Analisi e soluzioni per la Raccolta Differenziata
Enzo Russiello ex Presidente di Pallavolo Femminile di Serie A1 ed ex Amministratore Unico di Artianum è Socio di maggioranza di un’Agenzia di Comunicazione e Marketing. La sua Agenzia è da oltre 10 anni che si occupa del “Servizio di mediazione territoriale a supporto della Raccolta Differenziata” per conto di Asia Napoli SpA e del Comune di Napoli.
Abbiamo chiesto un parere e prospettive sulla RD ad Arzano. Ecco un bellissimo articolo che mette al centro idee e soluzioni.
RACCOLTA DIFFERENZIATA: UN DOVERE CIVICO VERSO UN FUTURO SOSTENIBILE
E’ finito da decenni il tempo di “buttare la spazzatura” ed è sempre più moderno ed attuale il tempo di ridisegnare il rapporto tra ciò che consumiamo e l’ambiente in cui viviamo. La Raccolta Differenziata, insieme al risparmio energetico e alla riduzione di emissioni Co2, rappresenta uno degli indicatori importanti nell’ambito enviromental verso la sostenibilità e l’economia circolare: un sistema in cui i rifiuti non sono il capolinea di un prodotto, ma l’inizio di un nuovo ciclo produttivo.
Differenziare correttamente significa trasformare l’organico in biogas e compost, la Plastica in nuovi contenitori e la carta in nuova cellulosa. Ecco la necessità di ridurre notevolmente la frazione “non riciclabile” fatto salvo i casi di famiglie con allettati e neonati soggetti a servizi specifici.
Fatta la necessaria premessa, oggi il nostro Comune, di circa 32 mila abitanti, si trova con una percentuale di raccolta differenziata imbarazzante ferma al 45% e ben distante dagli obiettivi nazionali ed europei del 65 – 70%. Per dare un’idea Napoli con circa 1 milione di abitanti ha una percentuale RD superiore di circa 2 punti.
Faccio fatica a non tornare indietro di qualche decennio, quando Arzano, nei primi mesi della Giunta Fuschino, arrivò a circa l’80% con la carta entrando nel Club Comuni Virtuosi di Comieco (Consorzio carta e cartoni) e circa al 68% di RD. Allora fu realizzata una campagna di comunicazione e sensibilizzazione presso le scuole e le famiglie.
I dati di oggi sono scandalosi ma piangersi sempre addosso e/o addossare sui responsabili tale disastro non porta benefici tangibili e allora bisogna passare all’azione per trasformare circoli viziosi e cattive abitudini in comportamenti virtuosi per incrementare la percentuale e migliorare la qualità delle singole frazioni.
Ritengo corretta l’iniziativa del Commissario di ridurre di 1 giorno il prelievo dell’indifferenziato. In realtà ogni chilo di NON RICICLABILE è un “fallimento di sistema”: non può essere recuperato, non genera ricavi dai consorzi di filiera e ha costi di smaltimento che pesano come macigni sulle tasche dei cittadini.
Giusto evidenziare che la RD non si esaurisce solo con la corretta separazione delle 5 frazioni (Carta – Plastica e Metalli –Organico – Vetro e Non Riciclabile). La vera partita della sostenibilità si gioca su tutto quello che, nella pratica, “non sappiamo dove mettere”. Per trasformare Arzano in un modello di Economia Circolare, dobbiamo passare da una gestione passiva ad un sistema attivo e integrato, capace di intercettare anche i flussi più complessi. In questa prospettiva diventa fondamentale rafforzare il recupero di materiali critici come RAEE – Oli Esausti – Ingombranti e Indumenti Usati. Proprio questi ultimi, pur rappresentando una frazione di grande valore, risultano spesso penalizzati dal degrado e dagli atti vandalici che colpiscono le attrezzature stradali. . In questo caso penso ad un cambio di paradigma: Collocare le attrezzature per la raccolta degli indumenti all’interno dei plessi scolastici. Questa scelta è tattica ed ambivalente: Una soluzione al tempo stesso pratica ed educativa, che da un lato tutela meglio le attrezzature ed i materiali conferiti, dall’altro trasforma il gesto del conferimento in un’occasione formativa, integrabile anche nei percorsi didattici. Parallelamente, è essenziale attivare in modo pieno il coinvolgimento dei rivenditori di elettrodomestici, garantendo l’applicazione delle normative vigenti: dal ritiro gratuito “uno contro uno” al momento dell’acquisto, fino alla possibilità per i cittadini di conferire gratuitamente i piccoli RAEE (inferiori ai 25 cm) presso i grandi punti vendita, anche senza obbligo di acquisto. Si tratta di misure che costituiscono uno dei pilastri di un sistema realmente integrato.
In questo quadro complessivo, l’isola ecologica assume un ruolo di infrastruttura strategica di supporto, contribuendo a completare e rafforzare l’intero sistema di raccolta e recupero, in particolare per i rifiuti ingombranti che, se non gestiti correttamente, finiscono spesso per essere abbandonati su strada, alimentando il degrado urbano.
In conclusione per trasformare le criticità in opportunità, inizierei con le prime azioni:
1. Pubblicazione mensile dei dati sulla Raccolta Differenziata (RD). Sapere in tempo reale se la percentuale sta salendo o scendendo crea un senso di responsabilità collettiva.
2. Campagne di Comunicazione (Utenze Domestiche e Non), non basta dire “fate la differenziata”. Serve una comunicazione mirata.
3. Coinvolgimento delle Scuole: Educare i bambini significa educare anche i genitori. Progetti di gamification scolastica, visite agli impianti e concorsi a premi per le classi più “green” sono il modo migliore per radicare una cultura sostenibile.
4. Dotare, laddove possibile, i condomini superiori alle 14 famiglie di carrellati suddivisi per frazioni.
5. Infopoint stradali per attività di informazione e ricezione di suggerimenti e/o criticità provenienti dalle utenze. L’Infopoint ha anche un obiettivo tattico di presidio del territorio e nell’occasione distribuzione di materiali informativi, calendari della raccolta e sacchi compostabili per l’organico.
6. Progetto Grandi Utenze rivolto alle attività produttive e commerciali. L’intento è coinvolgere ed operare in sinergia con “i grandi produttori di rifiuti”.
7. Per un corretto conferimento inserirei sui canali sociali del Comune la sezione “dove lo butto”. In ogni caso vale sempre la regola che nel dubbio si conferisce nel Non Riciclabile per non correre il rischio di inquinare le varie frazioni di rifiuti.
8. Rafforzare cestini ed attrezzature stradali
La sfida più grande non sarà logistica, ma culturale. Cambiare le abitudini delle utenze dopo 4 anni di conferimenti irregolari, richiede un grande senso di responsabilità ed una comunicazione costante e trasparente con il coinvolgimento operativo del gestore del servizio.
Il futuro non si butta, si differenzia.
Enzo Russiello.






