I nostri geni: quale l’umana responsabilità?

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(Giusy Cirillo) “Leggere i geni. Viaggio nelle meraviglie del DNA”, scritto a quattro mani dal professore genetista Giuseppe Novelli e dal giornalista scientifico di Osservatorio Terapie Avanzate, edito da Egea e pubblicato nel gennaio 2026, costituisce una narrazione appassionata dal carattere universale e offre numerosi e notevoli spunti di riflessione per conoscere meglio il nostro intimo universo, al fine di poterci adoperare a migliorare il contesto ambientale in cui siamo immersi. In questo viaggio affascinante, che condensa in sé, in modo diretto e non, la storia evolutiva di tutta l’umanità, partendo da Darwin (studi sull’origine della specie), a Mendel (ereditarietà dei caratteri), a Morgan (ricerche sui cromosomi), a Watson e Crick con il contributo essenziale di Rosalind Franklin (scoperta del DNA-molecola della vita), fino a Collins e Verter (sequenziamento dell’intero genoma umano) si comprende quanta sia meraviglioso ciò che ci circonda e quale immensa ed ardua responsabilità abbiamo nel valorizzare, ma soprattutto nel custodire e preservare la bellezza unica e irripetibile donataci dalla Natura. Il libro produce una fusione ben riuscita tra la potenza emozionale e il rigore proprio del metodo scientifico, ponendo come fulcro del discorso il regale rapporto insito tra il genoma: l’intero patrimonio genetico di ogni essere vivente, che è tipico di ogni specie, anche umana e l’esposoma: l’insieme delle condizioni ambientali, delle abitudini, delle scelte che possono determinare malattie e salute. A fare da cornice all’intero discorso è la Genetica e i suoi enormi progressi, in termini di sperimentazioni e importanti scoperte, registrate negli ultimi anni, grazie a tanti instancabili ricercatori che il professor Novelli chiama “cacciatori di geni”, come è lui stesso, che ha dedicato tutta la sua esistenza a tali studi, sapendo con dedizione e maestria creare una rete di contatti con colleghi nazionali e internazionali e soprattutto tenendo sempre in debita considerazione la diversa prospettiva di indagine di quelli per un confronto corale, sano, responsabile e fruttuoso così da continuare tutti a dare un contributo prezioso al cammino della conoscenza e provare a porre rimedio, sconfiggere, a volte riuscendoci, le diverse patologie. Di grande acume scientifico e coerenza fattuale è ciò che scrive nella prefazione al libro il professor Enrico Bucci, che opera presso la Temple University di Philadelphia: “L’analisi genetica, per quanto avanzata, non basta mai da sola” […], “Solo l’intreccio tra dati, contesto e biografia consente di restituire alle persone una conoscenza davvero utile e umana. È in questo intreccio, continuamente rinnovato, che la scienza dei geni trova il suo significato più profondo: non come predizione automatica di un destino già scritto, ma come chiave per comprendere e orientare con maggiore consapevolezza le possibilità racchiuse in ogni vita”. Il messaggio insito in queste parole è che per la Genetica il dato oggettivo rappresenta solo l’incipit a cui deve seguire e coniugarsi l’esperienza, la competenza e, come viene dimostrato nel libro che ripercorre la storia del professor Novelli, nello specifico, essa si muove non trascurando la dimensione umana. Perciò, attraverso uno stile semplice, nutrito di entusiasmo, gli autori attraverso anche una narrativa a carattere divulgativo, invitano a “leggere” i risultati della genetica, racchiusi in un database digitale, con senso critico e non definitivo, a considerare che il solo gene, nonostante le numerose informazioni contenute, non può scatenare patologie, dicasi anche per una predisposizione, e a convincersi che un comportamento per definirsi sano, deve realizzare una sinergia responsabile tra DNA e ambiente. Inoltre, aiuta a scoprire e a comprendere le tante potenzialità in campo clinico-diagnostico della tecnologia, che non può risolvere tutto. Quindi, è nostra la responsabilità nell’orientare il corso dell’esistenza e determinare davvero chi vogliamo essere.

Fonte foto: Egea.