Casavatore, Linea 10 e Smart City, parla l’ex sindaco Maglione: “Le basi le abbiamo poste noi. Ora qualcuno ci appunta le medaglie”

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L’ex primo cittadino di Casavatore Luigi Maglione

rivendica il ruolo della sua amministrazione negli espropri per la metropolitana e nel progetto di trasporto pubblico su gomma. E lancia una proposta concreta: un tappeto mobile sotterraneo per collegare il centro storico alla futura stazione Niccolai.

Mentre l’attuale amministrazione comunale di Casavatore organizza convegni e campagne di comunicazione sulla Linea 10 della metropolitana, l’ex sindaco Luigi Maglione rompe il silenzio e racconta come andarono davvero le cose. Una storia di espropri completati, riunioni quasi quotidiane con la Regione, funzionari eccellenti e una proposta rimasta nel cassetto. Con la sua consueta schiettezza, Maglione non risparmia giudizi sull’operato di chi è venuto dopo.
La stazione si spostò per sua iniziativa
Tutto comincia da una scelta controcorrente. Quando il progetto della Linea 10 arrivò sul tavolo del Comune, la fermata di Casavatore era prevista sul marciapiede di via Taverna Rossa, in zona San Pietro. «Mi opposi subito», ricorda Maglione. «Proposi al gruppo di ingegneri italo-spagnoli una soluzione più logica: il parcheggio della Niccolai. Un’area grande, funzionale, e soprattutto l’unica fermata intermedia dell’intera Linea 10 con la possibilità di avere un parcheggio. Una cosa che, ancora oggi, sembra non notare nessuno».
La proposta fu accolta con entusiasmo, il progetto modificato e approvato. Contestualmente, il Comune mise a disposizione uno spazio supplementare per attrezzature e materiali, con l’accordo che a fine lavori sarebbe tornato riqualificato come struttura sportiva per il tennis.
Gli espropri — precisa l’ex sindaco — furono fatti con atti definitivi e riguardarono non solo l’area Niccolai, ma anche una decina di piccoli appezzamenti necessari per uscite di emergenza e servizi tecnici. «Tutti gli atti amministrativi di competenza comunale, prima della fine del mio mandato, erano stati conclusi con successo».
Un’idea rimasta nel cassetto: il tappeto mobile sotterraneo
È però su una proposta inedita che Luigi Maglione si sofferma con particolare trasporto. Rivolgendosi direttamente ai nuovi amministratori, li sfida a chiedere — o meglio «pretendere» — lo stanziamento di circa quindici milioni di euro per realizzare una seconda uscita dalla futura stazione Niccolai: un tappeto mobile sotterraneo che, partendo dal comando della polizia municipale di via Palizzi, raggiunga la stazione, rendendo più agevole l’accesso alla metropolitana per i residenti del centro storico di Casavatore.
«Avevo iniziato a parlarne in via ufficiosa durante la mia sindacatura», spiega, «ma non ho fatto in tempo a formalizzarla. Quella, sì, che oggi sarebbe una vera novità». Un’idea concreta, in netto contrasto — lascia intendere — con l’attività comunicativa dell’attuale giunta.
Il progetto Smart City da sessanta milioni
Sul fronte del trasporto su gomma, Maglione ricostruisce anche le origini del progetto Smart City: fu il sindaco di Cardito, Cirillo, a convocare una quindicina di primi cittadini dell’area nord di Napoli e illustrare l’idea. «Tutti aderirono con entusiasmo nel giro di poche ore». Anche in questo caso, tutto l’iter amministrativo relativo a Casavatore fu completato prima della fine del mandato Maglione.
Finanziato con circa sessanta milioni di euro del PNRR, il progetto è ormai quasi concluso e prevede, a regime, l’assunzione di un centinaio di autisti e altro personale. Una volta completati i lavori, la gestione passerà alla Città Metropolitana, in coerenza con il ruolo istituzionale del sindaco Cirillo, anche vicesindaco metropolitano.
“Buona la seconda”
Quando gli si chiede se l’attuale amministrazione abbia proseguito con continuità quel percorso oppure lo abbia rivendicato a fini di consenso senza svilupparlo davvero, Maglione risponde con due parole: «Direi: buona la seconda». E alla domanda su cosa provi nel vedere convegni e campagne su temi già istituzionalizzati con atti concreti dalla sua giunta, glissa con filosofia: «Va tutto bene. In politica, cercare di appuntarsi medaglie fa sempre comodo. Resta solo da capire chi ci crede davvero».
La memoria corta della politica
L’ex sindaco chiude con una riflessione amara sulla memoria collettiva. Non vuole rivendicazioni pubbliche, né proclami. «I tempi sono lunghi e i cittadini, quasi sempre, dimenticano quale politico abbia risolto un problema». Cita il compianto Michele Pezzella, assessore che riuscì a portare a Casavatore il mercatino del giovedì dopo anni di promesse mancate: «Nessuno lo ricorda più». E aggiunge, con la malinconia di chi ha vissuto decenni di politica locale: «Spero solo che, un giorno, qualcuno si ricordi anche di me».