



Francesco Massini è arrivato anche a Nola, all’Hotel dei Platani, uno dei punti di riferimento in Campania per la campagna elettorale dei tre candidati alla presidenza dell’AIA.
L’attuale reggente dell’Associazione, dopo l’appuntamento in Abruzzo, ha ribadito i temi sui quali intende costruire la propria candidatura: autonomia dell’AIA, professionalizzazione degli arbitri di vertice e una stagione di riforme regolamentari che metta definitivamente il merito al centro.
Ad accompagnarlo, facendo gli onori di casa, Michele Affinito, attuale vicepresidente dell’AIA e candidato al fianco di Massini. Campano, della sezione di Frattamaggiore, Affinito è stato uno dei protagonisti della serata, ma soprattutto ha voluto spiegare le ragioni di una scelta che, nelle sue parole, va oltre la semplice appartenenza ad una squadra.
«Io non sono qui per vincere una guerra tra correnti storiche dell’AIA. Sono qui per impedire che l’AIA continui a vivere di guerre tra correnti».
Un concetto che Affinito ha poi sintetizzato in una frase ancora più netta: «L’AIA non ha bisogno di una tregua tra correnti, di una pacificazione. Ha bisogno di liberarsi dalle correnti».
È questo, probabilmente, uno degli elementi caratterizzanti della candidatura di Massini e della squadra che lo affianca: non una parte che cerca di prevalere sulle altre, ma la proposta di chiudere una stagione caratterizzata troppo spesso da contrapposizioni e logiche di appartenenza.
Massini ha rivendicato anche il lavoro svolto negli ultimi mesi, in una fase particolarmente delicata per l’Associazione. «Abbiamo lavorato giorno e notte – ha spiegato – costruendo un percorso lineare e chiaro. L’AIA non si è mai fermata. Abbiamo garantito continuità all’Associazione in un momento nel quale sarebbe stato molto più semplice fermarsi».
Al centro del percorso c’è anche l’introduzione del Direttore Tecnico, considerata da Massini un passaggio decisivo per modificare il rapporto tra politica associativa e gestione tecnica.
«L’introduzione del Direttore Tecnico – ha aggiunto Massini – ha avviato quella fase necessaria per allontanare la politica dalle scelte tecniche. Ora dobbiamo continuare sulla strada delle riforme, mettendo definitivamente il merito al centro del nostro impianto normativo. È una scelta che può fare soltanto bene alla nostra Associazione».
Una linea che Affinito considera parte di un progetto più ampio: «Il progetto tecnico che abbiamo sostenuto ci è costato moltissimo, anche sul piano personale e associativo, ma oggi viene riconosciuto e apprezzato dagli addetti ai lavori. L’arbitro deve tornare ad avere la centralità che gli spetta e le scelte tecniche devono essere affidate alla competenza».
Autonomia e merito, dunque, ma anche una nuova idea di Associazione. Un’AIA nella quale le sezioni tornino ad essere il cuore della vita associativa, le persone siano valorizzate e le regole vengano aggiornate per accompagnare l’evoluzione del calcio e dell’attività arbitrale.
La parola passa ora agli arbitri, chiamati a scegliere il prossimo presidente. Massini si presenta come una proposta di evoluzione rispetto al passato, con l’obiettivo di rafforzare l’indipendenza dell’AIA e, contemporaneamente, ricostruire una comunità arbitrale più unita.
Non una tregua tra le parti, quindi, ma il tentativo di superare definitivamente la logica delle parti.
È su questo che Massini e Affinito intendono chiedere il consenso degli arbitri: un progetto fondato su autonomia, merito, centralità delle sezioni, persone ed evoluzione. Un progetto che prova a mettere finalmente l’AIA al centro, e non le sue divisioni.




