

Piazza Cimmino, la trilogia della rigenerazione degli Spazi urbani: bambini, giovani e adulti per ridisegnare il Cuore di Arzano
C’è un principio semplice che dovrebbe precedere qualsiasi progetto di rigenerazione urbana: prima di decidere cosa costruire bisogna chiedersi per chi stiamo costruendo. Le città non sono soltanto strade, piazze, panchine e marciapiedi. Sono soprattutto luoghi di relazione. Già Jane Jacobs, nel suo celebre Vita e morte delle grandi città, spiegava come la vitalità urbana nascesse dalla presenza delle persone e dalla capacità degli spazi pubblici di essere vissuti durante le diverse ore della giornata. Più vicino a noi, Renzo Piano ha spesso legato il tema del “rammendo” urbano alla necessità di ricucire luoghi e comunità. È forse da questa filosofia che Arzano potrebbe partire dalla funzionalizzazione di ciò che già possiede. Nei precedenti articoli abbiamo provato a immaginare prima la Villa comunale e poi Piazza Marconi attraverso una precisa destinazione sociale. Oggi aggiungiamo il terzo tassello, Piazza Cimmino, e proviamo a mettere insieme i tre luoghi in un unico progetto. Una sorta di “trilogia” della rigenerazione urbana: la Villa comunale dei bambini e delle famiglie, Piazza Marconi dei giovani e degli adolescenti, Piazza Cimmino degli adulti, della cultura e della vita associativa. Non significa naturalmente vietare un luogo alle altre generazioni. Significa attribuire a ciascuno spazio una vocazione prevalente, sulla quale concentrare progressivamente servizi, arredi, attività e investimenti. La Villa comunale possiede già una caratteristica fondamentale: è uno spazio delimitato e maggiormente protetto dal traffico automobilistico. Per questo può diventare naturalmente il grande parco urbano delle famiglie. Poi c’è Piazza Marconi, che per la sua conformazione aperta e urbana potrebbe diventare la piazza degli adolescenti e dei giovani. Il terzo vertice di questa ideale geometria urbana sarebbe Piazza Raffaele Cimmino, che potrebbe assumere una vocazione differente: la piazza degli adulti, dei lavoratori, delle associazioni, dell’arte, della cultura e della memoria cittadina. Non sarebbe neppure una forzatura. Piazza Cimmino è già il cuore istituzionale e associativo della città. Vi insistono sedi politiche e associative e soprattutto un patrimonio che potrebbe essere maggiormente valorizzato. L’obiettivo potrebbe essere quello di costruire qui una vera Casa delle Associazioni, collegandola a un progetto di Museo Civico e museo dei mestieri capace di raccontare Arzano, la sua storia contadina, artigiana, industriale e sociale: il Museo della cultura contadina e degli antichi mestieri “A. De Rosa”, un patrimonio dal quale partire per immaginare qualcosa di ancora più ampio. E c’è quasi una suggestione storica. Raffaele Cimmino, al quale la piazza è dedicata, fu amministratore particolarmente attento alla scuola e alle strutture pubbliche e contribuì alla ristrutturazione della piazza principale e alla realizzazione della Casa comunale. Trasformare oggi quello stesso luogo in un centro di cultura, partecipazione e memoria rappresenterebbe idealmente una prosecuzione di quella vocazione.
Si potrebbe pensare di collegare fisicamente e funzionalmente i tre luoghi, Villa comunale, Piazza Marconi e Piazza Cimmino in un unico circuito urbano nel cuore di Arzano. Una prima direttrice potrebbe passare attraverso il “Palazzo del Principe”, uno degli immobili storici della città. Naturalmente sarebbe indispensabile un accordo con la proprietà privata, ma si potrebbe verificare la possibilità di consentire, in determinate fasce orarie e in particolari giornate, un attraversamento pedonale controllato del viale interno che collega l’area della Villa con Piazza Cimmino, eventualmente presidiato durante eventi e iniziative da associazioni e volontari. Un piccolo passaggio potrebbe diventare un elemento straordinario di ricucitura urbana. La seconda direttrice sarebbe invece via Colombo. Da via Napoli, attraversando Piazza Marconi e proseguendo verso Piazza Cimmino, si potrebbe costruire un vero percorso urbano riconoscibile attraverso pavimentazione, illuminazione, verde, sedute, segnaletica culturale e arredo urbano coordinato. Non più una semplice strada di collegamento, ma una passeggiata capace di unire i tre poli. A quel punto emergerebbe qualcosa di ancora più interessante: non staremmo più parlando soltanto di tre piazze, ma della possibile nascita di un distretto urbano centrale di Arzano. In pochi minuti a piedi si concentrerebbero la Villa delle famiglie, Piazza Marconi dei giovani, Piazza Cimmino della cultura e degli adulti, due importanti istituti scolastici come il Don Geremia Piscopo e l’Ariosto e, lungo via Napoli, la futura nuova Casa comunale. Scuola, istituzioni, famiglie, giovani, associazioni, cultura e commercio potrebbero finalmente essere letti come parti dello stesso sistema urbano. Mancherebbe però un elemento fondamentale, il parcheggio. Ed è qui che potrebbe entrare in gioco l’area dell’ex distributore Esso di via Napoli. L’idea potrebbe essere estremamente funzionale: ingresso e uscita distinti, una viabilità interna ad anello, stalli disposti razionalmente lungo il percorso, alberature e verde per ridurre l’impatto visivo, posti per persone con disabilità, biciclette, motocicli e colonnine per la ricarica elettrica. Chi arriva in automobile potrebbe parcheggiare all’ingresso del nuovo sistema urbano e proseguire a piedi verso Villa, Piazza Marconi, Piazza Cimmino, scuole e futura Casa comunale. Arzano possiede già quasi tutti i pezzi del puzzle. La vera opera pubblica, prima ancora dei cantieri, potrebbe essere metterli insieme.
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