Tonino Caiazza: un calciatore d’altri tempi! Lo chiamavano Pala meccanica

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Tonino Caiazza un grande mezzala nei anni 80’ dell’ Arzanese. Oggi a 71 anni ricorda il suo passato. Un passato di un amore mai dimenticato: l’ Arzanese. Caiazza non ha fatto il settore giovanile. Ha iniziato con il Materdei in seconda categoria. Poi la Sanità quando c’era il campo in quel palazzo.

“Quanti ricordi. Era un campo magico. Poi subito Arzano.  Enzo D Falco fu ingaggiato dall’ Arzanese e lui porto il blocco della Sanità.  C’ero io, Berenzone, De Simone, Giordano, De Martino, ed Antonio Piccolo, il portiere.  Il presidente di allora era Antonio Raia. Sono rimasto tre anni con l’Arzanese, i tifosi mi chiamavano Pala meccanica”

Un soprannome che nacque perché il giovane Caiazza aveva un tiro al fulmicotone, considerando i palloni di quei tempi erano dei traumi per i portieri. Il giovane attaccante a 18 anni ha fatto la promozione, poi l’Eccellenza. Per altro avendo un problema logistico non di poco conto…

“Vero, ero militare, ero di stanza a Udine. Oggi i ragazzi, per loro fortuna, non hanno idea di cosa significasse una cosa del genere. Fatto sta che mi allenavo da solo, ed ogni fine settimana venivo a giocare con l’Arzanese. Poi subito dopo la partita dovevo tornare in Caserma. A pensarci oggi sembra una follia. Ma a quei tempi era così. Oddio, i calciatori professionisti erano nella compagnia atleti, ma per i dilettanti se volevi giocare non c’erano alternative. Tenete anche presente che ai tempi c’era il vincolo, non era possibile lasciare la propria squadra. A 20 anni c’era questo anno di stop. Se volevi giocare non avevi alternative. Confidando nel buon cuore dei superiori, visto che talvolta arrivavi in ritardo…”

Nel 78’/79 ci fu uno spareggio per la promozione in serie D, contro Giugliano, l’Arzanese perse per 2-0 e i calciatori arzanesi furono malmenati, su tutti Gennaro Cavallino. All’ epoca il Giugliano  era allenato dall’ avvocato Peppino Caiazza.

Ma Caiazza ricorda più che questa partita un quarto di finale nella fase nazionale di Coppa Italia.  “La partita è Arzanese- Scicli. In Sicilia perdemmo 3-0. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che potessimo ribaltare il risultato. Ma no vincemmo 3-0, anche se poi ai calci di rigore passarono loro. Ma ancora oggi a ripensare a quella partita mi vengono i brividi. Fu una gara indimenticabile più di 3000 persone al De Rosa.  Uscimmo con le lacrime agli occhi, ma quella partita rappresenta un ricordo pazzesco. Sfiorammo un miracolo, grazie anche ai tifosi. Che ci trascinarono in un modo pazzesco. Non so quanti di noi davvero pensavamo di poter recuperare. Ma quando scendemmo in campo e vedemmo la gente pronta a sostenerci diventammo dei leoni.

Dopo la sua esperienza in biancoceleste Caiazza andò a giocare con il Secondigliano , Il Gabbiano, l’Ortese e Caivanese. Ma lui ricorda e porta Arzano nel cuore.

“Ho avuto tanti buoni allenatori dopo l’addio all’Arzanese: l’Avvocato Cappielo, il prof. Ossi e Gennaro Vignis il cognato di Carmine Tascone. Ma sono sincero quando dico che per me la parte più bella della carriera l’ho vissuta ad Arzano. Mi fa male vedere che oggi quella squadra non c’è più. Spero davvero che una volta riaperto di De Rosa ci sia di nuovo una squadra una squadra biancoleste: quel giorno ci sarò anche io sugli spalti”.