SANITÀ PRIVATA ACCREDITATA, CISL FP: “OLTRE 20 POSIZIONI SOTTO VERIFICA, I 14 RAPPORTI CONVERTITI SONO SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG”

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NAPOLI – Oltre venti posizioni professionali interessate da verifiche e approfondimenti, quattordici rapporti di lavoro già convertiti e una vertenza che da oltre un anno continua a porre interrogativi sul rispetto delle regole nella sanità privata accreditata.

È questo il quadro delineato dalla CISL FP Napoli dopo gli sviluppi emersi presso la Clinica Mediterranea di Napoli, dove, secondo quanto appreso dall’organizzazione sindacale, le attività ispettive e gli approfondimenti svolti dagli organi competenti riguarderebbero un numero di posizioni professionali superiore alle venti unità, mentre allo stato le conversioni formalizzate avrebbero interessato 14 lavoratori.

“Non siamo di fronte a 14 casi isolati”, afferma la CISL FP Napoli. “Le conversioni rappresentano un primo risultato concreto, ma potrebbero costituire soltanto la punta dell’iceberg di una problematica più ampia che merita attenzione da parte delle istituzioni, degli organi di vigilanza e dell’intero sistema sanitario.”

La vicenda si inserisce nell’ambito della più ampia vertenza sindacale che ha interessato il Gruppo Neuromed e che trae origine dai licenziamenti intervenuti all’inizio del 2025 presso diverse strutture del gruppo, tra cui la Clinica Mediterranea di Napoli, la Casa di Cura Trusso di Ottaviano e le strutture già note come San Felice e Melluccio di Pomigliano d’Arco, oggi riconducibili a Cardiomed S.p.A.

Tali licenziamenti sono stati ritenuti ingiustificati dalla CISL FP Napoli, che ha attivato iniziative sindacali, istituzionali e vertenziali volte a contestarne le motivazioni e a richiamare l’attenzione delle Autorità competenti sulle criticità segnalate dai lavoratori.

Nel corso della vertenza, la CISL FP Napoli ha inoltre trasmesso numerose segnalazioni riguardanti diversi profili ritenuti meritevoli di approfondimento, tra cui l’organizzazione del lavoro, il fabbisogno di personale, la coerenza tra personale dichiarato e personale effettivamente in servizio, nonché ulteriori aspetti connessi ai requisiti organizzativi previsti dalla normativa in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie.

È in questo contesto che si inseriscono anche gli sviluppi successivamente emersi presso la Clinica Mediterranea, compresi gli accertamenti ispettivi che hanno riguardato rapporti di lavoro e ulteriori posizioni professionali tuttora oggetto di approfondimento.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti già effettuati, professionisti sanitari impiegati mediante forme contrattuali autonome o parasubordinate avrebbero svolto attività caratterizzate da elementi riconducibili al lavoro subordinato.

Per il sindacato la questione assume particolare rilevanza poiché riguarda infermieri, ostetriche e altri professionisti della salute che ogni giorno garantiscono assistenza e cure ai cittadini.

“Parliamo di lavoratori che, pur svolgendo attività successivamente ricondotte nell’alveo della subordinazione, non beneficiavano degli istituti tipici del lavoro dipendente previsti dal contratto collettivo, con possibili effetti sul piano retributivo, previdenziale e delle tutele complessivamente riconosciute.”

La CISL FP Napoli evidenzia come la vicenda assuma un significato ancora più rilevante se inserita in un comparto che continua a convivere con contratti collettivi nazionali scaduti da anni.

“Proprio per questo non può passare sotto silenzio l’emergere di situazioni che, ove confermate, rischiano di collocare alcuni lavoratori in condizioni persino meno tutelate rispetto a quelle già previste da contratti da tempo in attesa di rinnovo.”

Secondo il sindacato, il fenomeno richiama inevitabilmente il tema del dumping contrattuale e della corretta utilizzazione delle risorse pubbliche nel sistema sanitario accreditato.

Secondo le elaborazioni della CISL FP Napoli, le strutture interessate dalla più ampia vertenza sindacale opererebbero complessivamente nell’ambito di attività finanziate con risorse pubbliche superiori a 70 milioni di euro annui.

“Quando si parla di strutture che operano con risorse pubbliche e svolgono una funzione di interesse generale, il rispetto delle regole non può essere considerato un elemento accessorio. La tutela dei lavoratori, la corretta applicazione dei contratti e il rispetto delle norme rappresentano un interesse pubblico prima ancora che sindacale.”

Per il sindacato, la vicenda richiama inoltre il tema dell’effettività dei controlli.

“Le strutture accreditate operano nell’ambito del Servizio Sanitario e sono sottoposte a un sistema di autorizzazione, accreditamento e vigilanza che coinvolge Regione, ASL e Distretti territorialmente competenti. Organizzazione del lavoro, adeguatezza degli organici, qualità dell’assistenza e rispetto delle norme rappresentano profili strettamente collegati che richiedono verifiche costanti e trasparenti.”

“Tali verifiche assumono particolare rilievo soprattutto con riferimento alle segnalazioni formulate nel corso della vertenza sindacale riguardanti il fabbisogno di personale, l’organizzazione del lavoro e il mantenimento dei requisiti organizzativi richiesti dalla normativa vigente.”

“La questione non riguarda esclusivamente i rapporti tra datore di lavoro e lavoratori. Riguarda il corretto funzionamento dell’intero sistema di accreditamento e la capacità delle istituzioni di garantire che le risorse pubbliche siano utilizzate nel pieno rispetto degli standard organizzativi, assistenziali e lavoristici previsti dalla normativa vigente.”

Per la CISL FP Napoli il punto centrale resta il rapporto tra accreditamento e rispetto delle regole.

“Le strutture accreditate svolgono una funzione pubblica essenziale e operano grazie a risorse della collettività. Qualità dell’assistenza, qualità del lavoro e rispetto delle norme devono essere elementi inscindibili. Il rispetto delle regole non può essere considerato un costo, ma deve rappresentare il presupposto stesso dell’accreditamento.”

Secondo quanto appreso dall’organizzazione sindacale, ulteriori posizioni professionali risulterebbero ancora oggetto di verifiche da parte degli organi competenti.

Per la CISL FP Napoli, la conversione dei primi 14 rapporti di lavoro rappresenta un risultato importante, ma il vero obiettivo resta garantire che situazioni analoghe non abbiano più spazio all’interno della sanità privata accreditata e che il rispetto delle regole diventi il presupposto imprescindibile per chi opera con risorse pubbliche e svolge una funzione di interesse generale.