Casavatore-


È bastato che Prospettive accendesse i riflettori sullo stato del servizio di igiene, pulizia e decoro sul territorio comunale perché, improvvisamente, l’opposizione trovasse voce. Nell’integrazione all’ordine del giorno del Consiglio comunale straordinario convocato per il 3 settembre 2026, compare al punto 4 una interrogazione, protocollata solo ieri proprio sullo “stato del servizio di igiene, pulizia e decoro sul territorio comunale”.
Bene, si dirà: finalmente qualcuno in minoranza si accorge di quello che i cittadini denunciano da mesi. Ma la tempistica — a pochi giorni dalla pubblicazione della nostra inchiesta — solleva più interrogativi di quanti ne risolva. Se il problema persiste da tempo (i mangiaplastica fermi, il PEF TARI senza sconti, la differenziata tra le più basse della Campania, gli abbandoni diffusi di pneumatici e materassi), perché l’interrogazione arriva solo ora, in fretta e furia, a ridosso di una convocazione straordinaria già fissata per altri motivi? L’impressione, che lasciamo al lettore verificare, è quella di un’opposizione che insegue la stampa invece di anticiparla, o che teme di essere ritenuta inerte e compiacente.
L’area di Via Colletta destinata a diventare il cosiddetto “Giardino del riuso” — il sito dove per mesi erano rimasti abbandonati i congegni del progetto PNRR ECOPRESS, insieme a rifiuti speciali di ogni genere — risulta oggi solo parzialmente ripulita. I rifiuti speciali che ingombravano l’area sono spariti: bene, ma dove sono finiti, chi li ha rimossi, con quali costi e quali autorizzazioni per il trasporto e lo smaltimento di materiali che rientrano in categorie speciali? Nessun atto pubblico, a nostra conoscenza, ne dà conto.
Restano invece, ben visibili, due unità ECOPRESS ancora giacenti sul posto, dietro la recinzione.
Il progetto, lo ricordiamo, aveva un termine improrogabile fissato dal MASE al 31 luglio 2026 per la sua conclusione. Un mese dopo quella scadenza, le macchine sono ancora lì, inutilizzate.
A rendere la vicenda ancora più opaca, nella stessa area è comparso un container di destinazione ignota, non presente nei sopralluoghi fotografici precedenti. Nessuna determina, nessun avviso pubblico ne spiega la funzione. Un deposito temporaneo? Un cantiere collegato a qualche altro intervento? O semplicemente un ulteriore tassello di un’area che continua a essere gestita senza trasparenza alcuna, nonostante rientri in un progetto finanziato con fondi europei soggetti a rendicontazione stringente?
Poste le cose così, viene naturale chiedersi: l’opposizione che ora interroga la Giunta sullo stato di igiene e decoro del territorio è davvero all’oscuro di quanto accade a Via Colletta, a pochi passi da un progetto PNRR che rischia la restituzione dei fondi? O si tratta piuttosto di un’interrogazione costruita in fretta, sull’onda emotiva di un articolo di stampa, senza il necessario approfondimento sui fascicoli che pure erano già a disposizione di chi siede in Consiglio?
E ancora: la rimozione dei rifiuti speciali è avvenuta secondo le procedure di legge? La Procura della Repubblica competente, alla luce degli elementi già raccolti su ritardi, retrodatazioni sospette di atti e scadenze mancate legate a ECOPRESS, ha aperto un fascicolo su questa vicenda? Se sì, la comparsa di un container non identificato proprio in queste settimane meriterebbe quantomeno un supplemento di attenzione.
Continueremo a seguire la vicenda. Nel frattempo, l’invito all’opposizione resta lo stesso di sempre: dalle interrogazioni agli esposti, il passo – se davvero c’è la volontà di fare chiarezza – non dovrebbe essere così lungo. Anche se, ripetiamo, non è da escludere che taluni aspetti, avendo una chiara rilevanza penale, siano già al vaglio della magistratura. Non è pertanto da escludere che l’iniziativa dell’opposizione sia anche un modo per cautelarsi e smarcarsi rispetto a una vicenda, che definire “scottante” sarebbe riduttivo. E il silenzio, dopo le pregresse sterili iniziative, potrebbe avere il sapere della collusione…




