(di Arcangelo Annunziata) Venerdì 3 ottobre 2025 alle 18,00 presso il complesso Monumentale di San Giuseppe dei NUDI, 72 NAPOLI, verrà presentato l’interessante libro a cura di Angelo
Picariello: “Liberiamo Moro dal caso Moro, per le edizioni San Paolo.
Questo libro – si legge nella introduzione- ricorda Aldo Moro, ma non ( solo) per l’assassinio avvenuto il 9 maggio del 1978, dopo 55 giorni di prigionia.
Racconta Moro a chi lo ricorda poco e male e a chi non lo conosce: Moro e la sua famiglia, Moro giusnaturalista, Moro padre costituente, Moro penalista, Moro uomo di governo,
Moro e la Contestazione, Moro in ascolto dei giovani, Moro e i nuovi movimenti, Moro Ministro degli esteri e uomo di pace, Moro antigiustizialista, Moro vittima del terrorismo e ispiratore di una seria riflessione sulla giustizia riparativa. Tanti aspetti uniti dalla centralità della persona che ha caratterizzato la sua vita, quanto la sua azione politica e di docente, dopo averne fatto il punto centrale della nostra Costituzione.
In questi tempi bui e di ragione latitante ci piace accostare alla imponente figura di Aldo Moro quella del Presidente Sergio Mattarella. Quando il pensiero e l’azione politica sono
come offuscate da una nebbia fastidiosa ed opprimente, di un vociare conflittuale e improduttivo, bisogna salire ed aggrapparsi alle spalle dei Giganti.
Mattarella, unito alla famiglia Moro, per aver provato la barbarie dell’efferato omicidio violento, lo vogliamo ricordare nell’intervento alla50^ settimana sociale dei Cattolici in Italia del luglio 2024 a Trieste.
I fondamenti della democrazia: che cosa è, come si preserva, cosa concretamente l’aiuta e cosa invece la minaccia, vecchi e nuovi imperialismi, la capacità di coniugare libertà e
partecipazione, in un discorso da leggere e da meditare.
Tra le altre citazioni, da Tocqueville a Dossetti, da approfondire quella del costituzionalista Tosato che nella settimana dei cattolici a Firenze del 1945 affermò “Noi sappiamo
tutti ormai che la presunta volontà generale non è in realtà che la volontà di una maggioranza e che la volontà di una maggioranza, che si considera come rappresentativa della volontà di tutto il popolo può essere, come spesso si è dimostrata, più ingiusta e più oppressiva che non la volontà di un principe”.
In questo continua attenzione a quello che si muove di sincero e costruttivo nella realtà, oltre il perimetro della maggioranza politica (che con l’astensione al voto di tanti aventi
diritto, è sempre più una mera maggioranza numerica ma non certo la maggioranza del popolo) troviamo dei tratti comuni al grande statista pugliese (Aldo Moro infatti era nato il
23 settembre del 1916 a Maglie, in provincia di Lecce).
Un fermo no, quindi, all’assolutismo di Stato, a un’autorità senza limite, potenzialmente prevaricatrice, rilanciando clamorosamente l’art. 2 della Costituzione: “la Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di
solidarietà politica, economica e sociale”.
La libertà del singolo uomo – cittadino a volte anonimo e oggetto statistico (pensiamo ai big DATA, che ogni giorno trasferiscono informazioni su milioni di persone) – non basta, non è sufficiente a fondare e far sviluppare la società, ma sono necessari anche raggruppamenti, associazioni, enti, comunità che identificano strumenti di “una democrazia sostanziale”. Lezioni ancora attuali.




