Giovani bloccati, Paese fermo: il fallimento del semestre filtro

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Il cosiddetto “semestre filtro”, ben noto a tutti noi, colpisce duramente i giovani che, a soli 18 anni, iniziano appena ad aprirsi la strada verso il futuro. L’Italia, invece di sostenerci, continua a schiacciarci, mostrando quanto il nostro sistema politico sia, purtroppo, agghiacciante.
Ho ascoltato l’intervista della ministra Bernini e provo grande sconforto nel constatare come questa nuova riforma cerchi di mascherare la realtà, illudendoci che vi siano reali prospettive per i giovani. Mancano medici in Italia e questo sistema, presentato come strumento di sviluppo e modernizzazione, in realtà fa arretrare il Paese di dieci passi anziché farlo avanzare. Siamo vittime di un modello decisionale che si illude di essere lungimirante, ma che nella realtà dimostra il contrario.
Il semestre filtro rappresenta un ostacolo pesante alle aspirazioni delle nuove generazioni: dover attendere tre mesi per avere la certezza di essere stati ammessi, dopo aver sostenuto esami difficili e impegnativi, significa rischiare di perdere tempo prezioso e, in molti casi, addirittura un intero anno universitario. Fin dalle scuole superiori ci viene ripetuto quanto sia fondamentale laurearsi in tempi rapidi e con voti eccellenti per essere competitivi; eppure lo Stato, con questo sistema, non fa nulla per agevolare realmente i giovani. Siamo, ancora una volta, vittime di un meccanismo che non sa guardare oltre e non ragiona nell’interesse dei cittadini.
La ministra Bernini cita persino Berlusconi, come se intendesse richiamarsi alla sua linea politica. Tuttavia, è bene ricordare che Berlusconi ha sempre cercato di mostrarsi vicino al popolo, promuovendo una politica improntata a una riduzione della burocrazia. È esattamente ciò che chiediamo oggi: un sistema che cammini al fianco dei giovani, non contro di loro. Noi siamo l’Italia, non semplicemente “gli italiani”.

Zaira Manfredi

Fonte Foto TGR24