Arzano, Una città da cambiare: Solidarietà all’Arma dei Carabinieri.

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di Giovanni Aruta.
Cosa sta succedendo ad Arzano? Ieri sera due carabinieri sono stati aggrediti durante il loro lavoro. Avevano fermato due spacciatori, trovati pieni di droga. La violenta aggressione è avvenuta intorno alle ore 20, durante un controllo fatto dai militari dell’Arma ad una coppia che viaggiava a bordo di una Fiat Panda di colore grigio chiaro, ad un posto di blocco disposto su via Napoli, davanti all’istituto scolastico “Don Geremia PIscopo”. I due fermati sono stati beccati dai carabinieri con la droga addosso. I due, vistisi scoperti, hanno reagito con violenza. Uno dei due criminali ha sferrato un colpo al naso di uno dei due carabinieri, mentre all’altro gli ha spezzato un dito nella colluttazione. Poi, di tutta fretta, i due hanno prima cercato di disfarsi della droga, lanciandola nel cortile della scuola elementare che si trova di fronte. Poi si sono dileguati a tutta velocità dal luogo. Immediato è stato l’allarme via radio e i soccorsi. Sul posto sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri, già presenti in zona per l’operazione “alto impatto” disposta dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza. Poi è arrivata anche un’ambulanza che ha portato i due militari al pronto soccorso.
Cosa sta succedendo ad Arzano? Ricordiamo che l’operazione “alto impatto” era stata disposta dopo i due omicidi dei giorni scorsi: ma davvero siamo messi così male?
Indubbiamente, e dalle colonne di Prospettive è una cosa che sosteniamo da tempo, Arzano è sempre più nelle mani della criminalità. E se le cose non dovessero cambiare, andrà sempre peggio. Nella nostra città è impossibile trovare lavoro. I ragazzi sono costretti a lasciare Arzano, almeno quelli onesti. Restano solo coloro che sono disposti a venire a compromessi con la criminalità. In questo modo in città, sempre più spopolata, resteranno solo i criminali.
LA colpa è di tutti, sia ben chiaro. A cominciare dalla politica, incapace di organizzare la difesa del territorio. Non parliamo di una difesa militare, che spetta alle forze dell’Ordine, parliamo di una difesa preventiva. Il 24 maggio ci saranno le elezioni. Per la quarta volta consecutiva non si arriva a fine mandato, anche se stavolta diciamo è stato un problema tra i partiti, non c’è stato un commissariamento per infiltrazioni camorristiche. La parola passa ai cittadini, a tutti noi. Il nostro invito è quello di andare a votare, il più possibile. Si tratta di un momento storico drammatico. Ripetiamo: bisogna avere il coraggio di fare delle scelte, qualunque esse siano. E poi di essere presenti anche dopo, far sentire il fiato sul collo dei nuovi eletti. Il rischio è quello di dare un messaggio sbagliato. Di dare la sensazione di resa alla criminalità.
Se in questi giorni il clima in città si è fatto irrespirabile, la colpa è di tutti noi incapaci di fare valere i nostri diritti. La speranza è che la gente lo capisca. Altrimenti sarà difficile venirne fuori.