ARZANO, UNA “VILLA PER LE FAMIGLIE”: IL GIOCO PER CRESCERE INSIEME….

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La Villa comunale di Arzano potrebbe diventare una vera “Villa per le Famiglie”, un luogo progettato pensando innanzitutto ai bambini e ai loro genitori, nel quale il gioco diventi occasione di crescita, incontro e socialità?
Un’idea interessante arriva dall’esperienza del Parco Giochi Diffuso, un progetto già sperimentato in oltre cento Comuni italiani che trasforma piazze, cortili, marciapiedi e pavimentazioni in spazi ludici. Non soltanto altalene e scivoli, dunque, ma percorsi colorati, giochi di movimento, equilibrio, coordinazione, logica e collaborazione. Giochi che possono essere distribuiti nello spazio senza necessariamente riempirlo di strutture.
Perché non immaginare qualcosa del genere anche nella Villa comunale di Arzano?
La recente attenzione dell’Amministrazione verso le giostrine della Villa può rappresentare un primo passo. Ma sarebbe interessante andare oltre e costruire un vero progetto del gioco, differenziato per fasce d’età.
Per i più piccoli resterebbero fondamentali scivoli, altalene e strutture inclusive. Per i bambini più grandi potrebbero esserci giochi disegnati sulla pavimentazione, percorsi motori, labirinti, giochi matematici, campane, piste e sfide da affrontare insieme. Per ragazzi e adolescenti servono invece spazi che troppo spesso dimentichiamo: tavoli da ping-pong, scacchi e dama, incrementando spazi per basket e attività sportive, aree nelle quali incontrarsi e socializzare.
Si potrebbe persino recuperare la memoria dei giochi di strada dei nostri genitori e dei nostri nonni, spiegandoli attraverso targhe e QR code: un modo per trasformare il gioco anche in trasmissione della memoria popolare.
UNICEF ricorda che numerosi studi associano il gioco all’aperto a benefici per la salute fisica, il benessere mentale ed emotivo, le capacità sociali, la concentrazione e persino l’apprendimento. Anche gli spazi verdi urbani possono avere effetti importanti sullo sviluppo fisico, mentale e sociale dei bambini.
Giocando si impara a rispettare una regola, aspettare il proprio turno, perdere, vincere, collaborare, discutere e poi ricominciare. Si conoscono altri bambini senza bisogno di un appuntamento organizzato dagli adulti. Si costruiscono amicizie e, soprattutto, si sviluppa un rapporto con il proprio quartiere e con la propria città.
Che cosa trova nella Villa un ragazzo di 11 anni? E uno di 14?
Sono domande che una città dovrebbe cominciare a porsi.
La Villa potrebbe essere organizzata come un piccolo percorso generazionale: area 2-6 anni, area 7-10, spazi 11-14 e luoghi dedicati agli adolescenti, mantenendo contemporaneamente panchine, verde e zone tranquille per adulti e anziani.
E il progetto potrebbe coinvolgere direttamente Scuole, Parrocchie, famiglie, associazioni e ragazzi. Oltre a decidere quali giochi acquistare, si potrebbe chiedere agli studenti arzanesi: come vorreste la vostra Villa?
Disegnarla insieme sarebbe già un esercizio di educazione civica.
Si potrebbe chiedere ad associazioni culturali, scuole, parrocchie di impegnare risorse umane per organizzare e guidare corsi e percorsi?
Non servono necessariamente opere faraoniche. Lo stesso modello del Parco Giochi Diffuso nasce dall’idea di utilizzare superfici già esistenti attraverso postazioni ludiche distribuite, con costi e ingombri inferiori rispetto a molte strutture tradizionali.
Arzano ha bisogno di verde, certamente. Ha bisogno di manutenzione, sicurezza e decoro. Ma ha bisogno anche di luoghi nei quali crescere.
Una città che investe sul gioco non sta semplicemente comprando delle giostrine.
Sta investendo sulla salute, sulle relazioni, sull’inclusione e sulla socialità delle nuove generazioni.
E forse la domanda dalla quale partire è semplicissima:
se vogliamo che i nostri ragazzi tornino a giocare insieme, abbiamo costruito una città nella quale possano davvero farlo?
Ricordiamoci che una città a misura di bambino, alla fine, è quasi sempre una città migliore anche per gli adulti.