Negli ultimi giorni tiene banco il crollo del palazzo di Via Cavour in Casoria a causa di infiltrazioni di acqua nel sottosuolo, che inquieta i cittadini; ma le cose non vanno molto meglio ad Arzano, dove, a metà gennaio, oltre 35 famiglie sono state sgomberate da un palazzo di 7 piani ritenuto pericolante; a Casavatore, invece il 14.10.2025 è stata notificata al Comune di Casavatore la sentenza n. 3841/2025 resa dal Tribunale di Napoli Nord, che si è pronunciato sulla responsabilità dell’ente per violazione dell’obbligo di manutenzione delle condutture idriche; poco tempo prima, il medesimo Tribunale di Napoli Nord aveva condannato il Comune di Casavatore al risarcimento dei danni strutturali arrecati sempre da perdite idriche a un edificio sito in Vico I San Giovanni. Ma, tornando a Casoria, dietro i recenti crolli e dissesti che stanno mettendo in ginocchio diverse arterie della città non ci sarebbe la fatalità, ma una catena di omissioni e negligenze ampiamente documentate. A lanciare l’accusa è l’avvocato Giuseppe Salzano, noto legale del foro locale, che da tempo impegnato nelle aule di tribunale per ottenere giustizia per i cittadini danneggiati dalle infiltrazioni della rete idrica comunale.
In un intervento che sta facendo discutere, il professionista ha ricostruito una vicenda fatta di sentenze inascoltate e paradossi burocratici che, alla fine, gravano sulle tasche dei contribuenti. “La sicurezza di una comunità non si garantisce con i proclami di solidarietà e con sterili tavole rotonde”, ha dichiarato Salzano, “ma con una manutenzione costante e una prevenzione efficace”.
Un mosaico di crolli annunciati
Dopo il cedimento di via Cavour, la città trema. Ma per l’avvocato non si tratta di un evento imprevedibile: “Via Cavour non è l’ultima tessera di un mosaico inquietante. In queste ore si sono aggiunte Via Padre Ludovico e Via Nicola Rocco. E vicende simili hanno già colpito edifici in Via Santa Croce e Via Matteotti”.
Proprio su questi ultimi casi, Salzano porta prove concrete: “È stato dimostrato in sede giudiziaria, con inoppugnabili accertamenti eseguiti dai consulenti tecnici nominati dal Tribunale, che il dissesto degli edifici non è dipeso dalla fatalità o dall’incuria dei proprietari, ma da infiltrazioni persistenti della rete idrica comunale”. Una responsabilità già acclarata che rende l’ennesimo crollo “non una sorpresa, ma una tragica conferma di un’inerzia manutentiva”.
Il sindaco Raffaele Bene ha espresso solidarietà alle famiglie colpite, ma per Salzano non basta: “La solidarietà è un sentimento nobile, ma non mette in sicurezza i palazzi e neppure cancella eventuali responsabilità. C’è un contrasto stridente tra la vicinanza espressa e l’inerzia documentata di ieri e di oggi”.
L’esempio più lampante? “A Via Santa Croce l’edificio danneggiato ancora minaccia di cadere, le cavità originate dalle perdite della condotta comunale persistono, il pericolo di crollo è concreto. Nessuna iniziativa, nonostante i consulenti officiati dal Tribunale abbiano affermato a chiare lettere la responsabilità del Comune”. Per il legale, “la vera solidarietà verso i cittadini si fa con una prevenzione efficace, non aspettando i crolli per poi scendere in strada a fare proclami”.
Cosa dovrebbe cambiare? “Bisogna smetterla con i rimpalli di responsabilità tra Comune e privati danneggiati, nascondendosi dietro le classiche parole: ‘Sarà l’Autorità Giudiziaria ad accertare le responsabilità’, al fine di buttare tutto nel dimenticatoio”, afferma Salzano.
La giustizia dovrà certamente fare il suo corso, ma nel frattempo servono interventi concreti: “Bisogna attivarsi con un monitoraggio serio di tutta la rete idrica e con indagini geognostiche del sottosuolo ad ampio spettro”. L’alternativa è chiara: “Finché si preferirà coprire le falle burocratiche anziché quelle idriche, Casoria continuerà a crollare”. E l’avvocato conclude con un monito inquietante: “Con l’auspicio che qualcuno non ci rimetta anche la vita”.
Nel frattempo, a Casavatore, solo pochissimi giorni fa l’ennesimo monito: un imponente lampione della pubblica illuminazione è caduto al suolo. “Una vicenda – aggiunge l’avv. Salzano – che avevo pubblicamente denunciato il 25.10.2024, senza esito alcuno. Evidentemente, conclude, dalle nostre parti la sicurezza è un optional”.





