Aggressione a Scampia: autista di Air Campania ferito con un taglierino. I sindacati: «Servono misure vere»

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SCAMPIA (NAPOLI) – Ancora un gravissimo episodio di violenza ai danni del personale del trasporto pubblico locale. Nella giornata di oggi, un Operatore di Esercizio dell’azienda Air Campania è stato aggredito nei pressi della stazione della metropolitana di Scampia da un individuo armato di taglierino. Il lavoratore ha riportato ferite che avrebbero potuto avere conseguenze ben più drammatiche. L’ennesimo fatto di cronaca ha provocato la dura e immediata reazione unitaria delle sigle sindacali di categoria. In un comunicato stampa congiunto, i Segretari Generali regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Uglfna e Faisa Cisal (Angelo Lustro, Massimo Aversa, Pierino Ferraiuolo, Fulvio Fasano e Franco Falco) hanno espresso piena solidarietà al collega ferito, denunciando con forza le condizioni di insicurezza in cui operano quotidianamente i lavoratori del settore. I rappresentanti dei lavoratori sottolineano come l’aggressione avrebbe potuto essere evitata o fortemente limitata se il mezzo fosse stato dotato delle necessarie protezioni per la cabina dell’autista, dispositivi peraltro già previsti da disposizioni normative. Secondo le organizzazioni sindacali, la sicurezza del personale ricade direttamente sul datore di lavoro e sulle aziende di TPL, alle quali viene chiesto di stanziare investimenti reali per tutelare l’incolumità dei propri dipendenti. Viene inoltre sollecitato un intervento urgente e concreto da parte delle istituzioni per incrementare i controlli e i presidi di sicurezza sia sui mezzi di trasporto sia negli stazionamenti. Il commento: La sicurezza di chi lavora non può restare una promessa su cartaL’aggressione avvenuta a Scampia non è un episodio isolato, ma il sintomo di un’emergenza ormai strutturale che colpisce chi, ogni giorno, garantisce un servizio essenziale per la collettività. Non si può chiedere ai lavoratori del trasporto pubblico di svolgere il proprio dovere vivendo nel timore costante per la propria incolumità fisica. Quando la tutela di chi lavora viene meno, ad essere ferito non è solo il singolo operatore, ma l’intero sistema di mobilità cittadino. È tempo che agli annunci ed alle manifestazioni di solidarietà seguano fatti concreti: l’adeguamento delle cabine di guida sui bus, l’installazione di sistemi di videosorveglianza avanzati e una presenza più capillare delle forze dell’ordine nei punti più critici della rete non sono più rinviabili. Garantire fermate e mezzi sicuri è un dovere nei confronti dei lavoratori ed è l’unico modo per assicurare un servizio dignitoso a tutti i cittadini.