di Giovanni Aruta
Lo stadio ad Arzano si farà, su questo non abbiamo molti dubbi. Sta di fatto però che anche quest’anno, a meno di fatti imprevedibile, l’Arzanese non troverà posto nel calcio campano.
Veniamo ai fatti: il 15 Settembre scadono i termini della gara di appalto. C’è la possibilità di qualche proroga, ma non troppo avanti nel tempo. Lo stadio potrebbe essere pronto per la fine dell’anno, al massimo per l’inzio della stagione 2026-2027. I soldi arrivati grazie all’impegno del senatore Francesco Silvestro devono essere impiegati, per il campo di calcio, senza possibilità di spostamenti, entro un paio di anni al massimo. Non pensiamo che il sindaco Cinzia Aruta voglia perdere questo contributo. Il problema a nostro avviso sarà per il dopo. Al momento non esiste nessun imprenditore che si sia fatto avanti per rifare il calcio ad Arzano. Ricordiamo che al momento della chiusura del De Rosa, parliamo del 2011, la squadra biancoceleste aveva conquistato il diritto a partecipare alla serie C2. Per tre anni si è andati avanti, giocando lontano da casa prima della retrocessione in serie D. Da allora è stato un lento morire. Ci sono intere generazioni di ragazzi, diciamo quelli nati nel nuovo millennio, che non hanno mai visto l’Arzenese giocare in casa.
Adesso però la giunta comunale deve attivarsi per riportare il calcio ad Arzano. La nostra idea è quella che l’Amministrazione comunale guidata dalla sindaca Cinzia Aruta deve assolutamente creare un rapporto con l’imprenditoria locale in un modo che dopo che il campo fosse consegnato all’ attività agonistica di creare subito una società forte che possa ritornare il calcio ad Arzano. In che modo dovrebbe essere coinvolti? Un incontro ad hoc, con una visita allo stadio che è chiuso dal 2011. Insomma creare un rapporto serio costruttivo. Il motivo è quello che dopo i lavori allo stadio la società non c’è e il rischio concreto è quello di assegnare a qualche società privata in gestione lo stadio. Bisogna correre ai ripari. Sindaca se vuole lasciare un segno indelebile faccia questo.
Altrimenti Arzano corre il rischio di ripetere quello che sta accadendo in un comune vicino al nostro. Infatti a Casavatore lo stadio è terminato da tempo e non c’è una società che rappresenta la città. Una cattedrale nel deserto. Sarebbe un delitto se anche ad Arzano si ripetesse una cosa del genere.
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