Arzano, inaugurato il tunnel dopo la bonifica: memoria, dignità ritrovata e interrogativi sul futuro

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Una giornata storica per il territorio, a trent’anni dalla tragedia di Secondigliano. Istituzioni e autorità attraversano i 717 metri della galleria.

ARZANO – Un passo importante verso il recupero della dignità di un territorio che per oltre trent’anni ha convissuto con una ferita aperta. Nel pomeriggio di martedì 20 ottobre è stato inaugurato il tunnel di Arzano, alla Rotonda, a seguito dell’intervento straordinario di bonifica che ha consentito di recuperare un’infrastruttura rimasta incompiuta e trasformata, nel corso degli anni, in un luogo di degrado e abbandono.
Alla cerimonia hanno preso parte, oltre al sindaco di Arzano, Giuseppe Vitagliano, il senatore di Forza Italia Franco Silvestro, arzanese, il consigliere regionale Salvatore Flocco, presidente della Commissione Ambiente, Energia e Protezione Civile della Regione Campania, il generale di Divisione dei Carabinieri Giuseppe Vadalà, Commissario unico di Governo per la bonifica delle discariche e dei siti contaminati, e i vertici della società GF Service, impegnata nelle operazioni di bonifica. Presenti numerosi consiglieri comunali, gli assessori Santina Iodice e Mario Russiello e i rappresentanti delle istituzioni e delle Forze dell’Ordine, tra cui Carabinieri, Guardia di Finanza, Esercito e Polizia Locale, con il colonnello Maiello.
Particolarmente significativo e commovente il momento dedicato alla memoria delle undici vittime della tragedia di Secondigliano del 23 gennaio 1996, quando il cedimento della galleria in costruzione provocò una fuga di gas, una violenta esplosione e il crollo di una palazzina. Un evento drammatico che segnò profondamente la comunità e la storia di un’opera destinata a rimanere incompiuta. Proprio il senatore Franco Silvestro ha ricordato quella tragedia, restituendo alla cerimonia un significato che è andato ben oltre quello di una semplice inaugurazione.
Le autorità hanno quindi attraversato la galleria in una passeggiata commemorativa fino al 717° metro, un percorso dal forte valore simbolico, accompagnato dalle parole riportate sul cartello collocato all’ingresso: «717 metri di buio hanno custodito silenzi e speranze». Una frase che racchiude trent’anni di dolore, attesa e speranza, ma anche la volontà di voltare pagina.
Se la bonifica rappresenta un risultato concreto e importante sotto il profilo ambientale e della legalità, restano tuttavia numerosi interrogativi sul futuro dell’infrastruttura. Il progetto originario, che prevedeva un sistema di gallerie per collegare l’Asse Perimetrale all’Asse Mediano, è ormai fermo da decenni e una sua eventuale ripresa richiederebbe nuove valutazioni tecniche, economiche e urbanistiche.
Tra le ipotesi emerse durante la giornata, quella avanzata dal consigliere comunale Luigi De Rosa, presidente della commissione consiliare, che ha prospettato la possibilità di immaginare il tunnel come parte di un futuro collegamento con una stazione della Linea 1 della metropolitana, qualora ne venisse prevista la realizzazione nell’area. Una proposta ancora tutta da studiare, ma che apre una riflessione più ampia sull’opportunità di destinare l’infrastruttura a forme alternative di mobilità e trasporto.
Anche il consigliere regionale Salvatore Flocco ha evidenziato l’importanza di individuare una prospettiva concreta per l’opera, manifestando la propria disponibilità a favorire un’interlocuzione sovracomunale che coinvolga i diversi livelli istituzionali nella ricerca della soluzione più adeguata.
La giornata del 20 ottobre segna dunque un traguardo importante, ma non può rappresentare il punto di arrivo. Dopo la bonifica, occorre aprire una nuova fase di programmazione, capace di trasformare un’opera incompiuta in una risorsa per la collettività.
La vera sfida, adesso, è evitare che quei 717 metri, finalmente sottratti al degrado, tornino a essere soltanto un monumento all’incompiuto. Restituire dignità a un territorio significa anche offrirgli una prospettiva di sviluppo. E quella speranza, custodita per trent’anni nel buio, merita finalmente di trovare una strada verso il futuro.