Dalle stelle alle stalle nel campo della solidarietà: Due Primati per la Campania

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Dott. Luigi Paesano
Direttore del Centro Trasfusionale dell’Ospedale San Paolo

La contraddittorietà del popolo campano si manifesta anche in ambito sanitario, dimostrando che la nostra capacità di solidarietà non è seconda a nessuno, permettendoci di raggiungere risultati brillanti, ma anche che la mancanza di sensibilizzazione può toccare limiti impensabili con esiti imbarazzanti. La Regione Campania, infatti, nel corso di questo anno ha registrato due primati in ambito sanitario, uno positivo e l’altro negativo, correlati al mondo della donazione.
La Campania nel 2025 è al primo posto in Italia per la crescita in percentuale nel numero delle donazioni di organi e nel numero di trapianti. Infatti secondo i dati ufficiali del Centro Nazionale Trapianti (CNT) crescono sia le donazioni degli organi del +36% (contro un dato nazionale del solo +1,5%) sia il numero di trapianti: per il fegato del +62,9% (media nazionale +1,3%), per il rene del +25% (contro una tendenza nazionale del -6,5%) e per il cuore del +20% (dato nazionale +9,6%). A questi dati si deve aggiungere che, delle 1.384 raccolte in tutta Italia nei primi 3 trimestri del 2025, quasi un terzo (432) delle “volontà di donazione degli organi” sono state registrate nella sola Campania. Questi risultati sono stati possibili grazie alla sinergia tra l’ente tecnico, ovvero il Centro Regionale Trapianti, e la componente politico-sanitaria della Regione, i quali hanno investito nell’organizzazione per migliorare la rete trapiantologica, ma soprattutto nella formazione ed informazione dei cittadini promuovendo eventi ed incontri sia nelle scuole sia nelle giornate della prevenzione sia coinvolgendo i mezzi di comunicazione, uffici stampa e social.
Sull’altro versante, invece, la Campania detiene il primato di peggiore Regione italiana per la donazione di plasma. Questo dato è critico perché il plasma umano raccolto viene conferito all’industria farmaceutica, la quale, attraverso un processo di lavorazione industriale, produce i farmaci “plasmaderivati”: l’albumina, i fattori della coagulazione e le immunoglobuline. Ogni Regione, quindi, riceve gratuitamente una quota di “plasmaderivati”, salvavita per i numerosi pazienti che ne hanno necessità, equivalente alla quantità di plasma conferito. Secondo i dati del Centro Nazionale Sangue (CNS) l’autosufficienza si raggiunge con un indice di conferimento plasma di 18 kg/1.000 abitanti; ebbene la Regione Campania nello scorso anno, a dispetto di un obiettivo teorico di circa 100.000 kg, ha conferito soltanto 32.000 kg di plasma, pari ad un indice di 5,7 kg/1.000 ab. Il disequilibrio tra plasma raccolto e fabbisogno di plasmaderivati produce un considerevole impatto economico negativo, dovuto alla necessità per la Regione di dover compare sul mercato la quota di farmaci mancante. Solo un impegno sinergico di tecnici, politici e associazioni di donatori e di pazienti potrà risolvere questa annosa questione.
Fonte: Foto Ansa .it