di Margherita De Rosa
Anche quest’anno, presso la Chiesa delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato, si è svolto un solenne e coinvolgente triduo di preparazione alla festa liturgica di santa Maria Cristina Brando, fondatrice dell’omonimo istituto e alla quale si deve la costruzione del bellissimo tempio, consacrato all’adorazione perpetua di Gesù Eucarestia, così come le indicò san Ludovico da Casoria; il giorno 17 si è tenuto un concerto, intitolato “In canto lodiamo Dio per la santità di Maria Cristina” , durante il quale si sono esibiti gli alunni dell’istituto, il coro delle adoratrici e degli adoratori laici e le consacrate; i canti hanno fatto sì che si vivessero momenti di elevata spiritualità. Diretti dal maestro Michele Polese e accompagnati al piano dall’eccellente Simona De Luca, le voci si sono fuse in un’unica armonia, capace di donare ai presenti pace interiore e serenità, rendendo quasi tangibile l’incontro con la dimensione divina. Altrettanto suggestiva è risultata la lettera scritta a Santa Cristina da un alunno del liceo, Manuel Iacomino: quasi una preghiera nata da una folgorazione, che ora è luce per il cammino di vita del nostro Manuel. Il giorno 18 si è tenuta l’adorazione eucaristica, animata dal gruppo delle adoratrici e degli adoratori laici, guidati dal diacono, professor Ludovico Silvestri; detta adorazione ha avuto il seguente tema: “Il Silenzio per un amore che diventa carità”; riflessioni, preghiere, revisione della propria condotta di vita, del proprio modo di sentire la fede sono stati i punti salienti di questo tempo di confronto a cuore aperto con Cristo Eucarestia. A seguire, il giorno 19 ha visto protagonisti gli studenti della scuola Brando che hanno riflettuto sul tema: “Il rispetto contagioso”, argomento vario e vasto, incentrato in modo particolare sulla necessità di comprendere e lottare contro le cause di un fenomeno sempre più diffuso, qual è il bullismo. Nel giorno della festa liturgica, che ricorre il 20 gennaio, data della nascita al cielo di santa Maria Cristina, adoratori laici e alunni dell’istituto si sono alternati nella preghiera al Santissimo Sacramento e in tanti si sono recati in visita nei luoghi santi in cui visse Madre Cristina. Nel pomeriggio dello stesso giorno c’è stata una solenne concelebrazione eucaristica, presieduta da S.E. Monsignor Marcello Bartolucci, già segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, il quale, a fine cerimonia, ha impartito la benedizione a quante di santa Cristina portano il nome. Con la folta assemblea il Presule ha pregato la Santa affinché, per sua intercessione, ritorni la pace in ciascuno e in un mondo tanto dilaniato da guerre e contrasti. Nel corso della sua omelia, S.E. si è richiamato al tema della santità, ricordando la necessità che il pianeta ha di essa; egli ha affermato che i giovani, i bambini, insomma, ciascuno di noi ha bisogno della santità, ma non di una santità rumorosa bensì di quella santità che egli ha definito della “quotidianità”: “non pensiamo- ha sottolineato l’Arcivescovo- a coloro che compiono miracoli, come san Francesco, sant’Antonio, san Pio, ma facciamo attenzione a quanti vivono la santità nella vita di ogni giorno, nella semplicità delle azioni compiute per amore del fratello”. S.E. ha delineato poi quello che fu il carisma di Santa Cristina, che consisteva nell’Adorazione perpetua e nella celebrazione del Santissimo Sacramento; ancora, egli ha voluto evidenziare che, proprio in virtù di tale carisma, la santità di Madre Cristina Brando risulta valida per la chiesa universale, poiché il fulcro del Cristianesimo sta, appunto, nell’Eucarestia. Egli ha inoltre incitato i fedeli a donarsi, poiché l’offerta di sé al prossimo non è solo un atto nobilissimo ma riveste una grande importanza: “non si tratta- ha evidenziato S.E.- di un’offerta di sé alla stregua dei martiri, ma questo donarsi consta nell’aprirsi ogni giorno ai bisogni del prossimo. Il rapporto con nostro Signore, così come quello che santa Maria Cristina instaurò col Santissimo Sacramento, è qualcosa di eccezionale, da cui può scaturire un grande beneficio nell’intimo di ogni individuo, trasformandone la vita con lo spalancare le porte a Cristo, così com’era palese nell’invito di san Giovanni Paolo II”. In riferimento al Vangelo S.E. ha ribadito l’importanza del camminare insieme a Cristo, cosa che santa Cristina iniziò a mettere in atto fin da bambina, dando così ascolto alla chiamata di Dio, chiamata alla quale spesso non si vuole dare risposta. Egli ha perciò sottolineato la grande importanza del concetto dell’educazione all’ascolto, così come la necessità dello sguardo all’Eucarestia. Il Presule ha poi analizzato i miracoli compiuti dalla Santa in parola, effettuando un paragone con le sue figlie spirituali e i suoi devoti che, in quanto seguaci della Brando, hanno l’obbligo di camminare lungo la via della santità nelle piccole cose e, riprendendo, appunto, le letture scelte per la solennità, ha ribadito la necessità di camminare insieme verso la santità, perché è questo che per un vero cristiano realmente conta nella prospettiva della ricompensa eterna. A cerimonia liturgica conclusa , tutti hanno preso parte ad un momento di agape fraterna, grati a santa Cristina nel cui nome è possibile vivere un tempo di preghiera, riflessione e festa; un sentito grazie, infine, è da rivolgersi alla Madre Generale, suor Carla Di Meo, che tanto si adopera per la propagazione del culto dell’Innamorata dell’Eucarestia e alla Dirigente Scolastica, suor Giocondina Ciervo, che con zelante dedizione si attiva affinché gli allievi dell’istituto Brando possano cibarsi di fede e carità concreta, preparandosi al cammino della vita, forti dell’esempio di santa Cristina, tradotto in attività finalizzate a far sì che questa fetta di gioventù diventi, nell’immediato futuro, nuova linfa per una terra immersa nell’orrore di una cattiveria che con la santità non ha nulla a che spartire. Ma i giovani sono la nostra speranza, e il loro entusiasmo ci convince che, grazie a loro e all’instancabile azione delle VEGS, seguendo le orme di Santa Cristina, un futuro migliore è possibile.
Margherita De Rosa






