Arzano trova 19mila euro per i giochi della Villa Comunale. Casavatore, invece, continua a perdere fondi.

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Basta scorrere la pagina Facebook del sindaco di Arzano, Giuseppe Vitagliano, per leggere l’ennesimo annuncio di un finanziamento regionale ottenuto dal Comune: 19.000 euro dalla Regione Campania per il ripristino delle giostrine esistenti e l’installazione di nuove attrezzature ludiche nella Villa Comunale, grazie – si legge nel post – “all’impegno dei nostri uffici, coordinati dall’Assessore con delega alla Valorizzazione della Villa Comunale”.
Una somma non enorme, certo. Ma è la dimostrazione di un metodo: uffici che si attivano, un assessore che coordina, un ente che intercetta un bando regionale e lo porta a casa. Il risultato, per i cittadini di Arzano, sarà una villa comunale “più accogliente, sicura e adatta alle esigenze dei bambini e delle famiglie”.

Nel Comune confinante la musica è diversa. Casavatore ha una lunga e ormai consolidata abitudine a lasciarsi sfuggire le opportunità di finanziamento che altri enti, anche più piccoli o con minori risorse tecniche, riescono a intercettare. Non si tratta di un episodio isolato, ma di un pattern che si ripete:
fondi per il disagio abitativo, non richiesti o non utilizzati nei termini previsti;
risorse per la naturalizzazione del suolo, altra occasione mancata di riqualificazione ambientale del territorio;
contributi per il miglioramento della biblioteca comunale, un’opportunità di crescita culturale semplicemente lasciata cadere.
Tre esempi diversi, tre ambiti diversi – casa, ambiente, cultura – ma un denominatore comune: la incapacità (o la mancanza di volontà) dell’amministrazione e degli uffici competenti di predisporre in tempo utile la documentazione necessaria a intercettare bandi che altri Comuni, con caratteristiche simili, riescono regolarmente ad aggiudicarsi.
Il confronto che dovrebbe far riflettere
Non è un caso che il paragone con Arzano colpisca. Diciannovemila euro per delle giostrine possono sembrare una cifra modesta, ma raccontano una macchina amministrativa che funziona: qualcuno individua il bando, qualcuno prepara la domanda nei tempi, qualcuno segue l’iter fino all’erogazione. A Casavatore, su dossier ben più rilevanti per il benessere della cittadinanza – dal sostegno alle famiglie in difficoltà abitativa alla cura del verde e del suolo pubblico, fino alla vita culturale della città – questo meccanismo sembra inceppato.
Il punto non è invidiare ad Arzano un contributo per un parco giochi. Il punto è chiedersi, ancora una volta, chi risponde di queste occasioni mancate: quali uffici avrebbero dovuto predisporre le istanze, quali dirigenti ne erano responsabili, e se la Giunta abbia mai fatto un bilancio pubblico e trasparente delle opportunità di finanziamento perse negli ultimi anni. Ai cittadini di Casavatore, come minimo, questa chiarezza è dovuta.