A Casavatore, il dibattito sul decoro urbano si fa sempre più acceso, alimentato da una discrepanza evidente tra le dichiarazioni dell’Amministrazione e la situazione tangibile che i cittadini riscontrano quotidianamente. Se da un lato la Maggioranza promuove con spot, post e fotografie i suoi sforzi per la riqualificazione, dall’altro, marciapiedi invasi da erbacce, rifiuti ed escrementi continuano a essere la norma, non l’eccezione.
Il nodo cruciale della questione ruota attorno all’attività di diserbo. Nonostante l’Amministrazione parli di restituzione del decoro urbano, non si registrano attività sistematiche e imponenti volte a bonificare i marciapiedi, che restano in troppi punti del tutto impraticabili; soprattutto per i portatori di handicap. A sollevare ulteriori interrogativi è la somma di € 66.000 stanziata per il 2025 e 2026, destinata all’affidamento di un servizio esterno di diserbo, che non risulta ancora impegnata né lo sarà, almeno per tutto il corrente anno. Dopodiché, chi vivrà vedrà!
Questo stallo finanziario ha una conseguenza diretta: le rare attività, volte perlomeno a impedire che le erbacce invadano la sede stradale sono svolte direttamente dal Comune, con personale e mezzi interni.
Nondimeno, l’esecuzione interna del diserbo, pur encomiabile come “tampone”, a parere del leader dell’opposizione, Vito Marino, solleva immediatamente un interrogativo fondamentale in termini di igiene pubblica e trasparenza ambientale: come vengono smaltite le erbacce rimosse?
Ebbene, il quesito non è banale, poiché quando un servizio è affidato a una ditta esterna, i protocolli di smaltimento in discarica autorizzata sono solitamente specificati e verificabili. “Nel caso di un intervento diretto e spot da parte del Comune, è essenziale che l’Amministrazione chiarisca il percorso dei materiali di risulta”, aggiunge Vito Marino. Il quale, preoccupato, si chiede: “Le erbacce rimosse vengono correttamente trasportate in un impianto di smaltimento o in una discarica, come previsto dalle normative ambientali, o il loro destino resta nell’ombra?”
Sta di fatto che l’assenza di un piano di diserbo strutturato, unita alla costante presenza di degrado (rifiuti e deiezioni canine non rimosse), rischia di vanificare qualsiasi sforzo di “restauro” promosso e promesso.
“La verità – chiosa Vito Marino – è che il decoro urbano non può essere delegato a sporadici interventi ad hoc e non può essere raccontato solo attraverso la comunicazione social. Richiede un impegno costante, una pianificazione finanziaria concreta (sbloccando i fondi stanziati) e, soprattutto, una trasparenza operativa sulle modalità di smaltimento dei materiali di scarto”.
“I cittadini di Casavatore attendono da tempo immemore non solo la restituzione del decoro urbano, ma – conclude l’ex sindaco – anche risposte chiare sull’utilizzo e sull’impegno dei € 66.000 per il diserbo e sui protocolli seguiti per lo smaltimento a norma di legge delle erbacce che, per ora, l’Amministrazione rimuove in proprio”.




