di Vincenzo Piscopo.
Lei è stata Senatrice della Repubblica in due Legislature, dal 2013 al 2022, e Ministro per il Sud dal 2018 al 2019. Può fare un bilancio della sua carriera politica in ambito nazionale?
“Il bilancio dev’essere letto secondo due criteri. Il primo valuta ciò che sono riuscita a conquistare e, con molta amarezza, il bilancio è in perdita in quanto tutto ciò che si era ottenuto è stato perso sia nel corso della seconda Legislatura, in cui ero tra gli eletti, sia in quella in corso. Il secondo criterio di valutazione riporta il bilancio in positivo in quanto ho compiuto alcune scelte che non molti al mio posto avrebbero intrapreso. Ho rinunciato a molto per conservare coerenza, credibilità e per non tradire gli elettori e me stessa. Lo rifarei, questo è sicuro”.
Nel 2018 lei si è battuta per la chiusura dello stabilimento dell’Ilva di Taranto, poiché inquinante e dannoso per la salute della popolazione. Oltre a quella per Taranto, quali sono le “battaglie” elettorali per le quali lei si è maggiormente impegnata nel corso della sua attività politica nazionale?
“Sono diverse ma, come le dicevo, molte sono state perse per strada. Parlo della riforma della Giustizia per esempio che affrontava con rigore la corruzione, un danno economico enorme per le tasche degli italiani. Guardi dove siamo arrivati ora, i “colletti bianchi” sono sempre più impuniti e tutto è iniziato con la Legge Cartabia. Per non parlare di tutti i temi ambientali che sono stati umiliati dalle semplificazioni volute da Draghi.
Da meridionale, lei come vede attualmente le condizioni generali del Mezzogiorno?
Purtroppo, poco è cambiato. I fondi destinati al Sud sono sempre un “bancomat” da cui la politica ha sempre attinto, e continua a farlo, per raggiungere altri obiettivi. Mantenere una parte del territorio nazionale in stato di necessità, garantisce rendite politiche a tutti i partiti”.
Come valuta la proposta di Alessandro Di Battista e dell’Associazione “Schierarsi” di indire un referendum per l’abolizione dei contributi all’editoria?
“Sono socia di “Schierarsi” e partecipo attivamente a quest’iniziativa. E’ ora di affrontare la questione dell’informazione in Italia. Il trasferimento di milioni di Euro ad alcune testate garantisce una bella dose di propaganda per chi le mantiene economicamente, quindi la Presidenza del Consiglio. Mentre sprofondiamo nella classifica sulla libertà di stampa, paghiamo i giornali con le tasse sudate dei cittadini. C’è decisamente qualcosa che non va per il verso giusto.
Molti cittadini da tempo sono insoddisfatti della Rai, delle vicende ad essa collegate, e del costo del Canone Rai. Un suo giudizio su tutto questo.
E’ un’insoddisfazione che perdura da diversi anni. Anche qui, in realtà, conviene alla politica avere un mezzo così potente a propria disposizione. Tranne rare eccezioni, la Rai offre un’informazione sempre più di parte, omissiva e scadente”.
Oggi assistiamo a contrapposizioni ideologiche molto nette; lo scontro politico è spesso durissimo, sia nelle aule parlamentari che sui media. È preoccupata per il clima che stiamo vivendo nel nostro Paese?
“E’ quello che vogliono far credere ai cittadini. Il clima è cupo e difficile perché i cittadini attraversano una crisi dopo l’altra e ogni volta è più dura di quella precedente e sono costretti a superarle in solitudine. Si raccontano durissime contrapposizioni nella speranza che il rumore di queste sterili polemiche possa silenziare il disagio che gli italiani vivono sulla loro pelle. Se si manifesta contro il genocidio ancora in atto in Palestina, si diventa antisemiti. Se si ha bisogno di un sostegno al reddito, si diventa truffatori.
Tutto è buono per colpevolizzare e comprimere. Ma poi, mi dica, nelle aule parlamentari dove sarebbe lo scontro durissimo? FDI e PD si supportano a vicenda e sostengono la stessa Commissione europea che vuole il riarmo e che tace di fronte al bullismo trumpiano o allo scempio di Netanyau. Per non parlare della gestione del potere, per dirne una l’ex ministra Pinotti del PD prende incarichi sia da Crosetto sia dalla sindaca di Genova Salis. E ce ne sono atre di belle storie così…Si evocano pericoli per nascondere i miserabili giochetti della politica”.
