Massimo Recalcati: Una profonda riflessione sul mondo della conoscenza.
(Giusy Cirillo) Jiddu Krishnamurti (Madanapalle, India 1895 -Ojai 1986) filosofo e scrittore indiano, pone al centro delle sue opere un concetto chiave che troviamo specie in “The Whole Movement of Life is Learning”, pubblicato nel 1970. Esso si esplica in: “Sai cosa significa imparare? Quando impari veramente, impari dalla vita; non c’è un insegnante particolare da cui imparare. […]. Impari da ogni cosa […]. La vita stessa ti è maestra, e tu sei in uno stato di costante apprendimento”. Per l’autore, il vero, profondo, autentico apprendimento scaturisce dall’esperienza e dall’osservazione diretta su ogni aspetto dell’esistenza senza l’“incursione” della figura esterna del maestro. Perciò l’apprendimento si configura come un processo continuo e organico.
Oggigiorno, per la Scuola, che si trova ad affrontare sfide fino a pochi anni fa inimmaginabili, come per esempio l’introduzione dell’intelligenza artificiale, il suo prezioso e al contempo difficile, delicato utilizzo, il fenomeno del cyberbullismo, l’incomunicabilità imperante, che lacera le giovani menti, assume sempre più importanza il tema della centralità del ruolo dell’insegnante, considerato quale stella polare nell’orientare all’acquisizione della consapevolezza di un’urgente metamorfosi dalle fondamenta della seconda agenzia educativa, al fine di formare al pensiero critico, alla responsabilità e progettualità etica, così da rendere il discente protagonista del proprio processo educativo e divenire cittadino dotato di valore civico, da mettere al servizio della comunità, imparando a progettare il proprio futuro in modo libero e coraggioso.
In questo filone di intenti, si inserisce a pieno titolo il saggio intitolato “La luce e l’onda”, pubblicato (settembre 2025) per Einaudi, da Massimo Recalcati (Milano 1959), psicoanalista e saggista italiano, che riprende con più acume il delicato tema già affrontato ne “L’ora di lezione” (2014), ossia il ruolo svolto dall’insegnante. Questi, ai più, può apparire quale persona-vaso colma di nozioni contenutistiche, in realtà, Egli ci indica l’autore “[…] è qualcuno che parla laddove qualcosa gli preme”, è colui che, animato dal “dono” di sapersi destreggiare tra le parole, comprende il senso dell’imperfezione, le cose in profondità, attitudine, questa, scaturita dalla ricchezza del valore della mancanza, infatti, in merito a quest’ultima, scrive nell’Introduzione (come anche i passi seguenti): “Ogni maestro intrattiene un rapporto di amicizia con la mancanza perché non pretende di estinguerla, ma prova invece a renderla ogni volta generativa”. Perciò, Egli si costituisce per l’allievo quale “onda”, che indica, “[…]l’impatto con il mare che ci costringe a trovare un nostro stile.”, cioè lo accompagna ed educa a gestire l’incertezza, il fallimento, il cambiamento per divenire artefice del proprio sapere; e quale “luce” perché “[…]mostra l’esistenza di spazi impensati e invisibili e, al tempo stesso, chiarifica quello che all’allievo può apparire inestricabile e incomprensibile”, in quanto illumina il sapere, gli conferisce accessibilità e lo trasforma in un qualcosa di desiderabile, di prezioso, un bene da condividere. In altre parole, gli allarga gli orizzonti conoscitivi per cercare di fornire gli strumenti utili ed idonei per colmare quella mancanza, che lo porterà a reinventarsi e divenire soggetto autonomo e responsabile. Questi due affascinanti movimenti, ricchi di significato, se “[…] non sono attivi, il sapere si spegne, si […] genera solo anoressia mentale in senso letterale: impossibilità di assimilare il cibo del sapere”. Quindi, la realtà sempre in continua e frenetica trasformazione, ci fornisce insegnamenti veri e realizza la “dimensione” in cui l’allievo, futuro uomo autocostituitosi, mediante la “luce” del proprio insegnante impara a interpretare con coraggio la varietà delle “onde”- difficoltà della propria vita, comprendendo che il sapere è non solo un atto di ascolto, pazienza e cura, ma scoperta continua per essere più autentici.
Fonte della foto: Einaudi.




