









Ormai a Casavatore, una volta intestato il merito di qualche raro intervento di potatura, con tanto di selfie e plausi, il verde può anche morire. Nessuna irrigazione di attecchimento sistematica, nessun controllo periodico, nessun censimento delle piante morte.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: filari a macchia di leopardo, per metà vivi e per metà cadaveri vegetali, in un contrasto che da solo vale più di qualsiasi relazione tecnica.
E quando l’albero muore del tutto, quando non resta che il tronco spoglio, quel tronco diventa — suo malgrado — l’unico monumento coerente che questa amministrazione sia mai riuscita a lasciare sul territorio: un monumento all’incuria, eretto senza volerlo, e mantenuto in piedi con una costanza e una nonchalance invidiabili.
In allegato le foto che testimoniano l’inettitudine politica e la sciatteria di un’amministrazione che, senza esagerazione, può essere ritenuta la peggiore di sempre. Per distacco!




