VIVIAMO LA “LONTANANZA” CHE CI AVVICINA

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(Giusy Cirillo) Oggigiorno, siamo immersi in modo consapevole nel “Sistema tecnologico” che ci connette nel e per il mondo in tempi rapidissimi. Come siamo giunti a livelli così inaspettati ed impressionanti? Un accenno cronologico: 5000 mila anni si è passati dall’invenzione della scrittura a quella della stampa, 400 anni da quest’ultima ai nuovi media, 25 anni (dal 1990/91 al 2015) da quando negli USA i cittadini hanno accesso alla rete Internet (World wide web). Il risultato davvero rivoluzionario di quest’accelerazione tecnologica è la realizzazione di una nuova dimensione umana, scio-ambientale, chiamata “Infosfera”, ossia l’ecosistema della produzione e della distribuzione di dati e conoscenze. Perciò, ci “muoviamo” in una dimensione-ambiente restando sempre connessi, al punto da definirla “onlife”. In questa, come la denomino, “fluidità pervasiva”, costituita da “surface web”, “cloud”, geolocalizzazione, realtà aumentata, metaverso, iperconnettività, si vede come le “ict” (Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione”, ossia l’insieme delle tecniche e dei metodi per trasmettere, ricevere, elaborare informazioni,) stanno rivoluzionando il nostro modo di concepire il mondo e soprattutto quello di relazione, aprendo alla possibilità di grandi opportunità, ma al contempo ci impongono di essere conosciute al meglio per essere utilizzate nei modi più diversi ed appropriati.
A giusta ragione, possiamo affermare che l’“infosfera” ha superato, se non del tutto sostituito, ciò che, negli anni Sessanta del Novecento, il sociologo canadese Marshall McLuhan (1911-80) definisce con l’espressione “Villaggio globale”: lo spazio della comunicazione di massa, che ha caratterizzato gran parte di quel secolo. Lo studioso tuttavia intuisce già il rischio di ciò, legato all’uniformare e/o spersonalizzare i comportamenti, processo che riassume nello slogan, il ““medium” è il messaggio”, come a dire che è il modo in cui qualcuno riceve informazioni, ovvero il mezzo stesso di comunicazione, che conta più dell’informazione stessa; un’importante riflessione che anticipa il dibattito sul modo in cui i Media possono plasmare la nostra comprensione. Tutto ciò ha influito sulla crescita di situazioni problematiche per la società contemporanea, fino ad arrivare a parlare di “quarto potere”, in grado di influenzare una gran moltitudine di persone e l’assetto della nostra democrazia, da affiancare ai tre storici poteri: legislativo, esecutivo, giudiziario.
Non è tutto. Le reti 5G, le piattaforme online, quelle di pagamento e di scambio di tempo, come “e-commerce”, trasformano il “Villaggio globale” in un network mondiale. Esse permettono non solo di connettere le persone, condividere informazioni, abbattere barriere reali e virtuali, ma di operare una vera rivoluzione, la “Quarta”, dopo quelle della macchina a vapore, dell’elettricità, dell’informazione, in cui la rete digitale e l’“infosfera” sono diventate centri di produzione e ricezione delle informazioni, concetto questo che rappresenterà una delle tante cause della globalizzazione.
Quindi, viviamo e agiamo in una dimensione fluida, costituita come mai visto prima da un flusso sterminato di informazioni che inevitabilmente influiscono e condizionano il nostro modo anche di pensare. L’uomo vede messa a dura prova la propria autonomia di scelta, che produce una nuova condizione, la doppia identità, reale e virtuale, di fronte alla quale diventa sempre più difficile decidere ed essere consapevoli.
Concludendo, diventa urgente occuparsi di saper misurare abilità e comportamenti al fine di tutelare la libera espressione della nostra personalità.

Fonte foto: AI4 Business