Una parte del Paese ritiene che la libertà di stampa sia in pericolo, in particolare il giornalismo di inchiesta. Qual è la sua opinione in merito?
E’ in pericolo, è un dato di fatto ma, attenzione, i cittadini scelgono la qualità quando c’è e si stringono attorno ai giusti.
Lei sarebbe favorevole ad una proposta di legge per introdurre sanzioni più specifiche e severe per le querele temerarie, soprattutto in contesti come quello giornalistico?
“Sono stata io stessa sotto processo per sei anni con una richiesta di risarcimento per oltre mezzo milione di euro a opera dell’ex ministra Bellanova. So bene come si vive in attesa di una sentenza e so bene cosa significhi restare sola di fronte a queste incombenze (sono stata assolta quasi un anno fa) quindi sono d’accordo a rivedere la legge purché non diventi un limite per quei cittadini che sono o si sentono realmente vittime
La disaffezione al voto è ormai un dato strutturale nel nostro Paese. A suo avviso perché molti cittadini non vanno più a votare?
Perché non sono rappresentati e li comprendo. Allo stesso tempo, però, dico a questi concittadini che l’astensione è un vantaggio per i partiti che possono continuare a coltivare il proprio orticello usando meschinamente le rispettabili ideologie per mantenersi al potere con pochi voti. Per questa ragione, seppur con poca passione, voto sempre perché la politica deve fare i conti anche con le mie scelte e non solo con i bacini elettorali curati con le ideologie e non con i fatti”.
L’evasione fiscale ha raggiunto, in Italia, la cifra record di 100 miliardi di euro l’anno. Perché nessun Governo riesce a mitigare gli effetti nefasti di questo malcostume tutto italiano?
Perché conviene sia così ma sull’evasione fiscale bisognerebbe ampliare il discorso. Facciamo attenzione a chi non ce la fa malgrado lavori dalla mattina alla sera, a chi deve scegliere se fare una visita medica o pagare un F24. Impegniamoci a recuperare un po’ di tasse dalle multinazionali senza farci spaventare da Musk e dagli altri amici di Trump”.
Che idea si è fatta relativamente all’attuale situazione geopolitica ed alle reiterate crisi internazionali, in particolare in Libano, Palestina e Iran? E quale potrebbe essere il ruolo del nostro Paese per tentare di dirimere tali controversie?
Sono afflitta dalla pavidità dell’Europa, dalla sua inconsistenza. L’Europa ha tradito la sua identità e la sua stessa ragion d’essere. Si è posta dalla parte sbagliata della Storia, non comminando alcuna sanzione a Israele e cedendo miseramente agli attacchi di Trump che ci ha umiliato in diverse occasioni e continuerà a farlo perché l’UE è ininfluente e sa bene che non reagirà come dovrebbe. Abbiamo leader deboli che si guardano l’ombelico e pensano al loro prossimo prestigioso incarico. Meloni si è atteggiata a leader più potente dell’UE. E’ quindi pienamente complice del decadimento europeo oltre ad aver oscenamente disonorato la nostra Nazione non dicendo neanche una parola sulle decine di migliaia di bambini uccisi da Israele e aver impedito che si applicassero delle sanzioni contro il genocidio dei palestinesi”.
Qualche anno fa lei è venuta o onorarci della sua presenza nel Comune di Casoria, in particolare con un “tour” nell’area industriale, insieme alla candidata Sindaco Elena Vignati. Che ricordi conserva di quella esperienza?
Ho un bellissimo ricordo e vi ringrazio ancora per l’accoglienza”.
Quali sono i suoi progetti e desideri futuri? Sta pensando a un ritorno in politica?
Vede, ora vivo un’altra stagione della mia vita. Ho scelto di restare a vivere a Roma, insegno nella scuola primaria. Ho il grande privilegio di svolgere una professione che mi regala l’opportunità di guardare in faccia il futuro mentre lavoro, di conoscere gli adulti di domani e di vederli acquisire nuove conoscenze. Sono molto felice di questa mia nuova condizione che, peraltro, mi consente di accompagnare la crescita di mio figlio, che ha dieci anni, con i tempi adeguati. Non escludo niente perché la politica è parte di me e della mia esperienza e continuo a farla con l’associazione “Schierarsi” che è animata da molti giovani che mi danno molti stimoli. Posso dire che non ho da ritornare in politica, ci sono sempre restata”.






