ARZANO, Stadio “Sabatino De Rosa”: l’iter dei lavori, le garanzie del Ministro e l’appello al Sindaco Vitagliano

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ARZANO. Un giornale ha il dovere di informare con trasparenza, verificare le fonti e fare chiarezza. Soprattutto quando si parla del futuro di una comunità e di un’infrastruttura fondamentale rimasta chiusa per circa quindici anni. Sullo stadio “Sabatino De Rosa” di Arzano è giunto il momento di tracciare lo stato dell’arte con dati certi, al di là dei soliti annunci o delle uscite ufficiose.
La cronologia e i passaggi istituzionali arrivano direttamente dalla fonte più autorevole. Nei giorni scorsi, in occasione dell’inaugurazione del nuovo complesso sportivo ad Arpino, frazione di Casoria, abbiamo intervistato il Ministro dello Sport Andrea Abodi. Al Ministro abbiamo chiesto conto della situazione dello storico impianto arzanese — una struttura che, va ricordato agli sportivi, era già omologata per disputare le gare di Serie D, ma in cui la squadra dell’U.S. Arzanese non ha mai potuto giocare un campionato di Lega Pro a causa delle note criticità della struttura.
Il quadro tracciato dal Ministro Abodi definisce un percorso tecnico e burocratico ben preciso: la ditta appaltatrice dovrà consegnare il progetto esecutivo; il progetto passerà al vaglio degli organi competenti per le necessarie approvazione; l’apertura del cantiere è prevista entro la fine dell’anno.
L’intero svolgimento dei lavori sarà oggetto di verifica da parte della FIGC, che darà mandato al Comitato Regionale Campano e ai propri fiduciari degli impianti sportivi per i sopralluoghi necessari. Con le risorse finanziarie già arrivate ed erogate la macchina è pronta a partire. La durata dei lavori è stimata in un anno e mezzo, al termine dei quali la FIGC, attraverso i suoi canali regionali, provvederà all’omologazione ufficiale per la disputa delle gare di calcio. Lo stesso Ministro Abodi ha confermato la propria disponibilità a essere presente ad Arzano per la posa della prima
Facendo un’informazione corretta, neutrale e distante dalle logiche di schieramento politico, va riconosciuto il percorso istituzionale che ha portato a questo sblocco. Il merito dell’ottenimento del finanziamento è da ascrivere al senatore di Forza Italia Franco Silvestro, che ha saputo rappresentare al Governo, al CONI e a Sport e Salute le motivazioni sociali per cui Arzano doveva ottenere queste risorse. Ricordando che per questo finanziamento il capogruppo del PD Boccia si era opposto.
Restituire lo stadio De Rosa alla città significa offrire un’alternativa concreta ai giovani. In un territorio da troppo tempo privo di adeguate strutture sportive e con alle spalle tre scioglimenti per camorra, lo sport rappresenta lo strumento principale per togliere le future generazioni dai pericoli della strada.
Alla luce delle procedure ufficiali confermate dal Ministero, destano forte meraviglia le affermazioni rese in redazione da un dirigente dell’U.S. Arzanese, secondo cui i lavori sarebbero dovuti iniziare lunedì 23 settembre su presunta indicazione di un assessore comunale. I fatti smentiscono tali ricostruzioni: senza la consegna e la validazione del progetto esecutivo, nessun cantiere può aprire. Da sottolineare che senza questo finaziamento lo stadio De Rosa difficilmente sarebbe stato utilizzato perchè il comune non ha grosse risorse finaziarie.
Ma la riflessione della nostra testata va oltre. E si rivolge direttamente al primo cittadino, il Sindaco Giuseppe Vitagliano: se la struttura nasce già con un’idoneità originaria ed è stata storicamente omologata per la Serie D, perché in questa fase di ristrutturazione e progettazione non si adottano tutti i dovuti accorgimenti tecnici per renderla idonea e omologabile anche per la Lega Pro?
Arzano e i suoi tifosi meritano una struttura all’altezza delle migliori ambizioni sportive. Come nostro costume, restiamo in attesa di una risposta seria, corretta e ricca di contenuti da parte dell’amministrazione comunale.