ARZANO (NA) – Domani, lunedì, è prevista l’apertura del cantiere per il progetto “Smart City” presso le palazzine Ina Casa di via Alfredo Pecchia. Un intervento che prevede aree verdi e stazioni di ricarica per mini-bus elettrici, ma che nella realtà si traduce nell’ennesimo schiaffo a una cittadinanza già stremata dalla carenza di servizi essenziali. L’attuale Commissaria prefettizia non c’entra, ma chi ha eseguito il progetto è stata la politica che è stata mandata a casa.
🚗 Un quartiere senza sfogo
La soppressione del parcheggio in Via Pecchia non è solo un disagio logistico, è un colpo mortale all’economia locale.
• Commercio in ginocchio: Senza posti auto, i clienti delle attività di zona saranno costretti a rivolgersi altrove, aggravando la crisi dei negozi di vicinato.
• Residenti prigionieri: In un Comune dove la sosta è già “selvaggia” per necessità, eliminare uno degli ultimi spazi regolari significa condannare gli abitanti a ore di ricerca estenuante o a sanzioni inevitabili.
L’amministrazione delle “Opere Inutili”
Mentre la Giunta Aruta rivendica l’innovazione, i cittadini denunciano una totale assenza di visione sociale.
1. Priorità rovesciate: Ad Arzano mancano strutture sportive, parchi giochi per bambini e centri per disabili. Eppure, si preferisce investire 5 milioni di euro in una nuova Casa Comunale (nonostante le 4 strutture esistenti) e installare cabine elettriche in Via Sensale al posto di ville comunali o palazzetti dello sport.
2. Servitù di passaggio: Il progetto Smart City appare come una struttura a servizio di 12 paesi limitrofi, i cui beneficiari saranno esterni, mentre i costi sociali (traffico e caos) ricadranno interamente sulle spalle degli arzanesi.
3. Il precedente di Via Napoli: Il caos è già realtà in Via Napoli, dove un altro parcheggio è stato sottratto per la nuova sede comunale, rendendo la viabilità infernale.
La mobilitazione: Domani la protesta
I cittadini e i commercianti non resteranno a guardare. Domani mattina è prevista una manifestazione di protesta sul luogo dell’inizio lavori. La richiesta è chiara: fermare immediatamente il cantiere e aprire un tavolo di confronto serio.
“Arzano è in ginocchio. Non abbiamo bisogno di stazioni di ricarica per bus che non servono i nostri giovani, abbiamo bisogno di parcheggi, sport e dignità. Questa politica degli incarichi e degli stipendi deve finire: il territorio appartiene a chi lo vive.” — Portavoce dei residenti.
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