Stipendi in ritardo al CTF di Castellammare, la Cisl Fp proclama lo stato di agitazione

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Chiesta al Prefetto la procedura di raffreddamento. Mercoledì 21 ottobre assemblea dei lavoratori


CASTELLAMMARE DI STABIA – Al CTF di Castellammare di Stabia gli stipendi arrivano in ritardo, gli acconti e i saldi vengono annunciati senza date certe e manca un confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Per questo la Cisl Fp Napoli – Sanità Privata, insieme alla RSA Cisl Fp della struttura e ai lavoratori, ha proclamato lo stato di agitazione del personale. Alla Prefettura ha chiesto di avviare la procedura di raffreddamento e conciliazione.

«Da mesi i dipendenti vivono nell’incertezza», si legge in una nota pubblicata sulla pagina Facebook della Cisl Fp Napoli Sanità Privata. «Le difficoltà nei flussi finanziari tra Regione, So.Re.Sa., Asl e strutture accreditate non possono continuare a essere scaricate sui lavoratori».

Tra il personale cresce la frustrazione. Sono lavoratori che ogni giorno garantiscono l’assistenza ai pazienti, ma a fine mese non sanno se e quando riceveranno lo stipendio. Questa situazione pesa sulle famiglie e rende impossibile programmare spese e impegni. Cresce anche il timore per il proprio futuro occupazionale. Il contratto AIOP-ARIS del personale non medico è scaduto a fine 2018 e non è mai stato rinnovato, mentre il carovita continua a erodere i salari.

Il sindacato lamenta inoltre l’assenza di un confronto preventivo sulle decisioni che riguardano il personale, spesso affidate a comunicazioni informali. Chiede anche un chiarimento definitivo su alcune questioni amministrative ancora aperte che riguardano le prerogative della rappresentanza sindacale.

Mercoledì 21 ottobre, dalle 13 alle 15, i lavoratori si riuniranno in assemblea per discutere dell’organizzazione del lavoro e dei ritardi nelle retribuzioni. «Siamo pronti a un confronto serio», conclude Ciro Maraniello, coordinatore della Sanità Privata Cisl Fp Napoli, «ma se la conciliazione non darà risultati valuteremo con i lavoratori ogni ulteriore forma di mobilitazione».