Casoria: in avvio il “Tavolo permanente della disabilità” promosso dall’Assessorato alle Politiche sociali UNA “RETE” PER I BAMBINI AUTISTICI E PER LE LORO FAMIGLIE

0
55

In avvio anche due progetti riguardanti l’affido per minori stranieri non accompagnati e per ragazzi italiani

di Antonio Botta.
Il 9 ottobre scorso si è svolto a Casoria, presso la sede delle Politiche Sociali in via Pio XII, l’incontro sul “Tavolo Permanente della Disabilita’”, un nuovo e importante organismo di confronto, ascolto e programmazione fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale – nelle persone del Sindaco, avv. Raffaele Bene, dell’ Assessore alle Politiche Sociali, dott. Mariano Iavarone, con la collaborazione della Garante delle persone con disabilità, dott.ssa Stefania Laurino.
“L’iniziativa” ha spiegato Iavarone, che ha presieduto l’incontro, “nasce con l’obiettivo di affrontare in maniera strutturata e condivisa le problematiche legate al mondo della disabilità, mettendo al centro i diritti, l’inclusione sociale, l’accessibilità e il sostegno concreto alle famiglie, creando una rete stabile di collaborazione tra tutti gli attori locali: scuole, istituzioni, enti sanitari, parrocchie e realtà associative”. Ciò, ha affermato Iavarone, in via prioritaria, perché l’intento è di occuparsi progressivamente anche di altre fragilità presenti sul territorio, in particolare della solitudine degli anziani non autosufficienti, e delle problematiche di disagio giovanili.
Il convegno, a cui hanno partecipato rappresentanti di varie scuole ( 1° Ludovico da Casoria centrale, M. Mitilini, Nino Cortese – Soriano ,P.co dei Pini, Palizzi – Settembrini ), di tre Parrocchie ( S. Antonio Abate, S. Benedetto Abate e S. Maria della Stella con il parroco don Salvatore Paolo Flagiello, anche nel ruolo di Decano dell’XI decanato) e di un rappresentante territoriale dell’associazione dI non vedenti e non udenti, ha avuto un taglio concreto e operativo, indicando la direzione verso cui orientarsi: docenti qualificate sulla disabilità si sono mostrate molto disponibili nel mettere a disposizione le loro competenze, proponendo percorsi di musicoterapia, di canto e di attività sportive e/o teatrali per bambini e ragazzi con disturbi dello spettro autistico, ai quali poter offrire, negli orari oltre gli impegni scolastici e di terapia presso i Centri, momenti di svago attraverso attività ludiche mirate a favorire, in particolar modo, lo sviluppo sociale e comunicativo, tenuto conto delle loro difficoltà relazionali. Il contributo delle parrocchie è di mettere a disposizione i loro spazi per le citate attività e di coinvolgere operatori/trici pastorali nel supportare le famiglie e i loro figli in una relazione di accoglienza, di sostegno e di prossimità. Al riguardo, la dott.ssa Laurino ha comunicato che fisserà un appuntamento con ciascuna parrocchia di Casoria e con le varie istituzioni scolastiche per conoscere le famiglie con bambini con disabilità, per individuare i loro bisogni e per stabilire insieme come venire incontro alle loro necessità.
Nel suo intervento il decano don Paolo ha sottolineato che la buona volontà degli operatorie delle operatrici pastorali è la condizione necessaria, ma non sufficiente, ponendo in rilievo la necessità di un supporto formativo perché essi imparino a rapportarsi con bambini e ragazzi autistici o con altri disturbi generalizzati dello sviluppo. E’ stata anche lanciata l’idea di chiedere alle università di coinvolgere nell’iniziativa giovani studenti durante il tirocinio obbligatorio, che offrirebbero le loro specifiche abilità nel proporre ai bambini e ai ragazzi con disabilità attività e giochi strutturati, inseriti in un più generale programma di interventi (a scuola, a casa, nei centri educativi), contribuendo a raggiungere obiettivi importanti per il miglioramento della qualità della loro vita. È un processo, dunque, che si è messo in moto, cominciando – a livello di “rete” tra realtà istituzionali e associative del nostro territorio – a lavorare insieme in un rapporto di corresponsabilità, tanto più necessario quanto più, com’è emerso dall’incontro, che i fondi per le persone con disabilità sono sempre carenti rispetto alle necessità. Va rimarcato a riguardo che non esiste il figlio disabile, ma la famiglia con una situazione di disabilità, che è sola a fronteggiare le pastoie burocratiche, con la solita litania, quando avanzano le sacrosante richieste, che le risorse non bastano a ricoprire i fabbisogni, per cui si finisce per dare a tutti i nuclei familiari solo una minima parte di quanto spettante.
Nell’ultima parte dell’incontro, l’ass. Iavarone ha fornito informazioni sui progetti dell’affido promossi dal Comune: il primo, quello definito “leggero”, per i minori stranieri non accompagnati”, è proposto alle famiglie che intendono ospitare una o due volte la settimana un minore, fino a sera, senza che dorma nel nucleo ospitante, permettendogli di vivere momenti di serenità (al parco, al cinema, partecipazione ad un evento festoso …); “se ne prenderanno cura ”, quindi, in un clima di calda familiarità; il secondo affido è per ragazzi italiani, i quali restano anche a dormire nella famiglia affidataria. I nuclei familiari che si rendono disponibili per questo secondo affido saranno inseriti in un elenco e interpellati al momento opportuno. A tali famiglie sarà corrisposto anche un contributo economico. Anche per gli anziani si organizzerà il progetto “Famiglia con Famiglia” in stretta collaborazione con le Parrocchie, mirato ad assistere anziani non autosufficienti: “cinquantenne che sostiene un settantenne”.