli delle forze dell’ordine, ma prima di tutto tra i banchi di scuola.
Troppo spesso l’acquisto di un prodotto contraffatto viene percepito dai giovani come una bravata innocua o un modo economico per seguire le mode del momento. Mettere a confronto gli studenti con le istituzioni politiche , i comandi dei Carabinieri e della Polizia, i commercialisti e i rappresentanti di marchi di eccellenza mondiale come Kiton permette di mostrare la realtà senza filtri.
Dietro un oggetto falso si nascondono lo sfruttamento della manodopera, il finanziamento della criminalità organizzata, i rischi per la salute dei consumatori e il depauperamento delle imprese virtuose del nostro territorio. Educare ragazze e ragazzi a dire “Basta al Falso” significa dare loro gli strumenti per diventare consumatori consapevoli e cittadini responsabili, capaci di difendere il valore del lavoro vero e del Made in Italy.
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