Arzano. Angelo Vitone bomber dell’Arzanese degli anni d’oro : ci sarà alla festa dei cent’anni……..

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Angelo Vitone è un nome per chi negli anni scorsi ha seguito il calcio dilettantistico campano. Bomber di altri tempi, fisico prestante, ha avuto anche una carriera relativamente breve, avendo smesso di giocare molto prima dei trenta anni.
“La mia carriera è stata un po’ particolare, diciamo così. Ho iniziato col Sorrento, debuttando in serie C a 17 anni. Per capirci il mio allenatore all’epoca era un certo Piero Santin. Se un allenatore come lui decide di farmi debuttare in serie C a 17 anni vuol dire che avevo qualcosa, o no?”
Però poi le cose non sono andate come era lecito attendersi…
“Io sono soddisfatto di quanto fatto sui campi di calcio. Avrei potuto fare di più? Forse, ma nel calcio serve anche un pizzico di fortuna, ed io non lo sono stato. Magari perché avevo un carattere un po’ particolare”.
Ma continuiamo, per cortesia. A 17 anni il debutto con Santin a Sorrento. Poi cosa è successo?
“Due anni dopo sono stato ceduto in comproprietà, all’epoca era possibile, all’Ischia. Purtroppo l’anno dopo sono stato riscattato dal Sorrento. Io avrei preferito restare ad Ischia. A Sorrento c’era mister Bruno Bolchi col quale diciamo che non andavo d’accordo. Volevo tornare ad Ischia, ma fui spedito al Savoia. L’anno dopo fui alla Casertana, con Claudio Tobia, vincemmo il campionato. Ma purtroppo quell’anno scomparve mio padre. Preferii pensare al lavoro, e non mi presentai al ritiro estivo. Avevo deciso di smettere, ma mister Paolo Anastasio mi convinse ad andare a giocare all’Arzanese. Qui sono rimasto tre anni, quelli migliori della mia carriera. Qui ero parte della squadra di Franco Villa che vinse il campionato. Ma poi avevo iniziato a lavorare, e decisi di lasciare il calcio per la seconda volta”.
Poi cosa è successo?
“Dopo due anni sono tornato in campo. Anche qui una vittoria del campionato, sotto la guida di Mimmo Paesano. Infine sotto insistenza di Mimmo di Capua, col quale avevo giocato ad Arzano e che nel frattempo era diventato allenatore passai alla Sessana. Dopo due anni lì la terza chiusura col calcio giocato, questa volta definitiva”.
Impossibile non farle una domanda: sicuro che non ha gettato al vento una grande carriera?
“Ripeto, io sono contento di quanto fatto in campo. Certo, dopo aver debuttato in C a 17 anni era possibile immaginare qualcosa in più. Ma purtroppo c’è stato l’arrivo di Bolchi al Sorrento, ed io con lui non andavo d’accordo. A distanza di anni posso dire che forse ho sbagliato a calcare la mano. Però ero giovanissimo, e certe cose le capisci solo con l’esperienza”.
Ad Arzano la sua esperienza migliore…
“Strano per uno che aveva giocato in piazze come Sorrento, Ischia, Savoia, per tacere del campionato vinto a Caserta con Tobia. Ma ad Arzano si era creato un feeling importante con i compagni, coi tifosi. Poi il campionato vinto con Villa fu il massimo. Purtroppo persi mio padre, e decisi che col calcio avevo chiuso, meglio pensare al lavoro. E’ vero, poi ho giocato anche al Posillipo e con la Sessana, ma la mia carriera si chiuse con la vittoria del campionato di Arzano”.