Il rogo è divampato nel primo pomeriggio di oggi. L’azienda era chiusa da oltre un mese per crisi economica. Tempestivo l’intervento dei soccorsi, mentre stasera presso il comando vigili urbani si riunisce il Comitato per la sicurezza.
ARZANO (Napoli) – Momenti di forte apprensione questo pomeriggio ad Arzano, dove un incendio è divampato all’interno di una fabbrica di borse situata in Corso D’Amato, nelle vicinanze del supermercato MD. Erano circa le 14:00 quando una densa colonna di fumo e un forte odore di bruciato hanno iniziato a propagarsi nella zona, spingendo i residenti a dare immediatamente l’allarme.
Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco, affiancati dai Carabinieri della Tenenza locale e dalla Polizia Locale, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le operazioni di spegnimento.
Stando alle prime informazioni raccolte, la fabbrica risultava chiusa da più di un mese a causa della grave crisi del settore che aveva costretto l’azienda a fermare la produzione, lasciando i 10 dipendenti in cassa integrazione. Quanto alle cause che hanno scatenato le fiamme, i Vigili del Fuoco non escludono l’ipotesi del cortocircuito, sebbene gli accertamenti tecnici siano ancora in corso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.
Profondo strazio per il titolare dell’attività, che ha preferito mantenere l’anonimato: «Siamo amareggiati e delusi, siamo senza lavoro da mesi perché le grosse aziende ci hanno distrutto. Ci mancava solo questo incendio nel nostro capannone. Ora aspettiamo il responso», ha dichiarato tra le lacrime.
Un risvolto che non passa inosservato riguarda la drammatica coincidenza temporale del rogo. L’episodio si è verificato a pochissime ore dalla riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, un vertice istituzionale cruciale convocato per fare il punto sulla situazione del territorio alla presenza del Prefetto di Napoli, Michele Di Bari, del Sindaco, del Comandante della Tenenza dei Carabinieri e del Comandante della Polizia Locale. Una coincidenza che accende ulteriormente i riflettori sulla fragilità economica e sociale del tessuto produttivo locale. Da segnalare anche i furti delle scorse settimane e che alcune zone è stata dichiarata zona rossa. Per questo stasera si riunisce il comitato per la sicurezza.
Un colpo al cuore per un territorio già in ginocchio. L’incendio di Corso D’Amato non è soltanto la cronaca di un rogo accidentale o doloso che sia, ma rappresenta l’ennesima ferita inferta a un tessuto produttivo locale già stremato dalla crisi. Che un capannone chiuso da oltre un mese, con lavoratori in cassa integrazione e un proprietario disperato, finisca al centro di un simile disastro, ha il sapore amaro di una beffa atroce.
Il fatto che tutto questo avvenga proprio nel giorno in cui le massime autorità istituzionali e di sicurezza si riuniscono per discutere di legalità, ordine e protezione del territorio ad Arzano assume un valore quasi emblematico. Non è solo il capannone di pelletteria a bruciare, ma la speranza di chi, tra difficoltà economiche e la concorrenza spietata dei grandi marchi, cercava ancora di resistere. La risposta delle istituzioni, ora più che mai, dovrà essere forte, concreta e vicina a chi ha perso tutto.









