Due bandi regionali, zero domande presentate. La città perde fondi per il verde urbano e per le famiglie in emergenza abitativa. Mentre gli altri comuni incassano, Casavatore resta a guardare.
C’è un primato che Casavatore detiene con ostinazione: quello del suolo più consumato d’Italia. Non una città, non un polo industriale. Un piccolo comune dell’area metropolitana di Napoli, asfaltato e cementificato fino all’inverosimile.
Fin qui, la cronaca nota. Quello che non si sapeva è che nel 2025 la Regione Campania ha pubblicato un bando per finanziare esattamente ciò di cui Casavatore avrebbe più bisogno: rinaturalizzazione e de-impermeabilizzazione dei suoli urbani. Contributi a fondo perduto per i comuni con almeno il 25% di suolo consumato. Scadenza: 9 febbraio 2026. Un bando scritto su misura per Casavatore, che avrebbe potuto presentarsi con il titolo più solido in assoluto. L’amministrazione non ha presentato alcuna istanza.
Le aree di intervento eleggibili non mancavano. La villa comunale, come è stato evidenziato anche sui social dalla cittadinanza, è il simbolo più eloquente di decenni di scelte sbagliate: alberi abbattuti, aiuole spianate, cemento avanzante. Sotto in parcheggio interrato sulla cui inagibilità non esistono rimedi, destinato a marcire occupando suolo pubblico prezioso. Esattamente il tipo di intervento che il bando finanziava. Con quei fondi, la villa avrebbe potuto rinascere: alberature, permeabilità, qualità urbana. Invece niente: i fondi andranno altrove e il degrado si conferma una scelta, prima ancora che una condizione, è stata l’amara considerazione di molti casavatoresi.
Ma c’è di più. La Regione Campania, con D.D. n. 429 del 17/12/2025, ha istituito un Fondo di contrasto all’emergenza abitativa: contributi tra i 2.000 e i 3.000 euro per le famiglie in grave disagio, per chi è costretto ad abbandonare casa per sgombero o pericolo strutturale. La circolare regionale era inequivoca: ogni comune doveva pubblicare il bando entro il 31 gennaio 2026. Le somme sarebbero state assegnate in ordine cronologico: chi arriva prima, ottiene; chi non pubblica, esclude i propri cittadini. Consultando l’albo pretorio di Arzano e degli altri comuni virtuosi, emerge che i loro cittadini hanno ricevuto il sostegno. Consultando quello di Casavatore, si trova solo silenzio.
In questo quadro colpisce, con ironia amara, la posizione del partito maggioranza relativa, che si descrive come
“storicamente sensibile e vicino ai bisogni e alle istanze dei cittadini”.
Tuttavia, sfuggono i bandi per il verde urbano, sfuggono quelli per l’emergenza abitativa, sfugge la tutela dei più fragili. E a pagarne il prezzo non sono gli amministratori. Sono i cittadini: quelli che aspettano un contributo per non perdere casa e quelli che vivono in un paese soffocato dal cemento, che avrebbe meritato qualcuno capace di cogliere le opportunità invece di lasciarle scadere in silenzio.




