Arzano, incubo senza fine per i commercianti: nuovo furto al negozio “Insieme”, esasperazione in via Pecchia.

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La “Zona Rossa” non basta: ennesimo raid e danni per 2.000 euro. La proroga della “Zona Rossa” prefettizia per altri sei mesi non sta evidentemente frenando la spirale di criminalità che continua a colpire duramente il tessuto commerciale di Arzano. L’ultimo, ennesimo episodio si è consumato ai danni del negozio “Insieme” (IT Glam) in via Pecchia, preso ancora una volta d’assalto da delinquenti senza scrupoli.

Il bilancio di quest’ultimo blitz parla di circa 2.000 euro tra danni materiali e merce trafugata. Una cifra pesante per un’attività commerciale che, a distanza di pochissimo tempo, si ritrova a fare i conti con la devastazione e la paura.

Un copione già visto: il furto di un mese fa e la rabbia dei titolari. Ciò che rende la situazione intollerabile è la serialità di questi attacchi. Appena un mese fa, lo stesso esercizio commerciale era finito nel mirino della microcriminalità locale: in quell’occasione, i ladri avevano scassinato la vetrina portando via borse di marca e vestiti, provocando una stima di danni vertiginosa che si aggirava intorno ai 10.000 euro.

Un vero e proprio accerchiamento che sta mettendo in ginocchio i commercianti della zona, lasciati soli a difendere i propri sacrifici e le proprie serrande.
“Non se ne può più”, servono tecnologia e telecamere collegate alle Forze dell’Ordine.


Di fronte a questa escalation, le misure tampone non sono più sufficienti. La percezione di insicurezza è ormai totale e la misura è colma: non se ne può più.

Le zone commerciali più esposte e le arterie nevralgiche della città non possono più essere lasciate scoperte. È indispensabile un salto di qualità nella prevenzione e nel controllo del territorio: le aree sensibili devono essere urgentemente collegate tecnologicamente in tempo reale con le Forze dell’Ordine, attraverso sistemi di videosorveglianza intelligenti e presidi digitali integrati.

I negozianti, i lavoratori e i cittadini onesti di Arzano chiedono risposte concrete, tutele immediate e il ripristino di una legalità che non sia solo sulla carta, ma che si traduca in protezione reale per chi sceglie di continuare a investire e vivere sul territorio.