Le Pari Opportunità moderne affondano le radici nel Medioevo Trota di Salerno: prima ginecologa vicina alle donne

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(Giusy Cirillo) Il Medioevo, età storica intermedia tra l’antica e la moderna, compresa fra la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476) e la scoperta dell’America (1492), è considerato da molti storici, il susseguirsi di secoli bui. Lo storico e saggista italiano Franco Cardini, invece, afferma (Focus Storia n° 1 del 2004): “Il Medioevo è […] una convenzione. L’idea di “età di mezzo” […] nacque infatti tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo, con l’esplosione del Rinascimento. Quest’idea fu accompagnata da un pregiudizio negativo verso i secoli appena trascorsi, anche se oggi sappiamo che il Medioevo non era così nero […]. Gli eruditi del Cinquecento (e del Seicento, che coniarono il termine medium aevum) erano convinti che con i Greci ed i Romani la civiltà avesse toccato un livello di perfezione sociale ed artistica ineguagliabile. E il concetto di Medioevo nacque proprio in contrapposizione a quella presunta età dell’oro.” Aggiunge, che lo sviluppo vero di una civiltà è condizionato da: stabilità politica anche per l’assenza di conflitti, benessere della popolazione, situazione climatica favorevole, che permette di incrementare la produzione agricola, condizioni queste, che incrementano i commerci e con essi i contatti culturali. Sottolinea, che sono rari in questa età e in Europa tali periodi, ma “uno di questi cadde tra la metà dell’XI secolo e la fine del XIII, proprio in pieno Medioevo. Fu uno dei periodi in cui si visse meglio in Europa.”
Proprio nell’XI sec., la Scuola Medica Salernitana (fusione di cultura medica latina, greca, araba, ebraica), la prima, più celebre e laica Istituzione medica europea, diventa manifesto del concetto di inclusione femminile, in quanto, dà per la prima volta acceso anche alle donne (Mulieres Salernitanae) agli studi e nella pratica medica. Loro maestra è Trota (con diminutivo Trotula) di Salerno, a cui è aggiunto, secoli dopo, il cognome “de Ruggiero” dalla tradizione erudita locale per dare lustro alla casata e renderla appartenente a una delle famiglie longobarde di Salerno. Sposa il medico Giovanni Plaetario, ha due figli: Giovanni il Giovane e Matteo, anch’essi medici.
Ella diviene la prima medica, docente e pioniera della ginecologia europea, contribuisce alla nascita della medicina rivolta al mondo “femminile”, che i colleghi medici trascurano e conoscono poco e lo studia in ogni dettaglio, stabilendo per Esse la giusta cura per migliorare la loro salute, come scrive nel I capitolo del trattato “De passionibus mulierum ante, in et post partum”(noto come Trotula major): “le donne non osano rivelare al medico, per la condizione di fragilità dovuta al pudore e alla vergogna, le preoccupazioni per le malattie che le colpiscono nelle parti più intime. La miserevole condizione delle donne, e la grazia in particolare di una che mi ha colpito il cuore, mi hanno indotta a trattare con chiarezza le malattie femminili al fine di poterle curare”, che insieme ad altre due opere: “De ornatu mulierum” (Trotula minor), “De curis mulierum” costituisce il noto “Compendio Trotula” da attribuire a Lei, sebbene alcuni storici sostengano che abbia scritto solo una parte di esso. I suoi Studi, influenzati da Galeno e Ippocrate, introducono la prevenzione, il rispetto per l’igiene, il corretto stile di vita in gravidanza ed esplorano i metodi contraccettivi, la sterilità della coppia, le malattie femminili, il benessere della donna sposata e nubile. È l’unica delle “Mulieres” a lasciare testi scritti, i cui originali sono scomparsi, ma ci sono pervenute 130 copie manoscritte, diverse edizioni successive a stampa e loro traduzioni in italiano, francese, inglese, tedesco, studiate nelle Università di gran parte d’Europa fino al XV secolo.
Le sue intuizioni curano senza distinzioni maschi e femmine, il suo operato diventa vera missione, l’esperienza delle levatrici, unita al suo sapere, diviene il presupposto scientifico dell’ostetricia e della ginecologia del tempo in Europa. Donna da scandalosa a rivoluzionaria!

Fonte Foto: Artès