Casavatore, Appalto rifiuti da 11,6 milioni: il Capitolato viene rettificato a tre giorni dalla scadenza.

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A tre giorni dalla chiusura del termine per la presentazione delle offerte, il Comune di Casavatore corregge le carte in tavola. Con determinazione n. 73 del 4 settembre 2026, è stata disposta la rettifica del Capitolato Speciale d’Appalto relativo alla procedura per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata, trasporto, recupero e/o smaltimento dei rifiuti solidi urbani per i prossimi cinque anni — un appalto del valore di 11.645.116,65 euro, oltre IVA.

Il bando era stato pubblicato il 22 luglio 2026, con scadenza per le offerte fissata al 7 settembre alle ore 10:00. Il termine per le richieste di chiarimento da parte degli operatori economici era il 2 settembre, quello per le risposte della stazione appaltante il 3 settembre. È proprio a valle di queste richieste — la determina parla di “numerose” segnalazioni — che sarebbero emerse, testualmente, “discrasie e incongruenze letterali tra i diversi elaborati di gara, con particolare riferimento al Capitolato Speciale d’Appalto (CSA) e al Piano Industriale”.

La soluzione adottata dal Comune è stata di affermare la prevalenza del CSA sul Piano Industriale, in base a quello che la determina definisce “principio consolidato della gerarchia degli atti di gara”, e di conseguenza riscrivere il Capitolato in una nuova versione, il “CSA – rev. 2”, allegato all’atto.

La determina qualifica la modifica come priva di “carattere sostanziale”, precisando che non altererebbe requisiti di partecipazione, oggetto del contratto né criteri di valutazione dell’offerta. Ciò nonostante, viene disposta una proroga del termine di presentazione delle offerte, la cui nuova data, tuttavia, non viene fissata nello stesso atto: si demanda all’Ufficio Opere Pubbliche del Comune, in qualità di Stazione Unica Appaltante, il compito di stabilirla “per un periodo congruo”.

Restano alcuni punti che, a nostro avviso, meriterebbero un chiarimento pubblico da parte dell’amministrazione, prima ancora che da parte degli organi di controllo:
a) Se la modifica non è sostanziale, perché serve una proroga? La stessa determina giustifica il differimento del termine con la necessità di dare agli operatori economici “il tempo necessario per esaminare il testo rettificato e formulare l’offerta in modo consapevole”. È una formulazione che, di per sé, lascia intendere che le correzioni non fossero proprio irrilevanti ai fini della formulazione delle offerte.
b) Come si è arrivati a incongruenze rilevate solo a ridosso della scadenza?
Il Capitolato e il Piano Industriale sono elaborati che la stazione appaltante redige (o fa redigere) prima della pubblicazione del bando. Che le discrasie tra i due documenti emergano dopo quaranta giorni di gara aperta, grazie alle segnalazioni degli operatori economici, pone una domanda sulla qualità dell’istruttoria che ha preceduto la decisione a contrarre n. 52 del 29 giugno 2026.
c) Quando sarà fissata la nuova scadenza, e sarà pubblicata con pari evidenza? La determina impegna la Responsabile di Gara a pubblicare “tempestivamente” l’atto e il CSA rettificato sulla piattaforma di e-procurement e su Amministrazione Trasparente. Sarà utile verificare che questo avvenga davvero in tempi che consentano una effettiva parità di condizioni tra chi ha già lavorato sulla vecchia versione del Capitolato e chi deve ancora presentare offerta.
d) In cosa consistevano, nel dettaglio, le discrasie? La determina non riporta il testo comparato tra CSA originario e CSA rev. 2, né il contenuto delle richieste di chiarimento pervenute dagli operatori. Senza questi elementi non è possibile valutare autonomamente se la rettifica sia davvero circoscritta a un allineamento letterale o se tocchi aspetti che incidono sull’organizzazione del servizio.

Seguiranno aggiornamenti.